• Redazione

La strada delle beatitudini, strada di santità di ieri e di oggi: omelia di mons. Perego

Ferrara, 1° novembre 2020


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, la celebrazione solenne di tutti i Santi ci regala uno sguardo alla bellezza della Chiesa per ritrovare volti di uomini e donne, giovani e adulti, laici, presbiteri e consacrati che hanno fatto propri i sentimenti di Gesù, camminato tra la gente, corso per annunciare la Pasqua.

La pagina dell’Apocalisse ci offre un duplice sguardo. Da una parte uno sguardo al male, che segna la vita dell’uomo e che grida vendetta al cospetto di Dio: il male della corruzione, il male della violenza, il male dell’indifferenza, il male della chiusura, il male contro le persone più deboli. Dall’altro uno sguardo al bene “dei servi del nostro Dio”, di chi segue il comandamento dell’amore e le beatitudini della pace, della giustizia, della sofferenza innocente, del dialogo. Sono i “centoquarantaquattromila” – il numero simbolico che Giovanni ci segnala per dire la “moltitudine immensa” di queste persone: sono i Santi del quotidiano, della porta accanto; sono le persone semplici di una fede vissuta e non riconosciuta; sono persone di ogni Paese, cultura, condizione sociale. “Mi piace vedere la santità nel popolo di Dio paziente – scrive Papa Francesco nell’esortazione Gaudete et exsultate - : nei genitori che crescono con tanto amore i loro figli, negli uomini e nelle donne che lavorano per portare il pane a casa, nei malati, nelle religiose anziane che continuano a sorridere. In questa costanza per andare avanti giorno dopo giorno vedo la santità della Chiesa militante. Questa è tante volte la santità “della porta accanto”, di quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio, o, per usare un’altra espressione, “la classe media della santità” (G.E. 7). Riconoscere questa santità è possibile solo se costruiamo una relazione quotidiana con il Signore, solo “con gli occhi della fede”. Se guardiamo il mondo con altri occhi rischiamo di non riconoscere né i Santi e neppure i segni del tempo, cioè i segni di una presenza di Dio che si rinnova continuamente.

Oltre che con una pagina dell’Apocalisse, l’apostolo Giovanni oggi ci raggiunge con una pagina delle sue lettere in cui ci ricorda che siamo veramente figli di Dio. La nostra figliolanza è frutto di un “grande amore” di Dio che è Padre. Credere nella paternità di Dio nei nostri confronti è il fondamento del considerare il mondo come una fraternità. Dedicando un’enciclica alla fraternità e all’amicizia sociale, Papa Francesco ha letto con gli occhi della fede la nostra condizione umana. Un’enciclica che è uno strumento “affinché – scrive Papa Francesco - di fronte a diversi modi attuali di eliminare o ignorare gli altri, siamo in grado di reagire con un nuovo sogno di fraternità e di amicizia sociale che non si limiti alle parole” (F.T. 6). I Santi, in maniera originale, nella loro vita hanno realizzato il ‘sogno della fraternità’, costruendo attorno a sé storie nuove di comunità nello spirito della comunità apostolica, storie di dialogo e di amicizia sociale, storie di perdono, storie di carità. Anche guardando ai Santi di casa nostra incontriamo il Beato Tavelli, Vescovo di Ferrara – oggi beato per la Chiesa universale – che ha rinnovato la vita della Chiesa di Ferrara ricercando la verità, la giustizia e la pace e camminando nella carità, anche nei confronti di chi lo calunniava. Incontriamo San Guido abate benedettino, che alimentò a Pomposa una comunità fraterna e ospitale di monaci benedettini. Santa Maria Chiara Nanetti, che visse a Francolino, divenne francescana e andò in Cina dove aprì la sua casa con le consorelle per ospitare le orfane e morì martire della fede. Sono tre esempi di Santi che tra noi, in tempi e in modi diversi, hanno accolto la chiamata alla santità e realizzato fraternità e a cui si aggiungono nuove persone di fede che la nostra Chiesa ha riconosciuto “servi di Dio”: Laura Vincenzi, Suor Veronica, Padre Marcello, Giovanni Grosoli. Santi anche perché hanno realizzato le beatitudini evangeliche ricordate oggi dall’evangelista Luca, nella sofferenza, nella vita associativa, nella vita politica, in monastero o in convento, in famiglia. Le beatitudini sono la strada della vita cristiana come vita fraterna. Amando la pace, la verità, la giustizia, i più poveri, curando gli ammalati, visitando i carcerati, ospitando i senza tetto i Santi ci aiutano a “farci intravvedere l’eternità – ha scritto il teologo De Lubac – malgrado la grave opacità del tempo” (Paradossi, 34).

Cari fratelli e sorelle, lo sguardo su Tutti i Santi ci renda capaci di sentire la comunione nella Chiesa che va oltre lo spazio e il tempo e ci aiuti a camminare sulla strada delle beatitudini con “il gusto della fraternità”, che è propria di chi ha uno spirito libero e disposto a incontri reali in questo tempo non facile che chiede ancora la testimonianza di Santi. In questo tempo “fa molto bene fare memoria del bene” – ci ha ricordato Papa Francesco: fa molto bene il ricordo di quanti – come i Santi – “in mezzo a un contesto avvelenato e corrotto, sono stati capaci di recuperare la dignità e con piccoli o grandi gesti hanno scelto la solidarietà, il perdono, la fraternità (F.T.250).

Post recenti

Mostra tutti

Avvento, lettera dell'Arcivescovo per i sacerdoti

Ferrara, 24 novembre 2020 Memoria di S. Andrea Dung Lac e compagni Cari confratelli, domenica 29 novembre inizia il Tempo di Avvento, con l’invito di Gesù richiamato nel brano evangelico di Marco: “Ve

La Voce di Ferrara-Comacchio è il settimanale dell'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio
Redazione: Via Boccacanale di Santo Stefano 24/26 - Ferrara - Tel. 0532/240762 Fax 0532/240698
Proprietà dell'Opera Archidiocesana per la Preservazione della Fede e della Religione
Reg. Tribunale di Ferrara n. 66 del 27-09-1956