• Redazione

La Vergine di Loreto ci aiuti a guardare in alto: omelia di mons. Perego

Poggio Renatico, Base aereonautica, 10 dicembre 2021


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


“Grandi cose ha operato il Signore nella Vergine Maria”. Queste parole del Salmo responsoriale, cari fratelli e sorelle, guidano oggi la solennità della beata Maria Vergine di Loreto, patrona dell’Aeronautica militare, e ci preparano a vivere il mistero del Natale. Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio. La pagina del profeta Isaia parla di rinascita, di “un virgulto” che “germoglierà dalle sue radici”. Sono parole di vita, parole che ci preparano al Natale. Ma il Natale, il Dio con noi, ci ricorda sempre il profeta Isaia, è anche impegno: a vivere non solo di apparenze, a cercare la giustizia, a difendere gli oppressi. Anche l’Aeronautica militare, nelle sue missioni è chiamata a scegliere questo stile di vita. Intelligenza, sapienza, conoscenza, consiglio, fortezza, timor di Dio sono i doni che il Dio che viene ci regala, per costruire una vita nuova, una storia nuova, una nuova società. Il Natale, abbiamo ascoltato dall’apostolo Paolo, ci ricorda che il Dio che viene è un Figlio, il Figlio di Dio. E la sua venuta ci rende figli e capaci di chiamare Dio come Padre. Il Natale che viene insegna che il mondo è una sola famiglia umana, una fraternità. Il Natale che viene ci aiuta a condividere il desiderio e il sogno espresso da Papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti: “Desidero tanto che, in questo tempo che ci è dato di vivere, riconoscendo la dignità di ogni persona umana, possiamo far rinascere tra tutti un’aspirazione mondiale alla fraternità. Tra tutti: Ecco un bellissimo segreto per sognare e rendere la nostra vita una bella avventura. Nessuno può affrontare la vita in modo isolato […]. C’è bisogno di una comunità che ci sostenga, che ci aiuti e nella quale ci aiutiamo a vicenda a guardare avanti. Com’è importante sognare insieme![…] Da soli si rischia di avere dei miraggi, per cui vedi quello che non c’è; i sogni si costruiscono insieme. Sogniamo come un’unica umanità, come viandanti fatti della stessa carne umana, come figli di questa stessa terra che ospita tutti noi, ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, ciascuno con la propria voce, tutti fratelli!” (F.T.8), conclude papa Francesco. L’Aeronautica militare certamente condivide questo sogno, non solo a parole, ma nei fatti: guardando dall’alto un mondo talora diviso, in guerra; guardando dall’alto le sofferenze di chi è in fuga da guerre e cambiamenti climatici; guardando dall’alto il creato segnato da inquinamento e distruzione. E con il suo sguardo l’Aeronautica aiuta a condividere “le gioie e le sofferenze, le tristezze e le angosce della gente, soprattutto dei poveri e di chi soffre”, contribuendo così alla salvaguardia della vita delle persone e del creato. E in compagnia di Maria, che la pagina evangelica ci fotografa come Colei che ha ricevuto la grazia di essere Madre del Figlio di Dio e che si è messa al servizio del progetto del sogno di Dio: “Eccomi sono la Serva del Signore”. E’ questa disponibilità di servire Dio che impariamo da Maria. Maria guarda in alto, per essere aiutata a servire il prossimo, come farà nella visita alla cugina Elisabetta. E in vostra compagnia, Maria, la Vergine di Loreto, guarda con voi dall’alto il mondo, cari operatori dell’Aeronautica, perché diventi una sola famiglia umana nella quotidianità, con l’impegno e la responsabilità di tutti. Il Dio che viene, che alla nascita è in compagnia di Maria e Giuseppe, la Sacra Famiglia, accresca in noi l’impegno e la responsabilità di un mondo fraterno.


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