• Redazione

Le notti di Fatima: omelia di mons. Perego

Casalborsetti, 18 agosto 2020


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, siamo riuniti insieme per ricordare e celebrare Maria, che a Fatima ha voluto raggiungerci e regalarci non solo la sua presenza, ma anche alcune parole di verità per la nostra vita. Fatima è il segno concreto – come ci ricorda papa Francesco nell’esortazione Evangelii Gaudium – che “in mezzo al popolo sta sempre Maria. Lei radunava i discepoli per invocarlo (At 1,14), e così ha reso possibile l’esplosione missionaria che avvenne a Pentecoste. Lei è la Madre della Chiesa evangelizzatrice e senza di Lei non possiamo comprendere pienamente lo spirito della nuova evangelizzazione” (E.G. 284).

E Maria a Fatima, il 19 agosto del 1917, alla sua quarta apparizione ai pastorelli - ritardata a motivo del fatto che i pastorali il 13 agosto erano stati incarcerati - ha lasciato un particolare messaggio: “pregate, pregate molto”. Ed è proprio il desiderio di pregare Dio, in compagnia di Maria che ci ha riuniti stasera in tanti, perché la nostra vita quotidiana non si dimentichi mai della presenza paterna del Signore. La donna del Magnificat, Maria, ci invita anche stasera alla preghiera. Nella preghiera – per usare le parole del profeta Isaia – la nostra vita è “rivestita di salvezza”, è avvolta dal “mantello della giustizia”, si apre al comandamento dell’amore. L’unico comandamento dell’amore a Dio e al prossimo con tutto noi stessi e come noi stessi è la strada che anche Maria invita i fedeli a percorrere, nel cammino di conversine. La strada dell’amore, che è anche la strada del dialogo e della pace viene ricordata nei numerosi Santuari – come Fatima - e tornanti della storia – come la tragedia della Prima guerra mondiale di ieri e la tragedia del Libano di oggi. La strada dell’amore è ricordata anche nei misteri del Rosario, che ci aiutano a vivere in ogni decina la storia della salvezza, storia dell’amore di Dio per l’uomo, storia del sacrificio di suo Figlio sulla croce, storia dell’umanità e della divinità di Gesù raccontata con gli occhi di Maria. Oltre che alla preghiera, Maria, con le parole di Gesù che abbiamo riascoltato dall’evangelista Luca, ci invita all’ascolto della Parola di Dio. Preghiera e Ascolto della Parola sono i binari su cui Maria ci invita a seguire il Signore. Ascolto della Parola e preghiera sono le strade che ci aiutano a scoprire con Maria che Gesù è la via, la verità e la vita. Maria è stata lo strumento, la Serva di Dio, perché il suo Figlio, “generato e non creato” abitasse tra noi. E Maria continua tra noi, soprattutto nei numerosi santuari, da Madre di Dio e Madre della Chiesa, come Madonna del popolo, a farci sentire vicino suo Figlio. La Madonna di Fatima, con le sue apparizioni, ci ricorda questa vicinanza di Maria e ci ricorda la pietà di generazioni di persone, del popolo di Dio, soprattutto degli umili e dei piccoli, che con semplicità hanno creduto e si sono affidate all’intercessione della Vergine Maria. L’ascolto della Parola e la preghiera sono le strade della nostra conversione. Se c’è una conversione che è richiesta anche a noi in questo tempo dove è facile cadere nell’individualismo, nell’egoismo, nella chiusura è quella nei confronti della prossimità. Una prossimità che sia capacità e responsabilità di costruire relazione, incontro, dialogo, solidarietà. Una prossimità che ci faccia uscire dagli interessi personali, dai beni solo personali per scegliere e condividere interessi comuni e il bene comune. La costituzione conciliare Gaudium et spes ci ha ricordato a chi dobbiamo essere prossimi oggi: “Soprattutto oggi urge l’obbligo che diventiamo prossimi di ogni uomo e rendiamo servizio con i fatti a colui che ci passa accanto: vecchio abbandonato da tutti, o lavoratore straniero ingiustamente disprezzato, o esiliato, o fanciullo nato da un’unione illegittima…o affamato” (G.S. 27). O ancora, dobbiamo essere prossimi a chi è vittima di: “Ogni specie di omicidio, il genocidio, l’aborto, l’eutanasia e lo stesso suicidio volontario;…le mutilazioni, le torture inflitte al corpo e alla mente, le costrizioni psicologiche;…le condizioni di vita subumana, le incarcerazioni arbitrarie, le deportazioni, la schiavitù, la prostituzione, il mercato delle donne e dei giovani, le condizioni di lavoro disumano” (G.S.27). Maria ci aiuta a guardare alla vita, a tutelare la vita, a difendere la vita e la dignità di ogni persona, anche oggi.

Maria, dopo aver detto sì nell’Annunciazione al dono di un Figlio, dimostrando di amare Dio, “in fretta” – ci ricorda il Vangelo, è andata dalla cugina Elisabetta per essere a Lei vicina, prossima, nel momento della gravidanza, rimanendo con Lei “tre mesi”. E questa prossimità ai più poveri, ai bambini, alle donne, ai malati Maria ha continuato a dimostrarla nella storia delle sue apparizioni, insegnandoci anche che i poveri e i piccoli sono sempre i primi che il Signore ama e a cui fa sentire la sua vicinanza. Come a Fatima, dove tre bambini sono stati i destinatari di importanti messaggi che hanno accompagnato la storia del ‘900: messaggi di pace, di riconciliazione, di conversione.

Cari fratelli e sorelle, chiediamo al Signore, per intercessione di Maria apparsa a Fatima, di convertire il nostro cuore, perché si apra alla prossimità, all’amore a Dio e al prossimo come a noi stessi, che solo può convertire il cuore del mondo. Il Signore ci renda attenti alle nuove povertà di oggi, perché come cristiani e come Chiesa “non passiamo oltre”, ma sappiamo sentire profondamente “le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini di oggi, soprattutto dei più poveri” (G.S. 1). Così sia.


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