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Pasqua 2019, la corsa di Pasqua: omelia di mons. Perego

Ferrara/Comacchio, 21 aprile 2019

S.E.Mons. Gian Carlo Perego Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Cari fratelli e sorelle, Cristo è risorto, Cristo vive. E’ il nostro saluto pasquale di oggi. Risurrezione è vita, vita nuova. Risorto è il Dio della vita. Il brano del Vangelo di Giovanni ci racconta di due corse: la corsa dal sepolcro vuoto di Maria di Magdala per raggiungere Pietro e Giovanni; e la corsa al sepolcro dei due apostoli. Il giovane apostolo Giovanni arriva prima. Pietro, più avanti negli anni e meno allenato arriva dopo. I due si aspettano, ma non entrano insieme nel sepolcro. Prima entra nel sepolcro Pietro: che osserva i teli e il sudario. Al sepolcro c’è una testimonianza molto semplice del primato di Pietro, di chi sarà chiamato a presiedere nella carità la Chiesa. Pietro riceve il dono di vedere per primo la tomba vuota e di essere confermato nella fede. Con lui l’apostolo Giovanni entra e vede e crede. La storia della fede nasce dalla risurrezione, che trova un suo segno iniziale nel sepolcro vuoto. Ci ritroviamo oggi, in questa Pasqua, con tre volti: una donna, un giovane e un adulto. Sono volti anche delle nostre comunità. Ognuno guarda al sepolcro per essere confermato nella fede. Le donne delle nostre comunità sono spesso le prime che arrivano in chiesa, sono coloro che faticano e si impegnano nelle cose più umili come nelle responsabilità catechistiche, liturgiche o associative. Le donne uniscono scuola e famiglia, casa e lavoro, famiglia e vita parrocchiale. Vedono per prime tante cose, come hanno accompagnato Gesù sulla via crucis e al sepolcro. Sono capaci di tante parole, ma anche di grande silenzio, come ci testimoniano le nostre donne consacrate. La testimonianza di fede delle donne ha accompagnato e accompagna la vita della Chiesa meno nella forma della ministerialità, ma molto di più nelle forme di servizio. Nell’Evangelii Gaudium Papa Francesco ricorda: “Vedo con piacere come molte donne condividono responsabilità pastorali insieme con i sacerdoti, danno il loro contributo per l’accompagnamento di persone, di famiglie o di gruppi ed offrono nuovi apporti alla riflessione teologica. Ma c’è ancora bisogno di allargare gli spazi per una presenza femminile più incisiva nella Chiesa” (E.G. 103). Anche i giovani oggi vivono spesso una bella esperienza di fede. Magari li troviamo meno in Chiesa, ma approfondiscono le ragioni della fede, testimoniano la carità nel volontariato, regalano esperienze di gioia e di comunità nella vita associativa – penso ai ragazzi e ai giovanissimi e giovani di Azione Cattolica o ai ragazzi e giovani dell’Agesci che mi capita di incontrare più spesso – oppure nei momenti di gioco, di camposcuola o di festa in parrocchia. Nel messaggio pasquale di quest’anno ho voluto ricordare – partendo dalla esortazione apostolica “Cristo vive” di Papa Francesco proprio indirizzata ai giovani – come contino molto i nostri giovani non solo nella vita e nel futuro della città, ma anche della Chiesa. Nei giovani di oggi – scrive Papa Francesco – ritroviamo “desideri, ferite, ricerche” che dobbiamo cogliere, accompagnare, curare. E’ il compito degli adulti. Gli adulti sono i primi nelle nostre comunità, hanno responsabilità nei Consigli pastorali e nei Consigli degli affari economici, sono educatori, sono impegnati in attività sociali e politiche: sentono forse maggiormente il valore della comunione e della responsabilità. “Talora – scrive Papa Francesco – gli adulti non cercano o non riescono a trasmettere i valori fondanti dell’esistenza oppure assumono stili giovanilistici, rovesciando il rapporto tra le generazioni. In questo modo la relazione tra giovani e adulti rischia di rimanere sul piano affettivo, senza toccare la dimensione educativa e culturale” (C.V. 80). Le nostre parrocchie hanno bisogno di donne, giovani e adulti che, come Maria di Magdala, Pietro e Giovanni continuino la corsa della fede, escano nelle nostre città e ripetano a tutti che Cristo vive, Cristo e risorto. Oggi come ogni domenica. “Non fuggiamo dalla risurrezione di Gesù, non diamoci mai per vinti, accada quel che accada. Nulla possa più della sua vita che ci spinge in avanti!” (E.G. 4), ci ha ricordato Papa Francesco. “La sua risurrezione non è una cosa del passato; contiene una forza di vita che ha penetrato il mondo. Dove sembra che tutto sia morto, da ogni parte tornano ad apparire i germogli della risurrezione. È una forza senza uguali. È vero che molte volte sembra che Dio non esista: vediamo ingiustizie, cattiverie, indifferenze e crudeltà che non diminuiscono. Però è altrettanto certo che nel mezzo dell’oscurità comincia sempre a sbocciare qualcosa di nuovo, che presto o tardi produce un frutto. In un campo spianato torna ad apparire la vita, ostinata e invincibile. Ci saranno molte cose brutte, tuttavia il bene tende sempre a ritornare a sbocciare ed a diffondersi. Ogni giorno nel mondo rinasce la bellezza, che risuscita trasformata attraverso i drammi della storia” (E.G. 276). Con queste parole di Papa Francesco ci auguriamo una Buona Pasqua. Buona Pasqua a tutti.