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Quaresima e quarantena. “Non siamo soli, ma uniti nella preghiera”: testimonianze dalla Diocesi

Sante Messe celebrate privatamente, sospese tutte le iniziative pastorali comunitarie, esequie con un numero ristretto di presenti.

Nei primi giorni di Quaresima, anche la nostra Arcidiocesi ha vissuto un rallentamento delle normali attività diocesani, parrocchiali e associative. Un non del tutto previsto, ma necessario, adeguamento alle direttive legate all’emergenza che buona parte del nostro Paese sta vivendo a causa del coronavirus. Una situazione che, però, non ha particolarmente preoccupato la maggior parte dei fedeli di Ferrara-Comacchio, perlopiù propensi a vivere queste giornate come un’ulteriore occasione per riflettere e vivere ancora più intensamente il periodo quaresimale. Per non parlare di come alcune parrocchie - “imitando” la scelta della nostra e di altre Diocesi di trasmettere via tv e via web la Messa delle Ceneri col Vescovo - si siano organizzate per far partecipare i propri fedeli alle liturgie quotidiane attraverso la diretta su Facebook o You Tube.

E’ la decisione che, ad esempio, ha preso la parrocchia della Sacra Famiglia a Ferrara: “la liturgia del primo giorno di Quaresima - ci spiega il diacono Roberto Alberti - è stata ripresa con telecamera e trasmessa su Facebook, e quotidianamente è stata pubblicata la liturgia della Parola del giorno fino a ripresa delle celebrazioni pubbliche. Inoltre, in chiesa erano a disposizione il libretto di Quaresima preparato dal gruppo liturgico e i sacchetti contenenti cenere, con la scritta ’convertitevi e credete al Vangelo’, da portare a casa, per chi lo desiderasse”. In ogni caso, prosegue Alberti, “il non poter partecipare, per un certo periodo, alla S. Messa per un’emergenza sanitaria, potrebbe essere stata un’occasione per riscoprire il desiderio dell’Eucarestia e per cercare di vivere pienamente il suo mandato, che spesso viene messo in ombra o in secondo piano: quello di mostrare al mondo Gesù, di parlare di Lui e agire in modo tale da suscitare nelle persone il desiderio di conoscerLo”.

Altri messaggi di fedeli della nostra Diocesi ci sono giunti in redazione a ridosso del Mercoledì delle Ceneri: “siamo d’accordo col Decreto del Vescovo, è di buon senso”, ci scrivono da una parrocchia di Ferrara. “Noi il mercoledì delle Ceneri in famiglia abbiamo seguito la Messa del Vescovo in streaming su Telestense. Cerchiamo in questi giorni di essere più attenti alla Presenza del Signore: questo ci viene chiesto”. Stesso sentire da Pontelagoscuro: “siamo d’accordo sul Decreto, capiamo senza allarmismi che tutti dobbiamo contribuire”. Anche da altre parrocchie cittadine (San Benedetto, Mizzana): “è una bella opportunità - scrive una persona - per fermarci un momento e dedicare più tempo alla famiglia, per coltivare il silenzio e l’interiorità, la lettura della Parola e la preghiera più intima. Nessuna riunione, nessun catechismo...forse dovremmo ritagliarci ogni tanto un po’ questo digiuno”. Un ’altra persona riflette su come “occorre andare oltre la ritualità, riordinare la nostra vita. E’ un’opportunità per riflettere e prendere consapevolezza della nostra piccolezza. Non tutti i mali vengono per nuocere”.

Dal quartiere cittadino del Barco ci scrivono: “molti di noi sono rattristati, però comprendiamo la decisione. La speranza è che questo momento così difficile si risolva al più presto”. E dal Doro: “in questo periodo di panico generale la preghiera per me e per chi è in difficoltà è fondamentale. Questa situazione cerco comunque di considerarla un dono: il rinforzo della mia consapevolezza del valore racchiuso nel vivere la fede in comunità, con tutto il bagaglio che si porta dietro la gestione della nostra umanità, ma che ci connette in un unica preghiera corale e ci strappa dal sentirci soli nel nostro percorso terreno verso Dio”.

