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Gli universitari: un tassello di mondo troppo ai margini della città

Aggiornato il: 23 dic 2019

Nota in margine alla tragica morte di un universitario e neolaureato

Mi ha colpito molto la morte di Adriano, studente universitario e neolaureato arrivato a Ferrara dalla terra lucana, dalla antica città medioevale di Lauria. La morte del neolaureato riporta l’attenzione su un tassello di mondo e di futuro, gli universitari, di casa nella nostra città, molti dei quali provenienti dalle regioni del Sud del Paese. Sono più di 22.000, quelli che ogni anno iniziano, continuano o terminano un curriculum accademico nella nostra città con un percorso universitario non privo di ostacoli (la ricerca dell’alloggio, i test, la lontananza dalla propria casa e dai propri paesi, un metodo di studio…), che si è rinnovato nei secoli, ma che ha costituito un passaggio esistenziale per molti studenti italiani di ieri e anche di altri Paesi d’Europa e del mondo oggi. Vedere morire un giovane al termine del suo percorso accademico, nel giorno di festa di laurea, al di là dei motivi contingenti che gli operatori sanitari e i magistrati stanno esaminando, significa vedere morire la speranza, un’amicizia, un figlio. Questa morte è un dolore, una sconfitta. Un dolore per chi vede morire improvvisamente il figlio, dopo aver fatto festa con lui: e vorremmo far sentire ai familiari la nostra vicinanza, anche nella preghiera. Una sconfitta per la nostra città, che non ha saputo proteggere un giovane venuto da una terra martoriata del Sud, un tassello del nostro futuro. Forse al di là dei dibattiti sui cancelli per chiudere le piazze della movida, insieme dovremmo essere in grado di moltiplicare i luoghi e le esperienze di amicizia, di gruppo, di confronto, di festa, di preghiera, liberi dalle mode e dalle tradizioni grottesche. Le nostre parrocchie, Casa Cini, i gruppi universitari, la riapertura del collegio universitario femminile dei Gesuati, sono spazi che come Chiesa vogliono essere casa per i giovani universitari, ma anche luoghi per rinnovare il volto di una città vicina all’Università e agli universitari. Spero che la morte di Adriano aiuti la nostra Ferrara a rialzarsi da questa sconfitta.

+ Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

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