• Redazione

S. Barbara, il coraggio della prossimità: omelia di mons. Perego

Basilica di San Francesco, Ferrara, 4 dicembre 2020


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


È sempre una gioia celebrare con voi, carissimi Vigili del fuoco, la festa di S. Barbara, vostra patrona. Saluto il Comandante e tutte le autorità civili e militari presenti, segno di una stima che proviene da tutte le istituzioni del territorio. In questo tempo non facile la vostra opera a favore delle persone e dei beni, nonostante le limitazioni, è cambiata e anche cresciuta nell’interesse delle nostre comunità, che vi apprezzano e vi sentono vicini.

La Parola di Dio di oggi, in questo tempo di Avvento, di attesa, con le pagine del profeta Isaia ci aiuta a comprendere il senso del Natale e della Incarnazione del Figlio di Dio: la terra sarà piena di frutti, le tenebre si trasformeranno in luce, i poveri gioiranno, sparirà l’arrogante, il falso, il calunniatore. Natale è cambiamento. Ognuno di noi è chiamato a cambiare stile di vita. Ma il cambiamento avvolge anche la terra. Purtroppo i cambiamenti a cui noi assistiamo oggi non vanno nella direzione che il Natale insegna. Assistiamo a cambiamenti climatici che nascono dallo sfruttamento della terra, i cui danni come Vigili del fuoco siete spesso chiamati a limitare; assistiamo a cambiamenti che riguardano la mancanza della cura delle persone, talora abbandonate e sole; assistiamo a cambiamenti di atteggiamenti: si preferisce la violenza alla pace, lo scontro alla mediazione. Santa Barbara scegliendo la vita cristiana fino a dare la vita per seguire il Signore ha scelto uno stile di vita alternativo. Papa Francesco nell’enciclica Laudato sì ricorda questi cambiamenti ambientale e di stile di vita necessari, passando “dal consumo al sacrificio, dall’avidità alla generosità, dallo spreco alla capacità di condividere, in un’ascesi che « significa imparare a dare, e non semplicemente a rinunciare” (L.S. 9) e ringrazia quanti – come i Vigili del fuoco – “lottano con vigore per risolvere le drammatiche conseguenze del degrado ambientale nella vita dei più poveri del mondo” (L.S. 13). La vostra azione e il vostro impegno per la cura della casa comune, intervenendo in centinaia di situazioni diverse, tutte che riguardano la nostra città e il nostro territorio ferrarese, speriamo si traducano in una responsabilità comune per questa nostra terra che ha bisogno di essere salvaguardata per vedere dare un futuro alle nuove generazioni. A questo proposito, sempre Papa Francesco nella Laudato sì, ricorda che “Non si è ancora riusciti ad adottare un modello circolare di produzione che assicuri risorse per tutti e per le generazioni future, e che richiede di limitare al massimo l’uso delle risorse non rinnovabili, moderare il consumo, massimizzare l’efficienza dello sfruttamento, riutilizzare e riciclare. Affrontare tale questione sarebbe un modo di contrastare la cultura dello scarto che finisce per danneggiare il pianeta intero, ma osserviamo che i progressi in questa direzione sono ancora molto scarsi” (L.S. 23). A questo proposito la vostra azione, cari Vigili del fuoco, può essere educativa a una responsabilità di tutti nei confronti della nostra casa comune: per evitare atteggiamenti irresponsabili, per aiutare a rispettare le regole, per rendere attenti ai beni comuni.

La pagina evangelica di Matteo ci parla di un miracolo di Gesù, che ridona la vista a due ciechi. Ogni miracolo di Gesù è il segno della presenza di Dio tra noi, della vicinanza di Dio ai più deboli. Ogni miracolo ci ricorda l’Incarnazione, il Natale. Anche nella vostra azione, cari Vigili del fuoco, compite talvolta alcuni miracoli per la nostra terra: salvando persone, anche a costo della vita, tutelando l’ambiente da danni di irresponsabili, curando nelle emergenze i nostri beni culturali. La vostra azione è vita, è per la vita. La vostra azione in alcune circostanze costituisce una protezione, come la torre di Santa Barbara: che protegge, libera, salva.

Cari Vigili del fuoco, questo ricordo della vostra patrona S. Barbara diventa per me, per noi qui riuniti l’occasione per dire grazie per il vostro costante e vigile impegno a favore delle persone che vivono una situazione drammatica e per i nostri luoghi di vita e di lavoro che sono coinvolti da eventi di distruzione. Santa Barbara vi protegga nel vostro agire come uomini che hanno scelto il coraggio della prossimità a chi vive una situazione di pericolo e di sofferenza, di privazione e di distruzione attorno a sé. Al ringraziamento unisco gli auguri a voi e alle vostre famiglie, perché questo Natale, segnato da un male oscuro, non possa essere segnato anche dalla disperazione o dalla paura, ma rinnovato dalla gioia e dalla speranza del presepe che ci ricorda che Dio viene a vivere tra noi. Auguri.




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