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La Madonna di Lourdes, la Madre della misericordia: omelia di mons. Perego

Concattedrale di Comacchio, 11 febbraio 2020

S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Cari fratelli e sorelle, la memoria della beata Vergine Maria di Lourdes, da ventotto anni, per volontà di San Giovanni Paolo II, incrocia la Giornata mondiale del malato. Questo incontro tra la Maternità di Maria e la sofferenza è accompagnata dalla preghiera e dalla penitenza, richieste che sono venute dalle apparizioni di Maria alla Grotta. La Madonna a Lourdes si presenta come la Madre di Misericordia, perché invita particolarmente a fidarsi e affidarsi al Signore, un Padre ricco di misericordia, confidando nel suo perdono.

Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio. Isaia fa un parallelo tra Gerusalemme e una Madre che allatta, abbraccia, nutre e protegge i suoi figli. E’ bella questa immagine di una città che accoglie, protegge come una madre, che è diversa dalle immagini di tante città metropolitane che sono anonime, più piazza e meno casa, più confusione e meno attenzione, più rifiuto e meno ospitalità, più lontane dalla sofferenza e dai bisogni della gente che non prossime, vicine alle gioie e alle speranze, alle tristezze e alle angosce delle persone. Maria che appare a Lourdes è l’Immacolata che invita le persone, ma anche le città ad aprirsi a Dio e al prossimo, a gustare la grazia del perdono, del Signore, della misericordia della Chiesa.

Nella grazia e non nel peccato la nostra vita si apre a cose nuove, nuovi doni riempiono la storia, nuove speranze animano la nostra vita: “gioirà il vostro cuore”, ci ricorda Isaia. Maria che appare a Lourdes rinnova il miracolo di Cana, di cui abbiamo riascoltato il racconto nelle parole dell’evangelista Giovanni. Maria, come Madre, la ritroviamo con il Figlio a un matrimonio, a una festa popolare, all’inizio della vita pubblica. Maria non chiede anzitutto qualcosa, ma segnala una mancanza, una povertà, un bisogno: “non hanno più vino”. Queste parole spostano l’attenzione da Maria a Gesù: è Lui il protagonista della festa. Alla richiesta di Maria, Gesù pone un interrogativo che sottolinea la Sua libertà e divinità, la differenza tra Lui e sua Madre. E per arricchire la festa degli sposi, Gesù compie il primo segno della manifestazione della sua gloria: un segno che provoca la fede dei discepoli. Le parole di Maria, “fate quello che vi dirà”, sono rivolte anzitutto ai servi, ma sono rivolte anche ai discepoli e a noi.

Maria ci indica Gesù come il Salvatore, il Messia. Giovanni ci farà ritrovare Maria anche alla fine della vita di Gesù, come Madre, sotto la croce. A Cana come sotto la Croce, Maria sembra ricordarci che ascoltare la Parola del Signore significa rendere la nostra vita aperta ai doni di Dio. Invitando a “fare quello che vi dirà”, a condividere la sofferenza del Figlio e a iniziare un cammino nuovo con il Signore che entra nella nostra vita, come nella casa degli sposi a Cana, per guarirci e liberarci dal male. E come la casa degli sposi, così le case degli ammalati hanno bisogno della presenza di Maria che invita a guardare a Gesù, il quale – come ricorda Papa Francesco nel Messaggio per la Giornata del malato di quest’anno – “a chi vive l’angoscia per la propria situazione di fragilità, dolore e debolezza, non impone leggi, ma offre la sua misericordia, cioè la sua persona ristoratrice. Gesù guarda l’umanità ferità. Egli ha occhi che vedono, che si accorgono, perché guardano in profondità, non corrono indifferenti, ma si fermano e accolgono tutto l’uomo, ogni uomo nella sua condizione di salute, senza scartare nessuno, invitando ciascuno ad entrare nella sua vita per fare esperienza di tenerezza”.

Le nostre sofferenze, vecchie e nuove, nelle forme più gravi e più leggere, fisiche e psicologiche, nella disabilità, ma anche nelle diverse età della vita, nelle cure riabilitative o nelle cure palliative cercano la presenza del Signore: che incontra, ascolta, guarisce, soffre con noi. E la Chiesa, con i sacramenti della guarigione - il sacramento della riconciliazione e il sacramento dell’unzione dei malati - vuole essere un luogo dove si rende presente la misericordia del Padre e Cristo Buon Samaritano, “la casa – ricorda ancora Papa Francesco – dove potete trovare la sua grazia che si esprime nella familiarità, nell’accoglienza, nel sollievo. In questa casa – continua il Papa – potrete incontrare persone che, guarite dalla misericordia di Dio nella loro fragilità, sapranno aiutarvi a portare la croce facendo delle proprie ferite delle feritoie, attraverso le quali guardare l’orizzonte al di là della malattia e ricevere luce e aria per la propria vita”. Cari fratelli e sorelle, nella memoria e per intercessione della Beata Vergine Maria di Lourdes, Salus infirmorum, salute dei malati, preghiamo il Signore per le persone e le famiglie che vivono una stagione di sofferenza e malattia, per coloro che si rendono vicini loro per la cura, perché insieme si aprano alla misericordia e alla speranza. Così sia.

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