• Redazione

Incontro consacrati. Gli angeli accompagnano il nostro cammino personale ed ecclesiale

2 ottobre 2021


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle consacrate, abbiamo iniziato il mese di ottobre, mese tradizionalmente dedicato a Maria. Oggi la Liturgia ci invita a celebrare gli Angeli custodi, un’immagine biblica della presenza del Signore, quasi la voce di Dio in molte narrazioni bibliche ed evangeliche. Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio. La pagina dell’Esodo parla degli angeli come di chi ‘custodisce’ nel cammino, “camminerà alla tua testa”. E’ bello questo collegamento dell’angelo al nostro cammino personale ed ecclesiale. Nel cammino personale l’angelo è un ‘compagno di viaggio’, per usare un’immagine del documento del prossimo Sinodo dei Vescovi. E nel viaggio appare nei momenti più delicati, nei momenti delle scelte, come per Giobbe o Elia o Tobia nell’Antico Testamento, o per Maria, i Magi, le donne al sepolcro, l’Ascensione, Pietro in carcere nel Nuovo testamento. Nel cammino di Chiesa l’angelo invita al cammino insieme, a non scoraggiarsi, a fare delle scelte comuni. Possiamo immaginare che i nostri angeli siano particolarmente vicini a ciascuno di noi in questo tempo di cammino sinodale che chiede ascolto, condivisione, scelte nuove, cambiamenti di stile di vita. Come anche i nostri angeli sono vicini in questo tempo della vita consacrata, chiamata a rileggere il carisma, l’uso delle strutture, la cura delle consacrate anziane, la proposta vocazionale. Siamo certi, però, che il Signore non ci lascia soli. La pagina evangelica collega i piccoli agli angeli, quasi a dire che i nostri angeli sono i piccoli, al punto tale che per entrare nel regno dei cieli occorre diventare piccoli. Tante delle vostre Congregazioni religiose hanno nel loro carisma ‘diventare piccoli’ – come la minorità francescana e la spiritualità carmelitana – o la cura dei piccoli nelle scuole, nelle case-famiglia, negli oratori, negli ospedali. Non è un caso. L’attenzione ai piccoli diventa il segno della nostra cura della vita nel suo momento di maggior vicinanza a Dio, perché libero dal peccato e aperto alla grazia. L’amore delle persone consacrate cresce negli incontri, soprattutto con le persone in difficoltà, fragili, deboli, con i piccoli che spesso vivono il dolore, l’abbandono, la povertà nella solitudine. E’ un incontro che accompagna alla ‘locanda’, alla Chiesa le persone in difficoltà, perché “tutti siano responsabili di tutti”. E’ un amore inclusivo e non esclusivo. E’ un amore che non dimentica nessuno e che, se ha una preferenza, questa è per i piccoli e i poveri. Don Benzi amava chiamare i piccoli che vivevano in situazione di disagio ‘i piccoli angeli crocifissi’. Sono loro tante volte le persone a cui la vita consacrata dedica molte delle proprie cure – a scuola, nelle case-famiglia, nei luoghi del disagio, in Italia e nel mondo – riconoscendo nei piccoli il segno della presenza di Dio e la strada per il Regno. Oggi, infatti, talora la famiglia è sola o non basta per accompagnare i più piccoli, i ragazzi e i giovani nel cammino di educazione e di responsabilità nella vita della città e della Chiesa. C’è un passaggio nell’enciclica Fratelli tutti, a questo proposito, molto indicativo: “Alcuni nascono in famiglie di buone condizioni economiche, ricevono una buona educazione, crescono ben nutriti, o possiedono naturalmente capacità notevoli. Essi sicuramente non avranno bisogno di uno Stato attivo e chiederanno solo libertà. Ma evidentemente non vale la stessa regola per una persona disabile, per chi è nato in una casa misera, per chi è cresciuto con un’educazione di bassa qualità e con scarse possibilità di curare come si deve le proprie malattie. Se la società si regge primariamente sui criteri della libertà di mercato e dell’efficienza, non c’è posto per costoro, e la fraternità sarà tutt’al più un’espressione romantica” (F.T.109).

Care sorelle e cari fratelli consacrati, i piccoli sono i protagonisti delle beatitudini che riconoscono Dio e si mettono in cammino. Da ‘piccoli’ in questo tempo siamo chiamati a camminare insieme, nell’esperienza sinodale che stiamo per iniziare, per riconoscere Dio come Padre e tutti gli uomini e le donne come fratelli e sorelle. Il Signore ci accompagni in questo cammino sinodale e renda il nostro cuore aperto alla sua voce.


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