• Redazione

I frutti dello Spirito Santo: omelia di mons. Perego

Ferrara, 23 maggio 2021


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, celebriamo oggi la solennità della Pentecoste, che ricorda il dono dello Spirito Santo alla prima comunità cristiana. La pagina lucana degli Atti degli Apostoli ci descrive i tratti di questa giornata di Pentecoste che sono esemplari per accogliere il dono dello Spirito anche nella vita delle nostre comunità. “Si trovavano tutti insieme nello stesso luogo”. Lo Spirito sceglie la Chiesa e l’unità dei fedeli per la sua presenza. Lo Spirito non sceglie l’individualismo, il misticismo, non sceglie e non cerca la divisione, ma l’unità. “Venne all’improvviso”: lo Spirito sceglie liberamente il tempo e il modo della sua presenza, non obbedisce ai comandi dell’uomo: è Dio, che dà la vita. “Riempie tutta la casa”: nessuno è escluso dall’azione dello Spirito, ma tutti coloro che sono nella casa, nella Chiesa ricevono il dono dello Spirito. Il primo segno della presenza dello Spirito è il fuoco. Il fuoco è una delle cose necessarie nella vita quotidiana. E’ un immagine presa dall’Antico Testamento: nel racconto dell’Esodo dove Dio appare a Mosè nel roveto ardente, che non si consuma; ma anche nel racconto del libro dei Numeri (11,25), dove lo Spirito discende sulla persone radunate. Il fuoco non solo distrugge, annienta, ma è anche segno di purificazione e di rinnovamento, di una vita nuova. Il fuoco illumina, aiuta a vedere, a capire l’altro – il miracolo della reciproca comprensione nel giorno di Pentecoste - e a camminare. E “camminate secondo lo Spirito” è l’invito che l’apostolo paolo fa ai Galati e a noi oggi. Camminare secondo lo Spirito significa non essere schiacciati dalle cose da fare, non lasciarsi guidare semplicemente nella vita da interessi materiali, economici, da preoccupazioni di successo; significa non cadere nell’egoismo e nell’individualismo e da ciò che questo genera: dissolutezze, inimicizie, divisioni, corruzione. Camminare nello Spirito, ci ricorda l’apostolo Paolo è scegliere uno stile di vita caratterizzato dalla gioia, dall’amore fraterno, dall’amicizia, dalla benevolenza, dalla fedeltà, dal controllo di sé. E’ quanto ci chiede anche papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti, che, citando il testo di San Paolo ai Galati, ricorda due frutti dell’azione dello Spirito Santo. Il primo frutto è la benevolenza: “bene-volentia, cioè l’atteggiamento di volere il bene dell’altro. È un forte desiderio del bene, un’inclinazione verso tutto ciò che è buono ed eccellente, che ci spinge a colmare la vita degli altri di cose belle, sublimi, edificanti” (F.T. 112). E’ un inclinazione non facile da incontrare, mentre è più facile trovare l’inclinazione all’invidia, all’insolenza, al pessimismo: atteggiamenti che non costruiscono unità e fraternità. Il secondo frutto dello Spirito Santo citato dal papa è la mitezza: “che esprime uno stato d’animo non aspro, rude, duro, ma benigno, soave, che sostiene e conforta. La persona che possiede questa qualità aiuta gli altri affinché la loro esistenza sia più sopportabile, soprattutto quando portano il peso dei loro problemi, delle urgenze e delle angosce. È un modo di trattare gli altri che si manifesta in diverse forme: come gentilezza nel tratto, come attenzione a non ferire con le parole o i gesti, come tentativo di alleviare il peso degli altri” (F.T. 223). Sappiamo quanto è difficile la mitezza, mentre è più facile reagire anche alle offese con il disprezzo oppure vivere le relazioni con ansia e fretta. Camminare secondo lo Spirito significa fare nostri questi atteggiamenti che aiutano anche a costruire una cultura dell’incontro, del dialogo, della pazienza che è la cultura che lo Spirito Santo inaugura a Pentecoste, Lo Spirito Santo - come ricorda Gesù agli apostoli nella pagina evangelica che abbiamo ascoltato di Giovanni – accompagna il nostro cammino di conoscenza della verità “tutta” e di testimonianza. Verità e carità sono i frutti dello Spirito Santo e non solo opera della ragione e della volontà. Come anche il cammino di unità pastorale, di unità con le altre Chiese, di dialogo interreligioso e il rispetto della differenza è frutto dello Spirito, come ci ricorda sempre l’apostolo Paolo.

Chiudo con l’ultima strofa della preghiera al Creatore di Papa Francesco posta a conclusione dell’enciclica Fratelli tutti:

Vieni, Spirito Santo! Mostraci la tua bellezza

riflessa in tutti i popoli della terra,

per scoprire che tutti sono importanti,

che tutti sono necessari, che sono volti differenti

della stessa umanità amata da Dio. Amen.

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