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Messaggio pasquale 2019: La Chiesa giovane di Pasqua

S.E. Mons. Gian Carlo Perego Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Cari fratelli e sorelle, per la Pasqua ci è stata donata da papa Francesco una nuova esortazione post-sinodale dal titolo “Cristo vive”. È un’esortazione indirizzata “ai giovani e a tutto il popolo di Dio”. Spesse volte sentiamo parlare dei giovani: dai genitori, dagli insegnanti, dalla politica, dall’economia. Si parla di giovani che né lavorano né studiano, di giovani disoccupati e precari, di giovani che abbandonano la scuola, di giovani immigrati e emigranti. I giovani sembrano essere soprattutto un problema. Nel Vangelo, noi incontriamo alcuni volti che sembrano somigliare a quelli di oggi: il giovane prodigo della parabola, che sperpera tutti i beni, il giovane triste, il giovane violento, il giovane che corre al sepolcro, ma ha paura di entrare. Al tempo stesso, però, gli Atti degli Apostoli ci raccontano, dopo la Pentecoste, di una Chiesa giovane, che esce e incontra. Conosciamo giovani come Stefano, che dà la vita, e Filippo che va in strada, come Paolo che gira il mondo per annunciare il Vangelo. Una Chiesa giovane che si lascia illuminare dallo Spirito, guidare dagli anziani, provocare da nuove situazioni. A Pasqua vogliamo guardare a questo volto della Chiesa giovane che Papa Francesco ci ha riconsegnato. E’ la Chiesa del futuro. E’ la Chiesa della speranza. E’ la Chiesa della Pasqua, perché è la Chiesa di chi ricerca, di chi rinnova, di chi esce, di chi ascolta, di chi dialoga: è la Chiesa viva. Scrive Papa Francesco: “Chiediamo al Signore che liberi la Chiesa da coloro che vogliono invecchiarla, fissarla sul passato, frenarla, renderla immobile. Chiediamo anche che la liberi da un’altra tentazione, credere che è giovane perché cede a tutto ciò che il mondo le offre, credere che si rinnova perché nasconde il suo messaggio e si mimetizza con gli altri” (C.V. 35). Stanchezza, prepotenza e indifferenza non fanno parte della Chiesa giovane. Come una Chiesa giovane non si lamenta, non guarda indietro, ma si rinnova, guarda oltre. È una Chiesa che vive nella città, sulle strade, nelle scuole e nei luoghi di lavoro con i volti dei giovani che la Domenica, Pasqua settimanale, si ritrovano nelle nostre parrocchie, associazioni, movimenti, a pregare, a riflettere, a condividere, anche con gli adulti e gli anziani, la propria fede, ma poi nella settimana pensano, studiano, lavorano, faticano e soffrono, inventano e sognano, costruiscono da protagonisti la città. Anche la nostra città. A Pasqua, cari fratelli e sorelle, vogliamo scambiarci gli auguri immaginando la nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio come una Chiesa giovane. Sono tante le sofferenze e le gioie, le speranze e le angosce del nostro mondo giovanile: dobbiamo saperle condividere, con fatica e con gioia, nelle nostre parrocchie, nei nostri paesi e nella nostra città. Non possiamo guardare indietro e non possiamo guardare ad altri. I nostri giovani sono la nostra Pasqua, sono la nostra risurrezione. In loro vediamo Cristo vivo. Oggi come ieri. Auguri. Buona Pasqua.