• Redazione

Il creato e i poveri: omelia di mons. Perego

Giornata del Ringraziamento


14 novembre 2021


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, cari lavoratori e lavoratrici della nostra terra, la Giornata del ringraziamento è attesa ogni anno come un momento importante per rendere grazie a Dio per i frutti della terra, ma anche per rileggere insieme la teologia della creazione che guida i nostri passi nella vita quotidiana. Quest’anno la nostra celebrazione incrocia anche la Giornata dei poveri, voluta da Papa Francesco. Un incrocio non casuale, perché ci aiuta a riflettere sulla destinazione universale delle risorse e sulle problematiche legate a una mancata condivisione dei beni, soprattutto dei beni essenziali come: la terra, l’acqua, il cibo. Un incrocio che motiva anche l’impegno dei lavoratori e delle lavoratrici della terra a distribuire in questo giorno alle realtà che seguono i più poveri i prodotti della terra.

Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio di oggi. Nella pagina evangelica abbiamo ascoltato uno dei tanti esempi che Gesù prende nella sua predicazione dal mondo agricolo: “dalla pianta di fico imparate…che quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina”. Il creato, il mondo agricolo ci insegna che ogni passaggio di stagione ha i suoi segni, che dobbiamo saper riconoscere. Così nella vita e storia noi dobbiamo riconoscere i segni di un tempo che sta cambiando e che, se non riconosciamo, rischiamo di non coglierne i frutti.

La pandemia, ad esempio, ha fatto comprendere il valore dei prodotti della terra e del lavoro agricolo, che sono diventati una risorsa per “i poveri aumentati a dismisura”, ci ricorda il Papa, per “le persone più vulnerabili che si trovano prove dei beni di prima necessità”: “le lunghe file davanti alle mense per i poveri – anche nella nostra città – sono il segno tangibile di questo peggioramento”.

Leggere i ‘segni dei tempi’ è importante per preparare il futuro, come ci ricordano la pagina del profeta Daniele e la pagina evangelica di Marco. Una lettura che ogni anno, nella Giornata del ringraziamento, anche i Vescovi italiani invitano a fare attraverso il loro messaggio. Quest’anno il Messaggio della Giornata è rivolta soprattutto agli allevatori, alla luce di alcune pagine bibliche. “La prossimità agli animali, che nella tradizione della civiltà agricola ha portato a sentirli e trattarli quasi come partecipi della vita familiare – scrivono i Vescovi italiani -, nella modernità è stata abbandonata, riducendo queste creature ad oggetti di mero consumo”, quasi adorandoli in alcuni casi o a maltrattarli in altri. L’ecologia integrale, che deve guidarci alla luce dell’enciclica Laudato si, nei confronti degli animali non può avere “un rapporto puramente strumentale: la migliore pratica di allevamento avrà anche cura del benessere degli animali coinvolti”. La nostra responsabilità sociale e ambientale non può che condividere con i Vescovi italiani, anche per il nostro territorio – seppur più a vocazione cerealicola e di frutteti – “forti interrogativi per alcune forme intensive applicate alla zootecnia, che oltre a calpestare la vita animale, costituiscono al contempo una grave fonte di impatto ambientale”. Non possiamo nascondere dietro interessi personali e il maggior profitto le problematiche di allevamenti, oltre che di coltivazioni massive, che generano gravi problemi ambientali e sono fonte di inquinamento del territorio. Da “buoni amministratori della creazione di Dio”, cari agricoltori, viviamo questa Giornata del ringraziamento come “un’occasione per riflettere e per convertire i nostri stili di vita a una ecologia integrale, sapendo leggere ‘i segni dei tempi”. I Vescovi italiani ci ricordano l’esempio delle api – visibile anche nel nostro territorio -: £le api sono una benedizione per l’ecosistema e per le attività dell’uomo: la loro presenza è un indicatore infallibile dello stato di salute dell’ambiente e la loro preziosa opera di impollinazione garantisce fecondità ai cicli della natura”.

Oltre che ai lavoratori della terra il nostro pensiero e ringraziamento va oggi anche ai pescatori e al mondo della pesca, dove – ricordano i Vescovi italiani – “è importante garantire periodi di ripopolamento del pesce ed evitare forme intensive che distruggono l’ecosistema”.

Cari fratelli e sorelle, ringraziamo insieme oggi il Signore per i doni del creato: la terra, l’acqua, gli animali che accompagnano la vita dell’uomo. E chiediamo al Signore la responsabilità del rispetto del creato, ma di usare di ogni bene per la nostra vita, ma con un’attenzione anche ai più poveri: non saremo giudicati al termine della vita su quanto avremo prodotto, ma su quanto saremo stati capaci di amare il creato e il prossimo, ci ha ricordato la pagina del libro di Daniele di oggi: “I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre”. Così sia.


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