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I diaconi, servi dell’amore, della speranza, della vita: omelia di mons. Perego

Aggiornato il: 23 dic 2019

Basilica di S. Francesco, Ferrara

Ordinazione Diaconi, 7 dicembre 2019

S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, cari confratelli, la nostra Chiesa oggi vive una celebrazione importante nel suo cammino di fede e di vita cristiana: l’ordinazione diaconale di Alessandro e Thiago. La Chiesa che cammina ha bisogno di essere accompagnata da figure che indicano la strada, aiutano a fermarsi, prendono per mano chi fatica. E i diaconi, nella vita della Chiesa, sono anzitutto i compagni di viaggio – come il diacono Filippo nel racconto degli Atti degli Apostoli– perché il tempo del cammino e la strada percorsa insieme aiutino ad aprire gli occhi sul nostro futuro, superando le naturali difficoltà, i disagi, le fermate, le attese.

La Chiesa che cammina, popolo di Dio, accompagnata dai diaconi, è una Chiesa che ascolta la Parola, fedele alle parole del Concilio Vaticano II: “La Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto per il Corpo stesso di Cristo, non mancando mai, soprattutto nella Sacra Liturgia, di nutrirsi del pane di vita dalla mensa sia della Parola di Dio che del Corpo di Cristo, e di porgerlo ai fedeli” (D.V. 21). Oggi, insieme, ascoltiamo la Parola di Dio anche in compagnia di Maria, nella solennità dell’Immacolata Concezione, per avere la sua stessa capacità di ascolto e di risposta di fronte alle parole del Signore. La pagina della Genesi ci porta nel Paradiso terrestre dopo il peccato di Adamo ed Eva. Il peccato allontana e nasconde da Dio; attribuisce ad altri una colpa; genera “inimicizia”: segna, ma non ferma la vita. Maria è la donna e la madre che, con le sue paure, ma con la sua risposta di libertà, è il segno della vita che continua nonostante il peccato: di più della Vita che entra nella storia e la rinnova, la converte.

Cari Alessandro e Thiago voi siete chiamati, con il vostro “sì" di oggi, ad essere come Maria strumenti di vita. Sarete chiamati a generare la vita cristiana attraverso il segno, la promessa di povertà, castità e obbedienza che vi accompagnerà per sempre non come un peso, ma come una risorsa di libertà e di gioia: per andare nelle piazze e sulle strade, come i diaconi Stefano e Filippo; per accompagnare dovunque i pastori, come ci ricorda Paolo; per essere vicini ai più poveri e ai più giovani; per condividere più tempo e cose e generare così una rinnovata vita comunitaria, di fraternità. Come su Maria nel giorno dell’Annunciazione, lo Spirito scenderà su di voi e Dio vi coprirà con la sua ombra perché anche voi come Maria possiate essere “servi del Signore”. La grazia dell’Ordine diaconale vi accompagnerà nei vostri gesti, nelle vostre parole, ma anche nelle vostre scelte future: come una bussola che aiuta a non perdere la strada in questo mondo meraviglioso e tremendo, come amava dire San Paolo VI. Non da soli: ma in compagnia del Vescovo, dei presbiteri, delle persone consacrate e di tanti laici, e una collaborazione speciale con l’Azione Cattolica, che oggi, anche nella nostra Chiesa, celebra la giornata dell’adesione.

La preghiera di Paolo che abbiamo ascoltato nella seconda lettura ci ricorda che il Signore “ci ha scelti prima della creazione per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità”, e ci rende attenti a non fidarci di chi usa belle parole, è formale, ma non ci accompagna al bene e alla verità. La testimonianza di Maria ci ricorda oggi che questa santità e purezza nei pensieri e nei gesti è possibile, anzi tutti siamo chiamati a questa santità e purezza di spirito. La vostra scelta diaconale, cari Alessandro e Thiago – come ci ricordano le parole di Paolo – oltre che incamminarvi sulla strada della santità, delle Beatitudini, vi rende strumenti, servi del “disegno d’amore” di Dio.

Per usare le parole di Papa Francesco nell’esortazione apostolica sulla santità, Gaudete et exsultate, ripeterò con Lui che “la vostra missione trova pienezza di senso in Cristo e si può comprendere solo a partire da Lui. In fondo, la santità è vivere in unione con Lui i misteri della sua vita. Consiste nell’unirsi alla morte e risurrezione del Signore in modo unico e personale, nel morire e risorgere continuamente con Lui. Ma può anche implicare di riprodurre nella propria esistenza diversi aspetti della vita terrena di Gesù: la vita nascosta, la vita comunitaria, la vicinanza agli ultimi, la povertà e altre manifestazioni del suo donarsi per amore. La contemplazione di questi misteri, come proponeva sant’Ignazio di Loyola, ci orienta a renderli carne nelle nostre scelte e nei nostri atteggiamenti. Perché «tutto nella vita di Gesù è segno del suo mistero», «tutta la vita di Cristo è Rivelazione del Padre», «tutta la vita di Cristo è mistero di Redenzione», «tutta la vita di Cristo è mistero di ricapitolazione», e «tutto ciò che Cristo ha vissuto fa sì che noi possiamo viverlo in Lui e che Egli lo viva in noi» (G.E. 20). Al tempo stesso, la scelta diaconale vi rende servi della speranza. Amore e speranza non le ritroviamo facilmente sulle nostre strade, nelle nostre piazze, nelle nostre case e nelle nostre città, come ci segnalano anche alcuni fatti drammatici che si ripetono: il Signore ha bisogno di noi per riportare amore e speranza, per farle riscoprire, per coniugarle in maniera nuova. E’ più facile trovare odio che amore, tristezza e disperazione piuttosto che speranza. La nostra missione è riportare ordine, riportare nei luoghi della nostra vita, in collaborazione anche con i laici e le famiglie, il Dio che ama e che aiuta a guardare avanti. Come ha fatto Maria, che dopo l’Annunciazione si è messa in cammino, ha servito la vita e per questo, nella Chiesa Orientale è invocata come “fonte della vita”.

Cari Alessandro e Thiago, anche voi, come Maria, da oggi mettetevi in cammino e siate servi della vita: della vita che nasce e che muore, della vita che cresce, della vita che soffre, della vita vicina e lontana. Con voi la nostra Chiesa si rallegra, in questo tempo di Avvento, di Attesa della Vita che viene tra noi. Il Signore vi accompagni e Maria vi protegga. Così sia.

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