• Redazione

Maria figlia, sposa, madre ci accompagni nel cammino sinodale: omelia di mons. Perego

Inizio settimana mariana


Basilica di San Francesco, Ferrara, 3 ottobre 2021


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, iniziamo quest’oggi la settimana mariana in preparazione della solennità della Madonna delle Grazie, nostra patrona. La Madre accompagna sempre i suoi figli nei momenti più belli e anche più difficili. Per questo chiediamo a Maria, Madre delle grazie, di accompagnarci in questo momento non facile, di sofferenza e di incertezza generato da una pandemia non ancora conclusa e dall’altra di accompagnarci in questo tempo di gioia caratterizzato dal cammino sinodale delle Chiese in Italia. Sinodo significa ‘cammino insieme’, cioè un cammino partecipato da tutti, che coinvolge tutti. Sinodo significa anche ‘cammino verso la stessa meta’, con un comune scopo che, per la Chiesa è annunciare il Vangelo in questo tempo di transizione. Un cammino che inizieremo insieme in questa basilica di S. Francesco nell’Eucaristia di domenica 17 ottobre, in comunione con le chiese di tutto il mondo. Il sinodo è un cammino di comunione, cioè che si ferma a verificare la qualità del nostro vivere ecclesiale, di partecipazione, che si domanda se c’è una responsabilità di tutti nella vita della Chiesa, e di missione, cioè di verifica del nostro ‘andare’, come ci chiede il Signore al termine di ogni celebrazione eucaristica.

Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio. La pagina della Genesi ci ripropone il racconto più antico della creazione. La sottolineatura del testo biblico “non è bene che l’uomo sia solo” vuole indicare come l’uomo è un essere ‘sociale’, ‘comunitario’. Il ‘noi’ caratterizza la nostra identità, per usare un’immagine di Papa Francesco nell’enciclica ‘Fratelli tutti’: “Sogniamo come un’unica umanità, come viandanti fatti della stessa carne umana, come figli di questa stessa terra che ospita tutti noi, ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, ciascuno con la propria voce, tutti fratelli!” (F.T. 11). Al tempo stesso il testo biblico, nel passaggio della creazione della donna indica la stessa natura umana (‘ossa delle mie ossa, carne della mia carne’), ma anche la diversità. Per questa ragione non è possibile accettare l’ideologia chiamata genericamente gender che – come scrive Papa Francesco nell’esortazione Amoris Laetitia – “nega la differenza e la reciprocità naturale di uomo e donna. Essa prospetta una società senza differenze di sesso, e svuota la base antropologica della famiglia. Questa ideologia induce progetti educativi e orientamenti legislativi che promuovono un’identità personale e un’intimità affettiva radicalmente svincolate dalla diversità biologica fra maschio e femmina. L’identità umana viene consegnata ad un’opzione individualistica, anche mutevole nel tempo” (A.L. 56). Come non possiamo accettare le violenze che si ripetono contro le donne, anche nel nostro territorio, che sono un segno che contraddice questa uguaglianza e dignità dell’uomo e della donna (‘unica carne’). A questo proposito sono dure le parole di Papa Francesco nell’esortazione Amoris Laetitia: “la vergognosa violenza che a volte si usa nei confronti delle donne, i maltrattamenti familiari e varie forme di schiavitù che non costituiscono una dimostrazione di forza mascolina bensì un codardo degrado. La violenza verbale, fisica e sessuale che si esercita contro le donne in alcune coppie di sposi contraddice la natura stessa dell’unione coniugale” (A.L. 54). La pagina evangelica riprende il tema della relazione tra uomo e donna in termini familiari. Gesù cerca di aiutare i farisei a superare la giustificazione del ripudio e i discepoli a comprendere come il divorzio rinnega il dettato della Genesi. Il collegamento all’uomo e alla donna, al loro matrimonio alla accoglienza dei bambini sta ad indicare come l’amore tra l’uomo e la donna, la famiglia siano le condizioni ideali per l’accoglienza e la crescita dei bambini. “L’attività generativa ed educativa - scrive Papa Francesco nell’Amoris laetitia - è, a sua volta, un riflesso dell’opera creatrice del Padre” (A.L.29). Questo spirito di famiglia, di fraternità – per usare le parole della lettera agli Ebrei – deve caratterizzare anche l’esperienza e la testimonianza cristiana e costruire il mondo come un’unica famiglia umana. Fraternità è uno dei nomi della Chiesa e caratterizzano anche ogni scelta della Chiesa nella vita del mondo.

Cari fratelli e sorelle, la settimana mariana che oggi iniziamo in preparazione alla solennità della Madonna delle Grazie ci aiuti a vedere in Maria, figlia, sposa, madre un modello della vita familiare e ci accompagni nel cammino sinodale che stiamo per iniziare insieme, perché l’esperienza ecclesiale di fraternità rinnovi la città e la vita del mondo. Siamo consapevoli, infatti, che Maria, Madonna delle grazie, ricorda a ognuno e a tutti noi l’importanza dell’ascolto, del cammino con Gesù, fino sotto la croce, e del cammino con i poveri. E siamo anche consapevoli che la nostra vita personale e comunitaria ha bisogno di essere ‘purificata’ da tanti atteggiamenti, strutture e incertezza che rendono faticoso l’annuncio del Vangelo oggi.


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