• Redazione

La buona notizia della pace: omelia di mons. Perego

Mese della pace Azione Cattolica Ragazzi

Ferrara, Basilica di S. Francesco, 21 febbraio 2021


Cari ragazzi ed educatori, intanto grazie per avermi invitato alla conclusione del mese della pace, un’iniziativa ormai tradizionale nella nostra Chiesa. Lo slogan che ha guidato il vostro cammino in questo mese della pace è stato: ‘la pace fa notizia’. Ed è vero la ‘buona notizia’, che è il Vangelo, comprende l’annuncio della pace, già dal suo inizio, quando alla nascita di Gesù gli angeli cantano: “Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini, amati dal Signore”.

Anche papa Francesco ci ricorda l’importanza della pace, nell’ultima enciclica dal titolo Fratelli tutti, in cui ha scelto come immagine del cristiano quella del Buon Samaritano, la cui storia abbiamo riascoltato insieme. Il Buon Samaritano è ‘uomo della prossimità, che si è reso vicino a chi è stato picchiato e abbandonato. Il Buon Samaritano è l’immagine di chi non pensa solo a se stesso, si china su chi ha bisogno, su chi è vittima della violenza. In questo senso, il Buon Samaritano è un uomo di pace, un fratello. Nell’enciclica Fratelli tutti il Papa parla cento volte della pace.

Anzitutto ci indica un uomo di pace, S. Francesco, che “Dappertutto seminò pace e camminò accanto ai poveri, agli abbandonati, ai malati, agli scartati, agli ultimi” (F.T. 2). E ancora “In quel mondo pieno di torri di guardia e di mura difensive, le città vivevano guerre sanguinose tra famiglie potenti, mentre crescevano le zone miserabili delle periferie escluse. Là Francesco ricevette dentro di sé la vera pace, si liberò da ogni desiderio di dominio sugli altri, si fece uno degli ultimi e cercò di vivere in armonia con tutti” (F.T. 4).

Poi il Papa ci ricorda che l’Europa, di cui tutti noi siamo cittadini, è stata voluta per costruire e difendere la pace dopo due guerre mondiali. I fondatori dell’Europa, di cui l’italiano Alcide de Gasperi, sono stati uomini che amavano la pace. Alcide de Gasperi, poi, è stato ed è un modello di laico cristiano per tanti giovani e adulti di Azione cattolica. Il Papa ricorda “la ferma convinzione dei Padri fondatori dell’Unione europea, i quali desideravano un futuro basato sulla capacità di lavorare insieme per superare le divisioni e per favorire la pace e la comunione fra tutti i popoli del continente” (F.T. 10).

Poi il Papa ci invita ad educarci alla pace, attraverso un cuore aperto e non un cuore chiuso. E’ un impegno di tutti – “è laboriosa” la pace scrive Papa Francesco -fondato sulla cultura dell’incontro e del rispetto dell’altro: senza dialogo e rispetto infatti “la pace sarebbe superficiale e fragile, non il frutto di una cultura dell’incontro che la sostenga” (F.T. 217).

Infine il Papa ci chiede di essere “artigiani di pace” (F.T. 225). L’artigiano è colui che lavora con arte, intelligenza e passione su una cosa particolare: l’artigiano orafo sui gioielli, l’artigiano ceramista sulle opere di ceramica, l’artigiano falegname sul legno etc. Noi siamo chiamati ad avere a cuore, ad aver la cura con intelligenza della pace in ogni luogo della nostra vita: a scuola, con gli amici, in famiglia, dovunque. E questo impegno per la pace chiede tempo e pazienza, non si improvvisa; chiede inoltre di lavorare insieme e non da soli, nel nostro gruppo, in parrocchia: “l’artigianato della pace ci coinvolge tutti” (F.T. 231) scrive sempre il Papa. La pace, infine, scrive papa Francesco, cammina insieme con il perdono (F.T. 240). Tutti noi sappiamo quanto è difficile perdonare, quando riceviamo un torto. Senza perdono, però, permangono le tensioni, le distanze e quindi non nasce la pace. E per ricevere il perdono ed essere aiutati a perdonarci Gesù ci ha regalato il sacramento della Riconciliazione. Non trascurate questo sacramento che ci aiuta ad essere sempre amici, fratelli e a riconoscere Dio come Padre misericordioso.

Cari amici dell’ACR vedete come il Papa ci invita a diffondere la buona notizia della pace, ma anche ad essere ‘artigiani della pace’. Senza la buona notizia della pace la cronaca è solo nera, solo fatta di gesti e di parole di odio e di violenza. Essere ‘artigiani della pace’, comunicare la pace sono gli impegni che ci prendiamo insieme al termine di questo mese della pace.

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