• Redazione

L’Annunciazione: con il suo sì Maria entra nella nostra storia

S. Maria del Poggetto, 25 marzo 2022


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, celebriamo oggi la solennità dell’Annunciazione di Maria, il mistero gaudioso a cui è dedicato anche questo Santuario. Celebriamo questa solennità anche con lo sguardo preoccupato e addolorato all’Ucraina, chiedendo oggi al Signore il dono della pace, per intercessione di Maria, qui invocata come la Madonna del Poggetto. “Il grido straziante d’aiuto dei nostri fratelli ucraini - ha scritto Papa Francesco al Presidente della CCEE, il 18 marzo scorso - ci spinge come Comunità di credenti non solo a una seria riflessione, ma a piangere con loro e a darci da fare per loro; a condividere l’angoscia di un popolo ferito nella sua identità, nella sua storia e tradizione. Il sangue e le lacrime dei bambini, le sofferenze di donne e uomini che stanno difendendo la propria terra o scappando dalle bombe scuotono la nostra coscienza. Ancora una volta l’umanità è minacciata da un abuso perverso del potere e degli interessi di parte, che condanna la gente indifesa a subire ogni forma di brutale violenza”. Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio. Il brano dell’evangelista Luca ci ha fatto riascoltare il racconto dell’Annunciazione. I dati ambientali dell’Annunciazione dicono la verità di un evento divino: Nazareth e una promessa sposa, Maria. Sembrano una città qualunque e una donna qualunque, mentre in realtà Dio visita ancora una volta il suo popolo, per una nuova, ultima tappa della storia della salvezza. In questa città, in questa casa Dio, ritorna a dialogare con l’uomo, per renderlo partecipe di un fatto nuovo: Dio entra nella storia non con un nuovo re, profeta, sacerdote, ma con suo Figlio. Maria, diventa la serva di questo progetto di Dio. Il suo corpo da segno del peccato diventa il segno della grazia: è l’ Immacolata. E Maria diventa la nuova Eva, la nuova Madre di tutti. Maria, che per grazia diventa madre, come Giuseppe che diventa padre, sono il segno di una nuova generazione che avviene quando ci si fida e affida al Signore. L’accoglienza della vita in noi ci rende capaci di vita. Questa annunciata maternità di Maria ci fa scoprire tutti figli, fratelli. “E come Maria, la Madre di Gesù – scrive Papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti -, vogliamo essere una Chiesa che serve, che esce di casa, che esce dai suoi templi, dalle sue sacrestie, per accompagnare la vita, sostenere la speranza, essere segno di unità […] per gettare ponti, abbattere muri, seminare riconciliazione”. Maria ci aiuta ad essere una Chiesa in cammino, che cammina insieme, sinodale: che sa ascoltare, confrontarsi, correggersi a vicenda, stimarsi a vicenda.

Con il suo ‘Eccomi’, Maria è la ‘Serva del Signore’, Colei che vive il suo servizio dando la disponibilità a diventare tempio dello Spirito Santo, Madre del Figlio di Dio. Maria comprende come il suo servizio al Signore non è disgiunto dal servizio ai fratelli e così, dopo l’Annunciazione, raccogliendo l’invito dell’angelo il primo gesto è di carità, di servizio: visita e condivide uno spazio del suo tempo con la cugina Elisabetta, che sta per partorire. Nonostante le tante ombre, anche in questo tempo di pandemia – scrive Papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti - “Dio infatti continua a seminare nell’umanità semi di bene. La recente pandemia ci ha permesso di recuperare e apprezzare tanti compagni e compagne di viaggio che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita” (F.T. 53).

La pagina del profeta Isaia si colloca in un momento difficile della storia del popolo d’Israele che vede l’assedio di Gerusalemme. Isaia invita il re Acaz ad avere fede in Dio e tutto il popolo ad ascoltare il Signore, che darà un segno: la Vergine partorirà un figlio, che chiamerà Emanuele, il Dio con noi. I racconti dell’nascita e dell’infanzia di Gesù, i commenti dei Padri della Chiesa hanno dato un riferimento cristologico a questa profezia: Il Bambino che nasce a Betlemme è l’Emmanuele e la Vergine che darà alla luce il Figlio è Maria. Anche in questi tempi difficili, il Signore non manca di regalarci dei segni, anche attraverso la vergine Madre Maria. Nelle apparizioni mariane il Signore ci raggiunge con la presenza di Maria che ci invita alla pace, alla penitenza, alla riconciliazione. Oggi alla preoccupazione per il covid si è unito il dramma di una guerra in Ucraina che rischia di sollevare altri conflitti, far crescere la povertà, oltre che i morti e un esodo di profughi. Il Signore ci è vicino anche con la presenza materna di Maria, segno concreto del suo amore per noi, di cui i santuari, anche questo santuario del Poggetto da sette secoli ne è una testimonianza viva in questo angolo della nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio. La testimonianza, la presenza di Maria nella vita della Chiesa è un invito costante alla fede, che è anche fare la volontà del Padre, come ci ricorda la pagina della lettera agli Ebrei. Di fronte al sacrificio del Figlio, Maria scopre come la sua offerta, il suo sì al Padre per diventare Madre è segnato anche dal sacrificio, dalla morte del Figlio, sapendo che anche questo è un segno per la salvezza del mondo. Come Maria anche noi siamo chiamati a testimoniare la nostra fede nella vita quotidiana: sempre in ascolto della Parola, sempre partecipando al sacrificio eucaristico. Parola e Sacramento sono i segni che accompagnano la nostra vita: segni della presenza reale di Dio, che condivide le nostre fatiche, le nostre gioie, le nostre speranze; segni di una paternità che non abbandona mai i suoi figli soprattutto nei momenti più difficili, dove anche la madre raggiunge, accompagna, consola, i suoi figli. Cari fratelli e sorelle, sgranando ogni giorno il Rosario camminiamo con Maria in questa Chiesa, siamo sulla stessa barca, tutti protagonisti di una sola storia della salvezza. ‘Fratelli tutti’ – ci ha ricordato papa Francesco – e figli di una Madre che rende la nostra fede ancora più libera, concreta, familiare perché legata a una donna di casa, una Figlia di Sion che ha scelto di essere Serva del Signore. E mentre ci uniamo all’atto che il Papa oggi compirà di consacrare e affidare al Cuore Immacolato di Maria la Russia e l’Ucraina, affidando “a Dio, attraverso la Madre sua e nostra, il grido di dolore di quanti soffrono e implorano la fine della violenza, e l’avvenire dell’umanità alla Regina della pace”, preghiamo Santa Maria del Poggetto: “Da figli noi ci rivolgiamo a te: Madre della vita, accompagna tutte le donne che stanno per avere un figlio nelle situazioni più difficili, oggi in particolare le donne dell’Ucraina; Madre della famiglia, accompagna le famiglie che come la tua famiglia di Nazareth, sono oggi in fuga dalla guerra, perché trovino accoglienza e conforto; Madre di speranza, dona fiducia a chi oggi perde tutto sotto i bombardamenti, per la violenza che accompagna questa guerra, una nuova inutile strage; Regina della pace, come in altre occasioni aiuta le parti in guerra a ritrovare la pace”. Così sia.

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