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Messa a Gavello per le suore. ll Signore renderà a ciascuno secondo la sua giustizia e fedeltà

Aggiornamento: 21 feb

VII Tempo per Annum


Gavello, 20 febbraio 2022


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, in questa Domenica ci stringiamo attorno alle nostre sorelle, le Piccole suore degli anziani abbandonati, che da 30 anni hanno servito gli anziani della casa di riposo ‘Madonna pellegrina’ con fede e amore. Infatti, le suore giunsero a Gavello nel 1993, pochi mesi prima che, il 18 settembre 1993, il mio amato predecessore, l’Arcivescovo Maverna, inaugurasse la nuova casa di riposo, i cui lavori erano iniziati nel 1982. Madri e sorelle si sono accostate alle persone anziane che via via hanno abitato questa casa, accompagnando ogni persona nel corpo e nello spirito, portando la vicinanza della Chiesa. Gavello ha potuto godere di questo ‘tesoro’, qual è il dono di uomini e donne che scelgono di consacrarsi al Signore per i fratelli e le sorelle più povere. Per questo oggi, insieme alle Suore che ci lasciano, vogliamo ringraziare il Signore per questo dono. E vogliamo dire grazie a ciascuna di loro che hanno lasciato la loro terra e la loro casa, la loro Chiesa in Spagna per fare della nostra terra, della nostra Chiesa la loro casa. Con questi sentimenti di gratitudine ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio di questa Domenica. La pagina del libro di Samuele ci presenta la rabbia del re Saul, che vuole colpire Davide, indicato come il suo successore, a fronte della misericordia di Davide nei confronti del suo persecutore. E’ una storia che si è ripetuta anche nelle persecuzioni cristiane di ieri come anche di oggi, dove la rabbia, la violenza e il potere ancora fanno vittime nelle comunità cristiane di vari paesi del mondo, come ricorderemo tra qualche giorno nella giornata dedicata ai nuovi martiri. Una storia che vedrà anche nei persecutori – come Saul - una conversione, perché ha ricevuto il bene nonostante il male di cui è stato artefice. La ricerca del male chiude, la ricerca del bene libera e permette l’ascolto del Signore. Lo ricorda in un bel passaggio dell’ Evangelii Gaudium Papa Francesco: “Quando la vita interiore si chiude nei propri interessi non vi è più spazio per gli altri, non entrano più i poveri, non si ascolta più la voce di Dio, non si gode più della dolce gioia del suo amore, non palpita l’entusiasmo di fare il bene. Anche i credenti corrono questo rischio, certo e permanente” (E.G. 2). La storia della presenza delle Suore degli anziani abbandonati nella nostra Chiesa è stata una storia di bene, di amore. La loro presenza umile e semplice, da piccole suore, ha seminato sorrisi, preghiere, cure: è stata un grande dono per la comunità, soprattutto per gli anziani. Possiamo ripetere anche per loro le parole di Davide che abbiamo ascoltato: “Il Signore renderà a ciascuno secondo la sua giustizia e la sua fedeltà”. La pagina di San Paolo ai Corinzi ricorda che ciascuno di noi è stato creato dalla terra e per la terra, ma destinato al cielo. La nostra umanità è piena anche di divinità, siamo stati creati a ‘immagine e somiglianza di Dio’. Talora, cari fratelli e sorelle, dimentichiamo questa nostra realtà umana e divina e rischiamo di schiacciare la nostra vita sulla mondanità. “Chi è caduto in questa mondanità - scrive Papa Francesco nell’ esortazione Evangelii Gaudium - guarda dall’alto e da lontano, rifiuta la profezia dei fratelli, squalifica chi gli pone domande, fa risaltare continuamente gli errori degli altri ed è ossessionato dall’apparenza. Ha ripiegato il riferimento del cuore all’orizzonte chiuso della sua immanenza e dei suoi interessi e, come conseguenza di ciò, non impara dai propri peccati né è autenticamente aperto al perdono. È una tremenda corruzione con apparenza di bene. Bisogna evitarla mettendo la Chiesa in movimento di uscita da sé, di missione centrata in Gesù Cristo, di impegno verso i poveri. Dio ci liberi da una Chiesa mondana sotto drappeggi spirituali o pastorali! Questa mondanità asfissiante si sana assaporando l’aria pura dello Spirito Santo, che ci libera dal rimanere centrati in noi stessi, nascosti in un’apparenza religiosa vuota di Dio” (E.G. 97). L’esperienza delle piccole Suore tra noi ci ha ricordato, nella semplicità, l’impegno missionario della Chiesa, come impegno verso i poveri, in una dedizione che è stata per tutti una testimonianza di consacrazione, un’esperienza di amore. La pagina evangelica di Luca che abbiamo ascoltato ci ricorda le parole di Gesù che invitano proprio ad amare e ad amare soprattutto chi non ci ama. Un amore concreto, che porge l’altra guancia a chi percuote, a condividere la tunica con chi cerca di rubartela. L’amore ai nemici è l’amore cristiano vero: “perché se amate solo quelli che vi amano che merito ne avete?”, ci ricorda oggi Gesù. L’amore si accompagna anche al perdono e non giudicare: due esperienze che non sono facili nella nostra vita e che quando riusciamo a viverle, come dimostrano le vite dei Santi, cambiano la storia e la nostra vita. Le Piccole Suore nella loro esperienza tra noi ci hanno regalato alcuni saggi di questo amore in quella vita quotidiana tra gli anziani tante volte non riconosciuta, ma che è stata testimonianza vera del comandamento dell’amore. Cari fratelli e sorelle, mentre ringraziamo il Signore oggi per il dono della presenza delle Piccole Suore degli anziani abbandonati nella nostra casa degli anziani, le affidiamo al Signore, perché le ricolmi di grazie per il loro servizio fedele, quotidiano, appassionato nella nostra casa di riposo. La Madonna del cammino, pellegrina, le accompagni con la sua materna protezione. Così sia.


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