• Redazione

Incontro con i giornalisti. Ascoltare con il cuore: omelia di mons. Perego

Chiesa di S. Stefano, Ferrara, 9 febbraio 2022


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari Giornalisti, l’incontro annuale con voi è sempre un’occasione importante per ascoltare la Parola di Dio e le parole che il Magistero ogni anno, in occasione della festa di S. Francesco di Sales, patrono dei Giornalisti, vi rivolge. La Parola di Dio oggi ci fa riascoltare una pagina del libro dei Re. La pagina parla della diffusione della notizia della saggezza di Salomone che raggiunge anche la regina di Saba, che decide di andare a incontrare il re d’Israele a Gerusalemme. E’ una pagina condivisa anche con il Corano, nella XXVII Shura, arricchita da altri elementi fantastici; come pure dalla letteratura cristiana dell’Etiopia che fa risalire la dinastia dei re dell’Abissinia dal figlio di Salomone e della regina di Saba. Importa di questo brano sottolineare come a Salomone la regina parla con il cuore, ammirata della sua sapienza. Bello questo passaggio sulla verità delle notizie su Salomone: “Era vero, dunque, quanto avevo sentito nel mio paese sul tuo conto e sulla tua sapienza! Io non credevo finchè non sono giunta qui e i miei occhi non hanno visto”. “Ascoltare con l’orecchio del cuore” è anche il tema che papa Francesco ha scelto per il messaggio in occasione della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali di quest’anno. Vedere – il tema dello scorso anno – e ascoltare – il tema di quest’anno sono due verbi che caratterizzano lo stile di un buon giornalista. ‘Ascoltare’ – ricorda papa Francesco è un verbo “decisivo nella grammatica della comunicazione e condizione di un autentico dialogo”. Se sul piano degli strumenti dell’ascolto oggi riconosciamo uno sviluppo, stiamo, invece, “perdendo la capacità di ascoltare chi abbiamo di fronte nella trama normale dei rapporti quotidiani”. L’ascolto - come ci insegna la S. Scrittura – è lo stile di Dio e lo stile che Dio chiede all’uomo. E’ lo stile evangelico, che ritroviamo anche nelle parole di Gesù nella pagina evangelica di Marco di oggi: “Ascoltatemi tutti e comprendete bene”. E l’ascolto che Dio Padre e il suo Figlio Gesù chiedono all’uomo è l’ascolto del cuore, come quello di cui Dio ha reso capace Salomone e che ha colpito la regina di Saba - come ricorda anche papa Francesco -, e come quello di Gesù nei confronti di ogni persona che incontra nel suo cammino sulle strade della Galilea, della Giudea e della Samaria. Un cuore che ascolta è anche condizione della comunicazione. “Una tentazione sempre presente e che oggi, nel tempo del social web, sembra essersi acuita è quella di origliare e spiare, strumentalizzando gli altri per un nostro interesse!” – ricorda Papa Francesco nel messaggio. E’ la tentazione di chi piega gli avvenimenti a una tesi precostituita o seleziona gli avvenimenti solo per una tesi precostituita. E’ la tentazione ideologica, che non nasce dall’ascolto del cuore e della realtà. Oppure la tentazione di chi è più attento all’ audience, al semplice allargamento dell’ascolto. “Al contrario – scrive papa Francesco – ciò che rende la comunicazione buona e pienamente umana è proprio l’ascolto di chi abbiamo di fronte, faccia a faccia, l’ascolto dell’altro a cui ci accostiamo con apertura leale, fiduciosa e onesta”. “Non si fa buon giornalismo senza la capacità di ascoltare”, continua il Papa. L’ascolto debole e poco diffuso, la fretta, la precarietà anche del lavoro giornalistico, impedisce spesso di “offrire un’ informazione solida, equilibrata e completa”. L’ascolto ha sempre, poi, come obiettivo la verità e quindi non può “fermarsi – ricorda Papa Francesco – alla prima osteria”, ma chiede di andare in profondità, più fonti, anche per non alimentare i pregiudizi, come avviene – ricorda ancora il Papa – per ciò che riguarda “la realtà delle migrazioni”, dove sarebbe importante “vincere i pregiudizi” e ascoltare “le loro storie”. Quante volte – per rimanere a questo argomento – sulle pagine dei nostri giornali hanno trovato posto, ad esempio, le storie delle cento donne richiedenti asilo e rifugiate accolte dalla nostra Caritas diocesana, con i loro cinquanta bambini, molti dei quali nati nella nostra città? Ascoltiamole queste storie di migrazioni, ci ricorda il Papa e “poi ognuno sarà libero di sostenere le politiche migratorie che riterrà più adeguate al proprio Paese. Ma avremo davanti agli occhi, in ogni caso, non dei numeri, non dei pericolosi invasori, ma volti e storie di persone concrete, sguardi, attese, sofferenze e uomini e donne da ascoltare”. Anche nella Chiesa è questo tempo d’ascolto. Il cammino sinodale, iniziato anche nella nostra Chiesa, vuole essere un cammino che parte dall’ascolto e dalla narrazione per percepire la realtà della Chiesa e non soltanto alcune voci.

Cari Giornalisti, mentre vi ringrazio per il vostro lavoro prezioso al servizio di una comunicazione diffusa, fondamento della democrazia, vi incoraggio ad ascoltare tutte le persone protagoniste di ogni vicenda e con il cuore, cercando di cogliere in ogni storia gli aspetti più veri e profondi. Vi accompagni nel vostro lavoro la protezione di San Francesco di Sales. Così sia.


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