• Redazione

Maria Assunta è l’icona del destino della Chiesa e dei suoi figli: omelia di mons. Perego

Quacchio e Pomposa, 15 agosto 2020


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, celebriamo oggi la solennità dell’Assunzione di Maria, il momento finale della vita di Maria. La pagina dell’Apocalisse immagina, sogna la modalità di questo incontro con Dio di Maria, la nuova Eva che con il suo ‘sì’ ha aperto la strada all’Incarnazione e alla vittoria sul male del Figlio di Dio, con il privilegio che la sua morte è stata un sonno - da qui la festa della Chiesa orientale della Dormitio - il cui risveglio è stato in Paradiso, perché il corpo che aveva portato la Vita nel mondo non poteva essere destinato alla distruzione.

Risvegliarsi dal sonno della morte in Paradiso è il sogno anche di ogni cristiano che si riconosce creatura finita, ma al tempo stesso destinata all’eternità. L’Assunzione come l’Immacolata sono due dogmi che, a distanza di un secolo l’uno dall’altro, celebrano i benefici della creatura che accoglie il Signore: il suo corpo è trasformato per grazia, la sua vita è aperta al futuro, all’incontro con il Signore. Per grazia Maria è stata concepita senza peccato e per grazia Maria è Assunta in cielo in anima e corpo.

La proclamazione del dogma dell’Assunta, 70 anni fa, per opera di Pio XII, anche se il cammino teologico e liturgico era partito quasi in contemporanea con la riflessione attorno all’Immacolata, portò ancora di più l’attenzione sul legame stretto tra Madre e Figlio e sull’umanità di questa donna, che visita Elisabetta per aiutare la nascita di una vita e che è salutata da Elisabetta con queste parole: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo”. L’umanità di Maria si rivela anche nella preghiera di Maria, che l’evangelista Luca, nella pagina che abbiamo ascoltato, raccoglie nel canto del Magnificat. Il Magnificat è il canto della vocazione di Maria, la donna umile riconosciuta beata. Dio in Maria ha fatto grandi cose, perché ha cambiato le logiche del mondo: ha disperso i superbi e ha innalzato gli umili, ha rovesciato i potenti e ha lasciato a mani vuote i ricchi, ricolmando di beni i poveri. Oso immaginare che il Magnificat oltre che essere la preghiera della prima chiesa posta sulle labbra di Maria sia anche il primo inno di lode a Maria stessa, la donna, la serva, beata, assunta in cielo.

Maria è la prima che partecipa alla risurrezione di Cristo, del Figlio. Maria è la prima credente che riconosce che Gesù è la via, la verità e la vita. Maria – per usare le parole dell’apostolo Paolo - è tra coloro “di Cristo” che ricevono dal Risorto la vita eterna. Il potere di Maria, che è stato riconosciuto dal popolo di Dio nella storia della Chiesa, nasce dalla sua umiltà di riconoscere che il Signore l’ha resa grande. Spesso anche nella Chiesa il dibattito sulla donna si ferma sulle funzioni, sui poteri quasi che la Chiesa sia solo una ‘società’ e non un popolo, un sacramento, un mistero. Maria ci riporta a una Chiesa serva del mistero dove - come ha ricordato Papa Francesco nell’esortazione al termine del sinodo sull’Amazzonia -, occorre superare “concezioni parziali sul potere nella Chiesa. Perché il Signore ha voluto manifestare il suo potere e il suo amore attraverso due volti umani: quello del suo Figlio divino fatto uomo e quello di una creatura che è donna, Maria. Le donne danno il loro contributo alla Chiesa secondo il modo loro proprio e prolungando la forza e la tenerezza di Maria, la Madre. In questo modo – continua il Papa - non ci limitiamo a una impostazione funzionale, ma entriamo nella struttura intima della Chiesa” (Querida Amazonia, 102). Maria Immacolata e Maria Assunta ci aiutano a entrare nella struttura intima della Chiesa: in cammino nella storia, che nasce dall’Incarnazione del Figlio e che è destinata all’incontro con il Figlio, alla vita eterna. Maria Assunta è l’icona del destino della Chiesa e dei suoi figli, ma è anche l’icona di una creaturalità segnata dal dolore e dalla morte, ma anche aperta alla risurrezione. L’Assunta, in questi tempi di morte e di dolore, di paura e di incertezza ci indica la strada del nostro cammino: di umiltà e non di prepotenza, di dono più che di accumulo, di speranza più che di disperazione.

Cari fratelli e sorelle, preghiamo Maria assunta in cielo, perché ci aiuti a cantare il nostro Magnificat e a riconoscere come grandi cose ha fatto anche in noi e per noi l’Onnipotente, in ogni tappa della storia, anche oggi, in questo tempo di incertezza che può essere trasformato in gioia se, come Maria, ci fidiamo del Signore. Così sia.

Post recenti

Mostra tutti

La Voce di Ferrara-Comacchio è il settimanale dell'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio
Redazione: Via Boccacanale di Santo Stefano 24/26 - Ferrara - Tel. 0532/240762 Fax 0532/240698
Proprietà dell'Opera Archidiocesana per la Preservazione della Fede e della Religione
Reg. Tribunale di Ferrara n. 66 del 27-09-1956