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Precetto pasquale Forze armate 2019


Ferrara, 3 aprile 2019 S. E. Mons. Gian Carlo Perego Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Onorevoli autorità, cari fratelli e sorelle, il nostro cammino quaresimale ormai s’avvicina alla Pasqua del Signore, che vivremo insieme. La Pasqua rinnova, rinfranca, la nostra vita di grazia, con i doni della presenza del Signore della pace: che si siede a tavola con i discepoli, dona lo Spirito, rinnova il nostro sguardo, come per i discepoli. La Parola di Dio che abbiamo ascoltato, anzitutto nelle parole del profeta Isaia, ci ricorda con alcuni verbi l’azione del Signore nei confronti del popolo d’Israele, ma anche nei nostri confronti: “ti ho aiutato”, “ti ho formato”, ho costruito un’alleanza. C’è un ulteriore verbo importante che il Signore ricorda: “Uscite”, “Venite fuori”. Uscire, una Chiesa in uscita, una Chiesa in missione è anche l’invito di Papa Francesco a noi oggi nell'esortazione apostolica Evangelii gaudium. La Chiesa dalle porte aperte è la Chiesa che aiuta ad entrare, ma anche facilita l’uscita. “L’umanità del cristiano – ha detto il papa Francesco ai partecipanti al Convegno della Chiesa italiana a Firenze - è sempre in uscita. Non è narcisistica, autoreferenziale. Quando il nostro cuore è ricco ed è tanto soddisfatto di se stesso, allora non ha più posto per Dio”. La Pasqua, infatti, aiuta ad uscire, per andare, per correre al sepolcro: come fanno Maria di Magdala, Giovanni, Pietro. Nella vostra vita sono tante le chiamate, le uscite, le missioni per un servizio all’uomo, alla pace, alla città, al Paese, all’Europa: le uscite costano, allontanano dalle proprie sicurezze, dai propri affetti, ma creano sicurezza per gli altri, rinnovano e tutelano la vita delle persone e delle famiglie nella città, nel Paese, nel mondo, aprono a nuove storie di vita. Uscire, andare significa arricchire relazioni, ma anche salvaguardare le relazioni di una comunità, di un popolo ferito da divisioni, da oppressioni, da distruzioni. Andare è impegnarsi per ricostruire non solo le cose, gli edifici, ma soprattutto le relazioni di comunità, le istituzioni che sono il fulcro della vita rinnovata. La Pasqua offre nuove opportunità per andare, nuove ragioni di vita: sempre per usare le parole del profeta Isaia, la Pasqua vince la fame, la sete, l’arsura non solo materiale, ma anche spirituale e ci regala pane e acqua di sorgente. La Pasqua, ancora, fa camminare, trasforma la città e porta soprattutto serenità, consolazione, misericordia, gioia. La Pasqua ci ricorda che il Signore, come una madre che non può dimenticare il suo bambino, non dimentica il bisogno di vita e di verità dell’uomo, il bisogno di pace e di giustizia. Anche la pagina evangelica di Giovanni ci prepara alla Pasqua. E’ un brano che commenta e spiega la guarigione del paralitico da parte di Gesù, di sabato, che ha scandalizzato i farisei. C’è il male, quello nell’animo dei farisei che vogliono uccidere, è c’è Gesù che ricorda loro questo legame stretto, filiale, con il Padre, che tanto scandalizza i farisei. Questo legame tra Padre e Figlio è fonte di vita e di risurrezione, di rinnovamento. Chi ascolta le parole del Padre e del Figlio entra nella verità, nella pace e nella gioia e anche il tempo, i disagi, le diverse situazioni non possono interrompere questo legame. Tutti noi sappiamo quanto siano importanti i legami, le amicizie, la fiducia anche dentro i nostri mondi. La Pasqua ci presenta, anche nella Croce e nella risurrezione, come il Figlio e il Padre siano strettamente legati tra loro e come per il Figlio fare la volontà del Padre, fino alla morte e alla morte in Croce, anche per la nostra salvezza; e per il Padre la risurrezione sia il segno di una vita per sempre che lo lega al Figlio. Prepararsi alla Pasqua significa prepararsi a entrare nel mistero di un legame tra il Padre e il Figlio, che fa del servizio, anche fino a dare la propria vita – come è capitato per molti militari e poliziotti – la fonte della pace, della serenità : di una vita rinnovata. Prepararsi alla Pasqua significa scegliere il bene rispetto al male, perché il bene apre alla risurrezione e alla vita, il male divide, separa, porta alla distruzione e alla morte. Chiediamo al Signore di prepararci alla Pasqua con questi sentimenti, perché anche quest’anno la morte e risurrezione del Signore rinnovino la nostra vita di ogni giorno, ci faccia sentire il valore della nostra famiglia, da cui siamo spesso lontani, di una città per l’uomo animata da pace, giustizia e solidarietà sociale. Così sia.

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