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Madonna delle Grazie, Madonna della Vita: omelia di mons. Perego

Denore, 1° febbraio 2020


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, la celebrazione della Madonna delle Grazie quest’anno incrocia la festa della Presentazione di Gesù al tempio. Maria e Giuseppe salgono al tempio di Gerusalemme per affidare il proprio figlio al Signore, riconoscendo che ogni vita è dono di Dio. E al tempio ad accogliere la famiglia di Nazareth ci sono due anziani: Simeone e Anna. L’anziano sacerdote, Simeone, che accoglie il bambino di Nazareth tra le sue braccia. Maria e Giuseppe hanno toccato con mano la fede di Simeone, uomo giusto come Giuseppe, che confida nel Signore, che ha saputo attendere, ma anche riconoscere il Figlio di Dio. La fede di Simeone sa riconoscere in Gesù “il segno di contraddizione”, colui che rinnoverà il cuore delle persone, con il dono della sua vita, accompagnata dalla sofferenza di Maria sua Madre. Maria e Giuseppe incontrano anche Anna, che loda il Signore come il Redentore. Incontrando e accogliendo Gesù, Simeone e Anna riscoprono il senso della loro vita, delle loro attese, delle loro speranze, delle loro angosce, e al tempo stesso contemplano la presenza nuova di Dio nella loro vita. L’incontro con il Signore di Simeone e Anna avviene dopo una vita di attesa, di preghiera, sapendo che il Signore mantiene fede alle sue promesse. E in questo, Simeone e Anna sono le immagini di tanti uomini e donne che, nelle nostre parrocchie, con semplicità, umiltà,e impegno hanno servito la Chiesa, regalando la testimonianza di una fede quotidiana, spendendo la loro vita in attesa di incontrare il Signore, il Maestro, il Salvatore.

Gesù è il messaggero, l’angelo dell’alleanza sospirato dal popolo d’Israele, come ricorda la pagina del profeta Malachia. Al tempo stesso, Gesù è il Messia che purifica, lava la nostra vita perché ritorni ad essere immagine di Dio. Come ogni vita. Dio è all’origine e al termine della vita. Dio stampa la sua immagine su ogni vita, in maniera originale. Gesù Cristo, il Figlio di Dio, condividendo la nostra natura umana – ci ricorda la lettera agli Ebrei - libera la nostra vita dal peccato e dal male, dall’angoscia e dalla paura che tradiscono l’immagine vera dell’uomo, aiutando l’uomo a riscoprire la propria immagine di figlio di Dio e a costruire una città che riconosca la dignità di ogni figlio. Dio in Gesù si rende prossimo all’uomo per far gustare la sua misericordia e ritrovare negli uomini e nelle donne i suoi figli. In ogni vita si incontrano la libertà e la grazia. Libertà e grazia s’incontrano anche in una donna, Maria, che presenta suo figlio, il Figlio di Dio, al tempio, e che da allora diventa la Madonna delle grazie, colei grazie alla quale la vita, la grazia di Dio sono entrate nella storia. E per questo il titolo della Madonna delle Grazie, che collega questo nostro santuario e a tanti altri luoghi mariani, si è diffuso molto nel popolo di Dio, perché è all’origine della maternità di Maria, e indica in maniera efficace il ruolo di Maria nella storia della salvezza.

Cari fratelli e sorelle, la Madonna delle grazie è la Madonna della vita: che accoglie la vita di un Figlio, ma anche lo dona per la salvezza di tutti noi, suoi figli. La Madonna delle grazie è la Madonna del popolo che, come ogni donna ebrea, confida nel Signore e chiede la sua benedizione su una nuova vita. La Madonna delle grazie è la Madonna addolorata, che nelle parole di Simeone – “e anche a te una spada trafiggerà l’anima” – riconosce il destino di un Figlio donato per la salvezza degli uomini. La Madonna delle grazie è la Madonna che consola, che accompagna chi è solo, chi soffre, chi perde una persona cara. La Madonna delle grazie è la Madre di Dio e la Madre della Chiesa e per questo chiediamo a Lei, oggi, nella preghiera, di accompagnare il nostro cammino di fede e di vita cristiana. O Maria accompagna questa nostra comunità con le tue grazie, perché attraverso la tua materna sollecitudine anche la nostra vita sia sempre fedele, aperta alla carità e alla speranza, nell’ascolto e nella testimonianza di tuo Figlio, Gesù Cristo, che vive e regna nei secoli dei secoli.

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