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In merito al trasferimento di alcune famiglie Sinte da un’area di sosta nel Comune di Ferrara

Aggiornato il: 23 dic 2019

Comunicato Stampa Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio Da alcune settimane i media locali riportano notizie riguardanti il progetto di trasferimento di alcune famiglie di Sinti, minoranza italiana attestata per la prima volta a Bologna nel 1422, dall’area di sosta di Ferrara ad un nuovo stanziamento abitativo nel territorio del Comune. Attorno a questo trasferimento, alle modalità del suo annuncio e del suo svolgimento, si sono alternate voci diverse, talora allarmanti per i toni e le scelte operative. Il caso sta evidentemente a cuore alla Chiesa di Ferrara-Comacchio che, da subito, attraverso i propri organismi istituzionali, la Caritas Diocesana e la Migrantes, ma anche attraverso importanti voci dell’associazionismo cattolico laicale, ha ribadito la necessità di superare una situazione di vita segnata da provvisorietà e incertezza, ma anche di non disperdere un importante patrimonio sociale raggiunto in questi anni sul piano scolastico, sanitario, lavorativo e familiare, per continuare nella stessa direzione, anche nel cambiamento del luogo della residenza delle famiglie Sinte interessate. Da qui la necessità di un progetto che aiuti a passare dalla provvisorietà abitativa alla definitività abitativa, a salvaguardare il risultato scolastico raggiunto, a tutelare la salute, a intensificare l’impegno professionale e lavorativo, a favorire un impegno responsabile e di cittadinanza: sono i cinque obiettivi previsti anche dalla Strategia nazionale in riferimento alle minoranze Rom e Sinti e recepiti anche a livello regionale dalla Regione Emilia-Romagna, con adeguate risorse a disposizione e finanziamenti europei finora rimasti inutilizzati. Non può sussistere dunque nella Chiesa - e in chi voglia ascoltare - alcuna chiusura, tanto più se a priori, nei confronti di alcuno e di alcuna famiglia di uomini, donne e bambini. Nel caso in questione si tratta di pochi nuclei familiari, aggregati secondo la tradizione dei Sinti in una più larga comunità, con quattordici minori; sono quaranta persone italiane in situazioni di necessità e nella attesa di migliori condizioni abitative e di vita; cittadini nondimeno dotati dei diritti e delle libertà garantite dalla Costituzione (cfr. art. 13 e art. 35). Sono persone e famiglie che, pur nella povertà, indicano alcuni valori: la famiglia e la vita. Lo ricordava anche il card. Angelo Bagnasco e già Presidente della CEI visitando una comunità dei Sinti di Bolzaneto, nel 2014: “Talvolta, i figli, sono considerati un limite, un peso”, nella comunità sinta “i figli sono una grande ricchezza…E’ un insegnamento che tutti dovremmo raccogliere ossia che, nonostante le difficoltà materiali, che non sono poche, da voi i figli sono accolti come un grande dono”. Un insegnamento da raccogliere anche nella nostra città. Certo, il bene comune della famiglia umana è razionale: è il bene di tutti e di ciascuno, della comunità ospitante, nella sua armonia. In tal senso il progetto di trasferimento andava e va tuttora pensato di concerto tra Enti locali, Istituzioni, organismi sussidiari e forze sociali e vive (cfr. Benedetto XVI, Deus caritas est, n. 28) della comunità coinvolta, in trasparenza e serenità. Accoglienze preparate e disseminate nel più vasto territorio, accompagnate da un progetto condiviso con il mondo del Terzo settore e della stessa realtà ecclesiale, possono effettivamente risolvere le congestioni, i problemi comuni che si sono prodotti nei luoghi di più elevato disagio sociale della nostra città. Pertanto, la Chiesa di Ferrara-Comacchio auspica un ragionevole tempo dichiarato e supportato di ‘stato di emergenza’ delle famiglie Sinte, che prevede l’intervento anche della Protezione civile, valutando la permanenza temporanea nell’area di sosta con provvedimenti minimi necessari sul piano della sicurezza, della sicurezza sanitaria e sociale – come già fatto in altri contesti cittadini -, che possano permettere di avviare un progetto definitivo proposto dal Comune e dalle Istituzioni, condiviso con le famiglie Sinte e supportato dal mondo del Terzo settore, che garantisca alla città un passaggio urbanistico importante sul piano della sicurezza, della vita sociale e un futuro migliore per tutti. Naturalmente tocca a chi governa la città le scelte e le decisioni. A tutti, però, tocca vigilare e collaborare, perchè le scelte politiche tutelino la dignità, la vita delle persone e delle famiglie che vivono nella nostra città. Ferrara, 26 luglio 2019

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