• Redazione

Pasqua di Risurrezione. Lasciarci abbracciare dal Risorto: omelia di mons. Perego

Ferrara, Basilica di S. Francesco, 4 aprile 2021


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, celebriamo oggi la Pasqua, tra limitazioni e paure che rischiano di annebbiarne il mistero o di farcelo vivere con rassegnazione e senza speranza. Mai come in questo tempo di sofferenza e di morte, abbiamo condiviso la sofferenza e la morte di Gesù. Mai come in questo tempo abbiamo sentite come rivolte a noi, le parole di Gesù alle donne lungo la Via Crucis: “Non piangete su di me, ma su di voi”. Al tempo stesso, mai come in questa Pasqua siamo assetati di acqua, cerchiamo la luce, desideriamo la vita, desideriamo correre come Pietro e Giovanni, come ci ha ricordato la pagina evangelica. “Cristo è la vostra vita”, ci ha ricordato l’apostolo Paolo. La Pasqua ci disseta, illumina il nostro cammino, ci ridona vita e vitalità. La Risurrezione di Gesù è il fondamento della nostra risurrezione. Già qui, oggi. Il territorio ferrarese, infatti, fatica e soffre: la città è deserta, gli incontri difficili, l’economia in ginocchio, le famiglie sole, le scuole chiuse. La Pasqua ci aiuta a rialzarci, perché è l’incontro con il Signore della vita, che accompagna le nostre giornate difficili e tristi – come quelle dei discepoli di Emmaus – per ridare ragioni di speranza, illuminare i nostri passi, aiutarci nella rinascita. Ci sono crisi, come questa che stiamo vivendo, che ci aiutano a riordinare la nostra esistenza e in essa le priorità: a ripensare le relazioni, a valorizzare la famiglia, ad allargare la condivisione, a costruire prossimità. La Pasqua ci invita a saper costruire nella nostra persona, nelle nostre città questo ordine, incentrato non solo su noi stessi, ma sulla comunità, sul bene comune più che sui beni personali. La Pasqua – ci ricorda papa Francesco - “contiene una forza di vita che ha penetrato il mondo” (EG, 276). Il Risorto, dall’alto, ci aiuta a guardare alla quotidianità e, in essa, a risorgere, a trasfigurarci, a cambiare stile e diventare come Pietro, nella pagina deli Atti degli apostoli, “testimoni di tutte le cose” compiute da Gesù. Il Risorto è l’uomo delle Beatitudini, che insegna la pace, la giustizia, la mitezza, il perdono, perché queste cose ci rinnovano e ci ridanno speranza. Nel Signore risorto, infatti, troviamo la speranza della nostra risurrezione, perché ci lascia la memoria dei Suoi gesti e delle Sue parole. L’Eucarestia di ogni domenica rinnova il mistero pasquale, rende attuale l’umanità e la divinità di Gesù, la sua morte per noi e la sua risurrezione. Il Miracolo Eucaristico di Ferrara, dopo 850 anni, ci ricorda ancora la verità della presenza reale di Cristo morto e risorto in mezzo a noi in ogni Eucaristia: presenza di speranza, presenza di vita, presenza di umanità e di servizio.

L’augurio in questa Pasqua è di lasciarci abbracciare dal Risorto: camminando con Lui, ascoltando le Sue parole, sedendo alla tavola eucaristica dove rinnova - oggi e per sempre - la Sua presenza. Ci accorgeremo così che, soprattutto nei momenti più difficili come gli attuali, il Signore risorto è vivo accanto a ciascuno di noi. Auguri. Buona Pasqua di Risurrezione.

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