• Redazione

La Madonna del Carmelo, “chiave e porta del Paradiso”: omelia di mons. Perego


- Monastero delle Carmelitane di Ferrara.

- Concattedrale di Comacchio.


16 luglio 2020


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, celebriamo oggi il ricordo della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, “chiave e porta del Paradiso”, come pregava san Simone Stock, il santo che ha promosso la devozione a questo titolo mariano. Il monte Carmelo è l’immagine profetica del luogo dell’incontro con il Signore e oggi per noi è immagine del ritorno al Signore, di una vita che ha Lui come inizio e come fine. La Madonna del Carmelo è la Madonna dell’incontro con Dio, che magnifica il Signore.

Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio. Elia si mette in ascolto del Signore che parla attraverso la nuvola che sale dal mare. La nube è normalmente nella Bibbia il segno della presenza di Dio che accompagna la sua Parola. Come le nuvole che salgono dal nostro mare portano la pioggia i Padri della Chiesa hanno visto nella nuvola il segno di Maria che porta l’acqua della Parola di Dio, così che la nostra vita sia irrorata dal Signore e per questo nella tradizione carmelitana i sette inviti di Elia al giovane di guardare il mare sono diventati – con S. Bertoldo – le sette Ave Maria che dal monte Carmelo si recitava guardando il mare Mediterraneo. Anche noi vogliamo metterci in ascolto del Signore e guardando al mare Mediterraneo, oggi confine di morte e non strada di vita, affidare le madri, i bambini, i giovani in fuga in questo mare, perché siano bagnati dalle benedizioni del Signore e dalla protezione di Maria, ma anche dalla compassione di un’Europa che per loro rischia di non essere ‘casa comune’.

La Madonna del Carmelo è la Madonna dell’ascolto, che raccoglie le provocazioni della presenza del Signore e le trasforma in grazie per i suoi figli, come a Cana dove Maria invita a fare ciò che il Signore dirà.

La Madonna del Carmelo, con le sue braccia aperte, è la Madonna dell’Accoglienza. Guardando a Lei possiamo invocare Maria con il nuovo titolo che Papa Francesco ha regalato alla Chiesa, inserendolo nelle Litanie Lauretane: solacium migrantium, soccorso dei migranti. A Maria affidiamo chi è in viaggio, chi è in fuga e arriva sulle nostre coste, nelle nostre città, per riposo, per turismo, alla ricerca di sicurezza, per lavoro, per sfuggire alla morte: sono il volto di chi cerca riposo, di chi cerca di salvare la vita, di chi vuole sostenere la propria famiglia. Sono i volti dei ricchi e dei poveri, delle persone sole e delle famiglie, di uomini e donne, giovani e adulti. La Madonna del Carmelo ci invita ad abbracciare tutti, ad accompagnare tutti, ad accogliere tutti, come figli, come fratelli, perché la nostra preghiera, il nostro grido: Abbà Padre – come ci ha ricordato la pagina di San Paolo ai Galati – non sia una finzione, ma una realtà che ci porta a considerare tutti gli uomini figli e fratelli e non estranei.

La Madonna del Carmelo è la Madre che è vicina soprattutto nella sofferenza e nella morte. “Stavano presso la Croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala” – ci ha ricordato la pagina evangelica di Giovanni. Ogni stagione della storia ha visto sofferenza e morte; anche la nostra epoca vede ancora sofferenza e morte di persone colpite dalla pandemia, di persone senza pane e senza acqua, di persone vittime di violenza e di abbandono. Molte di loro non hanno nessuno vicino o solo la madre. “Queste parole di Gesù sulla soglia della morte non esprimono in primo luogo una preoccupazione compassionevole verso sua madre – scrive Papa Francesco nell’esortazione Evangelii Gaudium - , ma sono piuttosto una formula di rivelazione che manifesta il mistero di una speciale missione salvifica. Gesù ci lasciava sua madre come madre nostra. Solo dopo aver fatto questo, Gesù ha potuto sentire che «tutto era compiuto» (Gv 19,28). Ai piedi della croce, nell’ora suprema della nuova creazione, Cristo ci conduce a Maria. Ci conduce a Lei perché non vuole che camminiamo senza una madre, e il popolo legge in quell’immagine materna tutti i misteri del Vangelo” (E.G. 285).

Il cuore delle madri che oggi soffrono è come il cuore di Maria: è la casa per tutti. Maria è vicina a tutti, perché nel figlio tutti sono suoi figli.

“Il suo cuore – scrive ancora Papa Francesco -, aperto alla speranza di una pratica gioiosa e possibile dell’amore che gli è stato annunciato, sente che ogni parola nella Scrittura è anzitutto dono, prima che esigenza” (E.G. 142).

Cari fratelli e sorelle, impariamo da Maria, Madonna del Carmelo, Madre nostra, a fidarci e affidarci al Signore, perché la nostra vita sia un cammino di fede, speranza e carità, di riconoscimento che il mondo è una sola famiglia umana: la strada del Paradiso è solo la strada della fraternità. Chiediamo al dono dello Spirito, per intercessione di Maria, di aiutarci a riconoscere in ogni uomo un fratello, un figlio. Così sia.

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