• Redazione

La Madonnina: Maria tra le case

Ferrara, 1° maggio 2022


S. E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, cari confratelli, oggi apriamo nella nostra città il mese di maggio, mese mariano, riaprendo questa chiesa, dedicata alla visita di Maria a Elisabetta, ma conosciuta come la Madonnina, uno dei luoghi mariani più cari ai cristiani di questa città. Costruita cinque secoli fa, in seguito al ritrovamento di un’immagine di Maria del XIII secolo, durante i lavori di fortificazione della città in tempo di guerra. Ricostruita dopo il terremoto del 1570, questa chiesa, grazie ai padri camilliani, divenne il luogo della nascita del ‘fioretto mariano’, la preghiera serale a Maria durante tutto il mese di maggio. Una devozione che ha attraversato la storia e continua in forme nuove anche oggi, sentendo Maria una madre vicina, tra le nostre case e famiglie, una donna di fede e di carità, una testimone della Pasqua. Una devozione e un affetto mariano che per oltre cinquant’anni, dal 1958 al 2011, ha avuto un custode, un maestro, un cantore, un pastore in don Giulio Malacarne, di venerata memoria, che dal cielo oggi gioisce e canta con noi. Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio. La pagina evangelica ci racconta una nuova apparizione di Gesù dopo la Pasqua. Pietro e alcuni apostoli erano tornati al loro lavoro di pescatori. Ma in quella notte non presero nessun pesce. Tornati a riva trovano Gesù, ma non lo riconoscono, che chiede loro da mangiare. I discepoli rispondono che non hanno preso nulla. Allora suggerisce loro Gesù il punto dove andare a pescare. E gli apostoli prendono tanto pesce da rischiare di rompere le reti. Da qui riconoscono che l’uomo sulla riva è Gesù. E attorno a questa scena in riva al lago di Tiberiade Gesù chiede a Pietro, per tre volte: “Mi ami?”. E al sì di Pietro corrisponde l’invito di Gesù a guidare la comunità cristiana e a testimoniare la Pasqua. E nella pagina degli Atti degli Apostoli vediamo Pietro testimoniare con gioia la Passione e la Risurrezione di Cristo, anche dopo essere stato flagellato con gli altri apostoli. La verità e l’amore sono testimoniati dagli apostoli. La verità e l’amore sono anche testimoniati da Maria nel suo cammino per il Signore e con il Signore, da madre e da discepola. E di questa testimonianza mariana alla verità e all’amore questa chiesa ne è un segno. Questa chiesa è testimonianza mariana di verità, perché i cristiani qui hanno imparato da Maria a fidarsi e affidarsi al Signore, a pregare i misteri del Rosario che sono i misteri della vita di un Figlio con una madre. Quel Rosarium che aveva caratterizzato le meditazioni anche di S. Caterina Vegri nel non lontano monastero del Corpus Domini. Quel Rosario che in diversi luoghi della nostra città vede angoli di preghiera: davanti alla Madonna del popolo in Cattedrale, davanti all’Addolorata nella Chiesa dei Servi, nella Chiesa di S. Maria della Consolazione, alla Madonna del Salice in S. Giorgio, a S. Maria in Vado, a S. Maria Nuova, all’Immacolata. Ferrara è una città mariana, che riconosce in Maria una Madre, una sorella, una testimone della Passione e della risurrezione. In un tempo in cui la fede rischia di essere indebolita da finte verità, dall’illusione di fare a meno del Signore, dalla consapevolezza che la storia è solo nelle mani dell’uomo, questo luogo ci ricorda come l’affidarsi al Signore cambia la storia, come la presenza di Dio nella storia è garanzia di futuro. Questa chiesa è testimonianza mariana di amore, perché ci ricorda la visita di Maria, una futura madre, alla cugina Elisabetta, che sta per avere un figlio. Una visita che è un gesto di amore alla vita, alla vita che nasce, alla vita anziana. Di testimonianze di attenzione alla vita, dalla nascita alla morte, abbiamo bisogno nella nostra città e nelle nostre famiglie, che rischiano di chiudersi, di non aprirsi alla vita che nasce, che cresce, che arriva da un altro paese, che soffre che muore. “Come Maria, – per riprendere le parole di Papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti - la Madre di Gesù, vogliamo essere una Chiesa che serve, che esce di casa, che esce dai suoi templi, dalle sue sacrestie, per accompagnare la vita, sostenere la speranza, essere segno di unità […] per gettare ponti, abbattere muri, seminare riconciliazione” (F.T. 266). La Madonnina è anche la Chiesa che invita all’amore alla vita, alla carità per la vita, al dono della vita per la costruzione di un mondo fraterno. E’ sempre papa Francesco che ce lo ricorda in un’altra pagina della Fratelli tutti: “ Per molti cristiani, questo cammino di fraternità ha anche una Madre, di nome Maria. Ella ha ricevuto sotto la Croce questa maternità universale (cfr Gv 19,26) e la sua attenzione è rivolta non solo a Gesù ma anche al «resto della sua discendenza» (Ap 12,17). Con la potenza del Risorto, vuole partorire un mondo nuovo, dove tutti siamo fratelli, dove ci sia posto per ogni scartato delle nostre società, dove risplendano la giustizia e la pace”. (F.T. 278).

Cari fratelli e sorelle, oggi il Signore ci ospita nella casa di sua Madre e chiede a ciascuno di noi di camminare insieme, in questa unità pastorale, in questa Chiesa, in questa città per guardare al futuro con gli stessi occhi e sogni di Giovanni nella pagina dell’Apocalisse di oggi e saper riconoscere nel cammino la presenza del Figlio, l’Agnello a cui è la “lode, l’onore, la gloria e potenza, nei secoli dei secoli. Amen”.


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