Anche dalla nutrita comunità cattolica ucraina ferrarese ci arrivano alcune riflessioni: “questa emergenza sta trasformando profondamente tutti noi - ci spiega Olga -, trasformando me, il mio spirito, la mia fede. L’emergenza che ci obbliga ad evitare gli incontri pubblici, ci fa capire anche quanto siamo soli e piccoli nel mondo, e a riscoprire il valore della preghiera, della Parola di Dio e della fede cristiana. Credo che questa prova possa intensificare il rapporto personale con il nostro Signore. Era da tempo - prosegue - che non aprivo il Libro dei Salmi e proprio in questi giorni mi sta dando serenità e pace”. Tania, invece, il Mercoledì delle Ceneri scrive: “purtroppo per qualche tempo non potremo pregare assieme né assistere alla Messa in chiesa, ma nel frattempo sono certa che le nostre preghiere saranno ascoltate da Dio e che presto ci riuniremo come sempre. Ora possiamo sentirci vicino spiritualmente, pregando tutti insieme”.

“Alcuni parrocchiani - ci spiega Lucia Menegatti da S. Luca a Ferrara - si sono riuniti nelle case per recitare il rosario e molto gradita è stata la pubblicazione della guida per le Ceneri in famiglia. Il decreto che ripristina la celebrazione delle Messe è stato accolto con gioia e sollievo, anche perché ha permesso la celebrazione del primo Venerdì di Quaresima al Santuario”.

“A Vigarano Pieve - ci spiega Enrico Campagnoli - vi è ansia e timore per il coronavirus, ma nessuna isteria. Una comunità come la nostra che solo da quindici giorni, dopo una lunga attesa, aveva celebrato la riapertura della sua chiesa, certo non poteva non rattristarsi per la pur doverosa sospensione delle Sante Messe”. Per questo, il successivo Decreto del Vescovo, pubblicato giovedì 27, “è stato accolto con un gran sospiro di sollievo”. Per quanto riguarda gli appuntamenti della settimana, “dispiace aver dovuto - spiega un altro parrocchiano di Vigarano Pieve - rimandare il primo appuntamento, a data da destinarsi, del corso prematrimoniale”, oltre alla Lectio divina e alla “cena povera” dei venerdì di Quaresima.

“Per il Mercoledì delle Ceneri - ci spiega, invece, Silvia Accorsi da Bondeno -, il parroco ha fornito delle guide (sia in pdf sia cartacee) per la preghiera in famiglia: se da un lato non poter partecipare alla funzione ha creato una mancanza, dall’altro, chi per lavoro o altre motivazioni normalmente non partecipa a questo momento in chiesa, l’ha vissuta come un’occasione positiva”.

Tanti i messaggi giuntici anche dal Basso ferrarese: “il Mercoledì delle Ceneri - ci racconta Luca Carrara da Lagosanto - attraverso WhatsApp ho dialogato con persone del Gruppo genitori e con alcuni ragazzi del catechismo, che abbiamo tentato di coinvolgere all’evento partendo dalla domanda su cosa sia la terracotta, e da lì è iniziato un bellissimo confronto su Dio come tesoro e sulla nostra fragilità umana”. “Ho iniziato il Mercoledì come consigliato nel Decreto”, ci spiega Andrea Mezzogori da Comacchio: “preghiera personale lettura della Parola, digiuno. Sento forte il bisogno di pregare insieme e ancora di più di vivere e celebrare i sacramenti”. Da Vaccolino ci ha scritto Cristian Simoni: “con alcuni amici ci siamo organizzati per vivere momenti di preghiera in famiglia, in attesa di incontrare di nuovo il Signore nell’Eucarestia. Penso che se abbiamo del tempo in più a disposizione e siamo in buona salute, che vada a vantaggio della nostra ed altrui edificazione e conversione. Preghiera, servizio, studio e ragione dovrebbero essere le parole chiave in questo periodo”.

Pubblicato su “la Voce di Ferrara-Comacchio" del 6 marzo 2020

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