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La pace come cammino di speranza: dialogo, riconciliazione e conversione ecologica

Aggiornato il: gen 13

Giornata della pace Ferrara, 1 gennaio 2020

S. E. Mons. Gian Carlo Perego Arcivescovo di Ferrara-Comacchio “Il Signore rivolga a te te il suo volto e ti conceda pace”. Con questa preghiera augurale del libro dei Numeri iniziamo, cari fratelli e sorelle, il nuovo anno. Per questo, dalla Chiesa siamo invitati, dal 1968, a parlare di pace, cercare la pace. Ci guida in questo cammino di pace, all’inizio di un nuovo anno, la figura di Maria, Madre di Dio, che contempliamo nel Presepe accanto al Figlio di Dio, che “si fa carne”, prende dimora in mezzo a noi, uomini e donne che ama, e porta il dono della pace. La pace è un regalo del Natale, che accompagna la visita dei pastori alla grotta dove Gesù che è nato – come ci ricorda la pagina evangelica di oggi - è in compagnia di Maria e Giuseppe. La pace è il dono dell’Incarnazione: nel grembo di Maria Dio assume l’umanità. Aiutati dal Messaggio per la Giornata della pace di quest’anno, approfondiamo il dono natalizio della pace. La pace è anzitutto un dono prezioso che genera speranza – ci ricorda Papa Francesco. E’ un dono da costruire ogni giorno, che cammina sulle nostre scelte, sule nostre parole, sui nostri sentimenti. “La guerra, lo sappiamo, - scrive Papa Francesco - comincia spesso con l’insofferenza per la diversità dell’altro, che fomenta il desiderio di possesso e la volontà di dominio. Nasce nel cuore dell’uomo dall’egoismo e dalla superbia, dall’odio che induce a distruggere, a rinchiudere l’altro in un’immagine negativa, ad escluderlo e cancellarlo. La guerra si nutre di perversione delle relazioni, di ambizioni egemoniche, di abusi di potere, di paura dell’altro e della differenza vista come ostacolo; e nello stesso tempo alimenta tutto questo”. Dobbiamo guardare al nostro cuore, alla nostra intelligenza, alle nostre parole per capire se siamo uomini e donne di dialogo e di pace. E guardando dentro di noi, al nostro cuore siamo chiamati a fare un cammino di pace, con diverse tappe che invitano alla nostra conversione e responsabilità. La prima tappa di questo cammino di pace si fonda sulla memoria, sulla solidarietà e sulla fraternità. Non si può dimenticare, anche a distanza di anni, cosa hanno significato le guerre del Novecento per l’Europa e il mondo. Non possiamo dimenticare i morti, le distruzioni di armi atomiche, oggi in mano a più Paesi e con più potenza distruttiva. Dimenticare significa non essere responsabili del futuro. Dobbiamo abbandonare questa corsa agli armamenti e iniziare una corsa per costruire solidarietà, in termini economici e sociali, e fraternità, in termini relazionali tra le persone e i popoli. Ogni chiusura personale e nazionale aumenta la paura e sollecita la difesa armata. Per questo cammino – ci ricorda Papa Francesco – “il mondo non ha bisogno di parole vuote, ma di testimoni convinti, di artigiani della pace aperti al dialogo senza esclusioni né manipolazioni. Infatti, non si può giungere veramente alla pace se non quando vi sia un convinto dialogo di uomini e donne che cercano la verità al di là delle ideologie e delle opinioni diverse”. La seconda tappa di questo cammino di pace è la ricerca della riconciliazione. La mancanza del perdono alimenta e continua l’odio, la guerra, ma anche porta a dimenticare che siamo tutti figli di Dio, nostro Padre – come ci ha ricordato oggi San Paolo nella pagina ai Galati. “Imparare a vivere nel perdono accresce la nostra capacità di diventare donne e uomini di pace” – scrive Papa Francesco – e costruisce non solo la Chiesa come fraternità, ma anche un mondo più umano e giusto. La terza tappa di questo cammino di pace riguarda una conversione ecologica. Di questa conversione ecologica il Papa ha parlato soprattutto nell’enciclica Laudato si', che costituisce una nuova proposta nella Dottrina sociale della Chiesa. Il “mancato rispetto della casa comune e dello sfruttamento abusivo delle risorse naturali – viste come strumenti utili unicamente per il profitto di oggi, senza rispetto per le comunità locali, per il bene comune e per la natura” – scrive Papa Francesco - diventa fonte di morte, di ostilità, di guerra, di distruzione del creato. La conversione ecologica alla quale fa appello il S. Padre “ci conduce quindi a un nuovo sguardo sulla vita, considerando la generosità del Creatore che ci ha donato la Terra e che ci richiama alla gioiosa sobrietà della condivisione. Tale conversione va intesa in maniera integrale, come una trasformazione delle relazioni che intratteniamo con le nostre sorelle e i nostri fratelli, con gli altri esseri viventi, con il creato nella sua ricchissima varietà, con il Creatore che è origine di ogni vita. Per il cristiano, essa richiede di lasciar emergere tutte le conseguenze dell’incontro con Gesù nelle relazioni con il mondo”. Cari fratelli e sorelle, all’inizio di un nuovo anno chiediamo a Maria, Madre di Dio, Madre del Principe della pace e Madre di tutti i popoli della terra, di accompagnarci e sostenerci passo dopo passo nelle tappe del cammino di pace, che è cammino di memoria, di solidarietà, di riconciliazione, di fraternità, illuminati dalla virtù della speranza. Così sia.

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