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Natale di speranze in tempo di pandemia: Messaggio del Vescovo

Carissimi, il Natale che ci aspetta sarà ancora segnato dalla pandemia, che limita le feste, gli incontri e gli abbracci. Ciononostante, anche questo Natale invita i cristiani a fare memoria dell’Incarnazione di Dio, che abita con noi e tra noi. Un Dio, come annuncia il prologo del Vangelo di Giovanni, che porta la vita e la luce. Dio porta la vita e il conforto nelle famiglie dei numerosi morti di Covid – ormai quasi 350 sul territorio ferrarese: straziante verità che invita tutti a riflettere sulla nostra umanità, limitata e fragile, e sulla cura della salute. Dio porta la vita nelle fabbriche e nei negozi chiusi. Dio porta la vita nelle scuole dove i banchi sono rimasti vuoti. Dio porta la vita nelle parrocchie che non hanno sentito le grida gioiose e i giochi dei ragazzi. Dio porta la vita nelle strutture per gli anziani che hanno potuto vedere i loro cari rigorosamente dietro un vetro, senza un abbraccio. Dio porta la vita nella città dove solo le luminarie sembrano ricordarci la normalità. E’ nel Bambino che nasce per noi che Dio ci porta la luce del suo volto, lo sguardo di un Padre di tutti. La luce del Natale illumina il senso della storia, che i Magi riescono a scoprire, a differenza di Erode. E’ quella stessa luce che avvolgendo in un fascio vitale Gesù neonato, Maria e Giuseppe, ricorda a ciascuno il valore di ogni esistenza umana, sempre. Non sprechiamo la vita e la luce del Natale, ma trasformiamola in sguardi di speranza. La speranza di vincere presto un male che ci ha travolti e feriti, per ritornare a dare valore ad alcune cose: alla salute, all’incontro, alla scuola, agli affetti. La speranza di non sprecare le storie di volontariato e di dono, di condivisione e di carità che sono sbocciate in mezzo alla morte e al dolore. La speranza di costruire un futuro diverso per i nostri ragazzi e i nostri figli, meno inquinato dalle logiche del profitto, del successo e della rivincita. La speranza di abbandonare la violenza dei gesti e delle parole, nella quotidianità delle relazioni e negli spazi virtuali, per ritrovare la serenità di un confronto, di nuove proposte, di gesti di comprensione e di perdono. Nella pandemia il Natale si carica di questi e di molti altri “percorsi di speranza”: “Dio, infatti, continua a seminare nell’umanità semi di bene – scrive Papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti. La recente pandemia ci ha permesso di recuperare e apprezzare tanti compagni e compagne di viaggio che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita. Siamo stati capaci di riconoscere che le nostre vite sono intrecciate e sostenute da persone ordinarie che, senza dubbio, hanno scritto gli avvenimenti decisivi della nostra storia condivisa: medici, infermieri e infermiere, farmacisti, addetti ai supermercati, personale delle pulizie, badanti, trasportatori, uomini e donne che lavorano per fornire servizi essenziali e sicurezza, volontari, sacerdoti, religiose, hanno capito che nessuno si salva da solo” (F.T. 54). Dalla città e dai nostri paesi queste storie e questi volti hanno alimentato le nostre speranze che toccano tutta la famiglia umana, i fratelli tutti. Il Signore che viene tra noi alimenti questa storia di fraternità, la sola che può cambiare il mondo. Buon Natale di speranze a tutti.


+ Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Abate di Pomposa




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