• Redazione

Lettera dell’Arcivescovo ai Sacerdoti

Cari confratelli,

vi raggiungo con questa mia lettera per colloquiare con voi su due argomenti.


1. La pandemia e le attività parrocchiali


Siete stati già informati che valgono per le nostre chiese la cura degli spazi interni con il distanziamento - tranne che per i familiari -, l’uso della mascherina da parte dei fedeli e dei concelebranti, la sanificazione e l’areazione degli ambienti. Resta fondamentale l’attenzione a sanificare le mani prima della distribuzione della S. Comunione, che ancora in questo momento non può essere data in bocca ai fedeli, ma esclusivamente sul palmo delle mani. Fondamentale resta il discorso del distanziamento da mantenere anche nella celebrazione del sacramento della Riconciliazione. La chiesa in questi tempi può diventare provvisoriamente un ambiente da destinare alle catechesi o agli incontri con gruppi numerosi per i quali non siano adatti gli ambienti parrocchiali. Fino a nuove disposizioni sono vietati i concerti nelle chiese, mentre i cori possono continuare il loro servizio liturgico mantenendo il distanziamento. Serve molta responsabilità nel rispettare e far rispettare le regole che tutelano la salute di tutti. Al tempo stesso cerchiamo di non interrompere i legami con i fedeli, valorizzando gli strumenti della rete o anche cambiando alcune forme del nostro incontro.

Ad esempio, la benedizione delle famiglie si può continuare, con l’attenzione a non entrare in casa, ma rimanendo sulla porta laddove le persone siano malate o anziane o per timore non desiderino che voi entriate.

La pandemia ci accompagnerà ancora probabilmente per il prossimo semestre in forma più o meno grave, finché non si troverà una cura per arginarla. Viviamo questo tempo per riscoprire il senso della nostra povertà, ma anche con la fantasia della carità che ci apre a nuove forme di incontro, di condivisione, di comunicazione. Tra confratelli, vicini per età o per azione pastorale, stiamo insieme con le dovute precauzioni per salvaguardarci da un possibile contagio, sentiamoci, aiutiamoci così che la fede si rafforzi, la carità sia vissuta anzitutto tra noi, la speranza non si indebolisca. In questi giorni celebriamo i nostri Santi e ricordiamo i nostri Defunti, tra i quali non possiamo dimenticare anche le tante morti improvvise per Covid, quasi 200 solo nel territorio ferrarese.

La testimonianza dei Santi e il ricordo dei Defunti ci aiuti a vivere il mistero pasquale della Passione, Morte e Risurrezione di Gesù come la fonte della nostra salvezza e della nostra speranza, che ha guidato la vita dei Santi. Preghiamo la Madonna delle Grazie, in questo ultimo giorno del mese di ottobre, Mese Mariano, perché da Madre accompagni e curi noi suoi figli in questo tempo non facile.


2. La celebrazione eucaristica e le intenzioni di Messa


Purtroppo l’abitudine di educare i fedeli a far celebrare una Santa Messa in ricordo dei propri defunti o per un malato o per una particolare intenzione accompagnandola con una offerta, sta venendo sempre meno. Non è una perdita solo economica per il singolo sacerdote - che vive anche di questo aiuto, destinandolo non solo alle necessità personali, ma anche ai poveri – ma soprattutto un affievolirsi di quella comunione che trova nell’Eucaristia il segno e il sacramento con i vivi e con i morti. È il venir meno di una relazione con il Signore e con i propri cari defunti, relazione che si vive anche nella preghiera con le persone malate - che trovano nell’Eucaristia il farmaco della speranza - e con le persone che vivono il ricordo di un anniversario personale o associativo. È insomma la perdita di un gesto che lega l’Eucaristia alla vita fraterna.

Dobbiamo aiutarci a riprendere questo cammino educativo, che ci spinge a comprendere anche il valore del sacramento dell’Eucaristia.

Non solo. Occorre riprendere un percorso di condivisione delle intenzioni di Messe, attraverso il versamento dell’offerta delle binate e trinate in Curia, attraverso la condivisione di chi – in alcune chiese e santuari – ha più intenzioni, così da alimentare il fondo S. Messe della Curia.

Dal mese di novembre non potrete più attingere ad esso, perché ormai si sta esaurendo. Vedremo se una revisione dei Legati potrà dare – con l’autorizzazione della Congregazione del clero – la disponibilità di una nuova risorsa, che comunque sarà temporanea. Per questa ragione una maggiore, responsabile condivisione può aiutarci. Come può aiutarci la possibilità che nelle parrocchie vengano istituiti da parte dei fedeli dei legati di S. Messe per ricordare i propri cari defunti.

Il Signore ci accompagni con la Sua benedizione e i nostri Santi ci rendano capaci di testimoniare la gioia del Vangelo.


Ferrara, 31.10.2020


+ Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Abate di Pomposa

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