• Redazione

Messa del giorno. Natale di consolazione

Ferrara, 25 dicembre 2021


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


“Il Signore ha consolato il suo popolo”. Con queste parole il profeta Isaia, cari fratelli e sorelle, annuncia il Messia. Nel consolare biblico si indica sempre una benedizione in atto, l’annuncio della presenza di Dio nella storia dell’uomo, per trasformarlo. Per questo il Natale consola, perché porta la benedizione di Dio in questo nostro tempo segnato ancora da incertezza, da insicurezza, ma anche perché annuncia un evento che può trasformare la nostra vita: Dio è con noi. Ancora. Dio è stato presente nella storia “molte volte e in tanti modi”, ma ora è presente, è vicino agli uomini con suo Figlio – ci ha ricordato la lettera agli Ebrei. Dio non è lontano, ma vicino, condivide la nostra quotidianità, con la semplicità che il presepe e i suoi protagonisti ci trasmettono, “al punto tale – ci ha ricordato Papa Francesco – che tante volte bussa alle porte del nostro cuore. Dio cammina al nostro fianco per sostenerci. Il Signore non ci abbandona; ci accompagna nelle nostre vicende esistenziali per aiutarci a scoprire il senso del cammino, il significato del quotidiano” (Angelus, 29.11.2020). Questa prossimità di Dio a Natale ci regala il senso della vita, ma anche ci insegna la prossimità come stile. E’ una prossimità che sa incontrare e accompagnare chi è in difficoltà. E’ una prossimità familiare e sociale, dentro e fuori casa: Dio viene ad abitare in mezzo a noi. E’ una prossimità che diventa condivisione: di sentimenti, di paure, di sofferenze, di risorse. E’ una prossimità che scomoda, perché rompe il nostro individualismo, provoca il nostro egoismo, ci trasforma: ci fa diventare “figli di Dio” – abbiamo ascoltato dal Prologo di Giovanni. E’ una prossimità che regala vita, luce – ci ha ricordato ancora il Prologo di Giovanni. E’ una prossimità che dall’ascolto passa al cammino insieme, a vivere e condividere la nostra vita: apre a un’esperienza sinodale. Sì, perché il cammino sinodale che la nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio ha intrapreso, in comunione con tutte le Chiese in Italia, non è un cammino esclusivo, ma che vuole raggiungere tutti, ascoltare tutti: uomini e donne, giovani e adulti, anche i più lontani, anche gli indifferenti, per comprendere che volto hanno impresso della Chiesa, cosa chiedono dalla Chiesa, cosa regalano alla Chiesa. La Chiesa è sacramento di salvezza, perché custodisce il Natale, Dio con noi. Il cammino sinodale è un cammino di ricerca insieme di come - in termini di stile, di linguaggio, di strumenti – la Chiesa, al tempo stesso santa e peccatrice, può essere “segno e strumento di salvezza”. Dio è con noi. Dio regala la pace, la gioia, ma anche aiuta a superare la sofferenza. Dio è con noi. La speranza rinnova la nostra vita, gli regala un futuro, prospettive nuove. Il Dio con noi, L’Emanuele ci insegna il valore delle relazioni, della prossimità, della carità. L’augurio che faccio a tutti voi, cari fratelli e sorelle, è di un buon Natale, che ci metta in cammino insieme come i pastori, con la stessa loro disponibilità a lasciare tutto per camminare verso la grotta di Betlemme e cantare: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama”. Buon Natale.

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