• Redazione

Maria Vergine, causa della nostra gioia: omelia di mons. Perego

Lourdes, 27 agosto 2021


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, cari confratelli, ci ritroviamo a celebrare l’Eucaristia di oggi con lo sguardo a Maria, sapendo che da Lei possiamo imparare e ricevere la gioia del Vangelo. Infatti, scrive Papa Francesco nell’ Evangelii gaudium, “nei santuari… si può osservare come Maria riunisce attorno a sé i figli che con tante fatiche vengono pellegrini per vederla e lasciarsi guardare da Lei. Lì trovano la forza di Dio per sopportare le sofferenze e le stanchezze della vita” (E.G. 286). In ogni santuario, come qui a Lourdes, ritroviamo la gioia del Vangelo sotto lo sguardo materno di Maria. “Gioisci” è l’invito della pagina del profeta Zaccaria che abbiamo ascoltato. E’ l’invito del Signore al popolo di Israele, ma è l’invito che il Signore estende a tutte le nazioni, a coloro che ascolteranno la sua Parola. ‘Gioisci’ è l’invito che il Signore rivolge a ciascuno di noi, perché la nostra fede si apra alla speranza e alla carità, sappia camminare nella carità e rimanere nell’amore del Signore, come abbiamo ascoltato dalla pagina evangelica Giovanni. E rimanere nell’amore significa osservare i comandamenti, riassunti nel comandamento “amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato”. I comandamenti non sono pesi da sopportare, ma sono - seguendo le parole di Gesù – la fonte della nostra gioia: “perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena”. Maria è la dimostrazione, la testimonianza concreta che chi accoglie la chiamata del Signore, la chiamata ad amare, vede il suo cuore riempirsi di gioia. Non solo. Anche le relazioni di Maria con le persone che il Vangelo ci ricorda generano gioia, serenità: come la visita di Maria ad Elisabetta, come le nozze di Cana. E questa gioia Maria la diffonde anche nei cuori dei santi e nelle apparizioni, dove sempre l’incontro con Maria, anche nella grotta di Lourdes, genera non paura, ma serenità, familiarità: costruisce fraternità. E’ la gioia che una Madre sa dare a un figlio e a una figlia quello che impariamo e riceviamo da Maria. E’ la gioia che anche testimoniamo in uno stile di vita che accoglie l’amore, il dono. “Quando una persona che ama può fare del bene a un altro, o quando vede che all’altro le cose vanno bene, lo vive con gioia e in quel modo dà gloria a Dio, perché «Dio ama chi dona con gioia » (2 Cor 9,7), nostro Signore apprezza in modo speciale chi si rallegra della felicità dell’altro – scrive Papa Francesco nell’esortazione Amoris laetitia. Se non alimentiamo la nostra capacità di godere del bene dell’altro e ci concentriamo soprattutto sulle nostre necessità, ci condanniamo a vivere con poca gioia, dal momento che, come ha detto Gesù, «si è più beati nel dare che nel ricevere!» (At 20,35)” (A.L. 110). Dall’Eucaristia, Sacramentum caritatis, noi impariamo questo amore fonte di gioia. I volti che oggi chiedono la prossimità dell’amore sono molti e anche nuovi: è il figlio ammalato, è il padre o la madre disabile, è il bambino non accompagnato dai genitori, è il migrante in fuga, è l’uomo e la donna che perdono il lavoro, è la famiglia che si trova in strada, sfrattata, è il sacerdote solo a seguire tante comunità: ogni volto chiede un gesto di prossimità, di tenerezza, di amore; ogni volto chiede un sorriso e un motivo di gioia. E questa tenerezza, questa gioia che siamo chiamati a dare, noi la respiriamo a Lourdes, dove l’Eucaristia, celebrata e adorata, è al centro del nostro pellegrinaggio ai piedi di Maria. A Lourdes, come nella città di Giuda dove viveva Elisabetta, una donna in attesa di un figlio, la gioia è fonte di vita. A Lourdes, come a Cana, grazie alle parole di Maria gli sposi ritrovano la gioia. A Lourdes la carità dei barellieri, dei volontari, di tanti è il segno che l’amore continua ad accompagnare e trasformare la sofferenza. Cari fratelli e sorelle, cari confratelli, preghiamo Maria perché impariamo da Lei la gioia di amare. “Vi è uno stile mariano nell’attività evangelizzatrice della Chiesa. Perché ogni volta che guardiamo a Maria torniamo a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto – scrive sempre Papa Francesco nell’esortazione Evangelii Gaudium -. In Lei vediamo che l’umiltà e la tenerezza non sono virtù dei deboli ma dei forti, che non hanno bisogno di maltrattare gli altri per sentirsi importanti. Guardando a lei scopriamo che colei che lodava Dio perché « ha rovesciato i potenti dai troni » e « ha rimandato i ricchi a mani vuote » (Lc 1,52.53) è la stessa che assicura calore domestico alla nostra ricerca di giustizia” (E.G. 288). E con Papa Francesco preghiamo Maria:

Ottienici ora un nuovo ardore di risorti

per portare a tutti il Vangelo della vita

che vince la morte.

Dacci la santa audacia di cercare nuove strade

perché giunga a tutti

il dono della bellezza che non si spegne…

Stella della nuova evangelizzazione,

aiutaci a risplendere nella testimonianza della comunione,

del servizio, della fede ardente e generosa,

della giustizia e dell’amore verso i poveri,

perché la gioia del Vangelo

giunga sino ai confini della terra

e nessuna periferia sia priva della sua luce.

Madre del Vangelo vivente,

sorgente di gioia per i piccoli,

prega per noi.

Amen. Alleluia.


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