• Redazione

Madonna del Salice, Madonna del quotidiano: omelia di mons. Perego

Basilica di S. Giorgio Fuori le Mura, Ferrara, 11 settembre 2021


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, cari confratelli, celebriamo oggi Maria, in questa basilica venerata come la Madonna del salice. E’ la Madonna in riva al fiume, è la Madonna tra città e campagna, è la Madonna del quotidiano. Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio. Il profeta Isaia ricorda come Dio gli ha aperto l’orecchio per ascoltare la Parola di Dio, condividere le sofferenze del profeta. Anche Maria è stata la donna dell’ascolto quotidiano di Dio. La quotidianità, con le sue gioie e le sue sofferenze, più che la straordinarietà è il luogo in cui Dio ci parla, ci accompagna. La quotidianità è un luogo teologico, in cui Dio si rivela come Padre, ma anche in cui s’incarna nel Figlio. La fede e la santità del quotidiano di Maria accompagna il nostro cammino di fede e di santità. Come ricorda Papa Francesco in quel bellissimo paragrafo di Gaudete ed exultate, l’esortazione apostolica sulla santità : “Per essere santi non è necessario essere vescovi, sacerdoti, religiose o religiosi. Molte volte abbiamo la tentazione di pensare che la santità sia riservata a coloro che hanno la possibilità di mantenere le distanze dalle occupazioni ordinarie, per dedicare molto tempo alla preghiera. Non è così. Tutti siamo chiamati ad essere santi vivendo con amore e offrendo ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove si trova” (G.E. 14). La pagina evangelica sottolinea che la sofferenza è la strada scelta anche da Gesù per salvare gli uomini. E’ difficile accettare che questa sia la strada del Messia, come dimostra l’obiezione di Pietro, e che diventi la strada dei discepoli di Gesù. Anche Maria ha accettato questa strada, fin dall’inizio, quando Simeone gli ricorda che accogliere la chiamata del Signore significa accettare che “una spada le trafiggerà il cuore”. Una sofferenza, quella di Maria, che troverà la sua pienezza lungo la via Crucis e sotto la Croce. Salvare la propria vita – ci ricorda la pagina evangelica di Marco – significa cambiare, perdere uno stile di vita che tante volte ci è usuale: consumista, individualista, perbenista. Salvare la propria vita significa condividere gli stessi sentimenti di Gesù, non solo a parole, ma nei fatti, come ci ammonisce l’apostolo Giacomo: “A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede e non ha le opere?... La fede se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta”. Maria è stata una donna di fede, che ha vissuto nella quotidianità di scelte operose, come dimostra la sua umanità. Lo ricorda bene un passaggio del decreto conciliare sui laici Apostolicam actuositatem, che afferma come la beata Vergine e Madre Maria sia modello perfetto della fede, della vita spirituale e apostolica dei laici :“(Maria), mentre viveva sulla terra una vita comune a tutti, piena di sollecitudini familiari e di lavoro, era sempre intimamente unita al Figlio suo, e cooperava in modo del tutto singolare all'opera del Salvatore; ora poi assunta in cielo, con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo ai pericoli e affanni fino a che non siano condotti nella patria beata” (A.A. 4). I misteri della vita di Maria ci ricordano questa fede carica di opere. Nell’Annunciazione riconosciamo una ragazza raggiunta dalla grazia, che diventa una ‘ragazza madre’ del Salvatore, ma anche una donna di preghiera, umile e povera, che canta il Magnificat. Riconosciamo in questo episodio la fede e la preghiera di Maria, ma anche la sua solitudine nel vivere questo mistero, evidenziata poi dalla cugina Elisabetta. E qui abbiamo un secondo tratto quotidiano: l’aiuto, la carità nei confronti di una donna madre avanti negli anni, ma anche la condivisione della maternità prossima. Maria fidanzata e moglie sono altri tratti umani di Maria. Maria e Giuseppe si mettono in cammino per il censimento anagrafico, altro tratto storico e quotidiano. La nascita a Betlemme, fuori casa, di un figlio, nuovo tratto quotidiano, non sempre in situazioni facili, per le migrazioni e la povertà, la non accoglienza e la diffidenza, non mancando anche ai doveri religiosi: l’assegnazione del nome Gesù – un nome comune -, la presentazione di Maria al tempio e la profezia di Simeone, la circoncisione. Nell’Epifania Maria scopre il mondo attento alla sua nascita, a conferma del dono di Dio. La fuga dalla violenza e dalla persecuzione, insieme, come famiglia di Nazareth, e una vita da profughi. Il ritorno a Nazareth, tra lavoro e vita familiare, L’educazione del figlio, altro tratto quotidiano, ascoltando, guardando e facendo tesoro di ogni momento e tappa dell’esistenza del figlio, come lo smarrimento e ritrovamento di Gesù nel tempio, nel momento della maturità religiosa di Gesù. Dopo l’inizio della vita pubblica di Gesù troviamo nuovi tratti della quotidianità di vita di Maria. Anzitutto la condivisione di una festa di matrimonio a Cana di Galilea con il Figlio e gli apostoli, dove avviene il miracolo dell’acqua trasformata in vino: un segno semplice di condivisione di un’esperienza reale, quotidiana, quella del matrimonio, ma anche un segno di attenzione materna di Maria ai bisogni dell’uomo. Segue, con alcune donne la predicazione di Gesù. Accompagna con sofferenza la Via crucis del Figlio. Vive il dolore della morte del Figlio, ma anche il suo ultimo gesto d’amore con l’affidamento della Madre a Giovanni e di Giovanni alla Madre: segno di una maternità e di una figliolanza condivisa. E nella sua umanità, infine, Maria vive la gioia della risurrezione e il dono dello Spirito a Pentecoste. Cari fratelli e sorelle, la Madonna del salice, che noi veneriamo, ci ricorda questa fede e questa umanità di Maria che sentiamo vicina. A Lei Madre nostra chiediamo di proteggere questa comunità di S. Giorgio, perchè viva con fede e speranza anche un passaggio della propria storia e vita pastorale, riconoscendo nei segni quotidiani della storia luoghi per una nuova evangelizzazione. Così sia.

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