• Redazione

Maria ci insegna a chiedere e a dare il perdono: omelia di mons. Perego

150° Incoronazione della statua della Madonna della Pioppa


Ospitale di Bondeno, 13 settembre 2020


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, è una gioia condividere con voi il ricordo dell’incoronazione della statua della Madonna della Pioppa, 150 anni fa, l’11 settembre 1870, pochi giorni prima della occupazione di Roma e della fine dello Stato Pontificio, il 20 settembre, che avrebbe inaugurato un tempo non facile per la Chiesa in Italia. Saluto con deferenza il Prefetto, il Sindaco e le autorità civili e militari, ringraziandoli per la loro presenza.

La Parola di Dio di questa domenica ci invita anzitutto – con le parole del Siracide – a riconoscere e vincere alcuni sentimenti che nascono dal peccato: il rancore, l’ira, la vendetta, imparando e invocando da Dio, nella preghiera, la misericordia e il perdono per noi e per il prossimo. L’amore a Dio è strettamente unito all’amore al prossimo. Ce lo insegna anche Maria, che dopo aver detto sì al Signore nel momento dell’Annunciazione della nascita del Figlio di Dio, subito si mette in viaggio per aiutare la cugina Elisabetta che sta per avere un figlio. L’amore cristiano, poi, chiede non solo dei gesti, ma la conversione del cuore, per liberarci dai sentimenti che nascono dal peccato e che generano violenza, morte. Maria, nelle diverse apparizioni chiede sempre la conversione del cuore, la preghiera, il perdono, la pace: chiede rinnovati sentimenti, guardando al Figlio suo Gesù, un nuovo stile di vita. La fede non si fonda sulle idee, ma su un nuovo stile di vita. Uno stile di vita cristiana dove la categoria del dono, del servizio diventano fondamentali per non vivere per se stessi semplicemente – come ci ricorda l’apostolo Paolo nella lettera ai Romani. Oggi viviamo in un tempo dove il soggettivismo e l’egoismo sembrano regolare gli ambienti della nostra vita. “In ogni momento della storia – ci ricorda Papa Francesco nell’esortazione Evangelii Gaudium - è presente la debolezza umana, la malsana ricerca di sé, l’egoismo comodo e, in definitiva, la concupiscenza che ci minaccia tutti. Tale realtà è sempre presente, sotto l’una o l’altra veste; deriva dal limite umano più che dalle circostanze. Dunque, non diciamo che oggi è più difficile; è diverso. Impariamo piuttosto dai santi che ci hanno preceduto ed hanno affrontato le difficoltà proprie della loro epoca” (E.G. 263). È ciò che impariamo anche da Maria, che nel Magnificat ci insegna l’umiltà, il dono: e i santuari mariani sono luoghi in cui Maria invita alla conversione, a cambiare la propria vita, affidandosi al Signore e liberandosi da tutto ciò che ci lega a noi stessi.

La pagina evangelica ritorna su una parola fondamentale del lessico cristiano, la parola perdono. Pietro chiede a Gesù se c’è una misura, un limite al perdono. E Gesù, con quella risposta “settanta volte sette” risponde che non ci sono limiti al perdono. Il perdono, sempre, noi lo impariamo da Dio, il padrone di casa della parabola. Mentre noi somigliamo più al servo perdonato che non sa perdonare. Non è il perdono cristiano un perdono dovuto, ma un perdono che nasce dal cuore, che nasce dalla condivisione degli stessi sentimenti del Signore. Anche il mondo di oggi, le nostre relazioni quotidiane sono segnate purtroppo ancora da vendette, che si trasformano in calunnie, nel godere del male altrui. E di questi atteggiamenti non sono esenti anche le nostre comunità, come ricorda papa Francesco: “…mi fa tanto male riscontrare come in alcune comunità cristiane, e persino tra persone consacrate, si dia spazio a diverse forme di odio, divisione, calunnia, diffamazione, vendetta, gelosia, desiderio di imporre le proprie idee a qualsiasi costo, fino a persecuzioni che sembrano una implacabile caccia alle streghe. Chi vogliamo evangelizzare con questi comportamenti?” (E.G. 100). L’evangelizzazione nella Chiesa passa dalla capacità di chiedere perdono e di perdonare e per questo San Giovanni Paolo II, nel Giubileo del 2000, ha avuto il coraggio di chiedere perdono dei peccati della Chiesa nei confronti di persone e popoli.

La mancanza di perdono, l’incapacità di mediazione porta, inoltre, le persone e i popoli ad armarsi, a difendersi con la forza. Il Signore ci ricorda che il perdono è il segno più bello di una vita che sceglie il comandamento dell’amore. Per questo, accostandoci all’Eucaristia siamo chiamati a chiedere il perdono di Dio, perché la nostra comunione con i fratelli sia libera e vera. Maria ci insegna a chiedere e a dare il perdono. I suoi santuari, anche questo santuario della Madonna della Pioppa, sono luoghi in cui si gusta il perdono di Dio e s’impara a perdonare il prossimo.

Cari fratelli e sorelle, anche ai piedi della piccola statua della Madonna lauretana in questo Santuario della Madonna della Pioppa, nei secoli, molti hanno imparato a perdonare di cuore, perché hanno sperimentato la misericordia di Dio e di Maria. Il Signore ci accompagni sulla strada del perdono. Così sia.

Post recenti

Mostra tutti

Avvento, lettera dell'Arcivescovo per i sacerdoti

Ferrara, 24 novembre 2020 Memoria di S. Andrea Dung Lac e compagni Cari confratelli, domenica 29 novembre inizia il Tempo di Avvento, con l’invito di Gesù richiamato nel brano evangelico di Marco: “Ve

La Voce di Ferrara-Comacchio è il settimanale dell'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio
Redazione: Via Boccacanale di Santo Stefano 24/26 - Ferrara - Tel. 0532/240762 Fax 0532/240698
Proprietà dell'Opera Archidiocesana per la Preservazione della Fede e della Religione
Reg. Tribunale di Ferrara n. 66 del 27-09-1956