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Giornata pro orantibus: omelia di mons. Perego

Aggiornato il: 23 dic 2019

Ferrara, Monastero delle Clarisse

21 novembre 2019

Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Abate di Pomposa

Care sorelle, cari fratelli, celebriamo oggi, nella memoria della Presentazione di Maria al tempio, la Giornata pro orantibus, la Giornata in cui guardiamo con particolare attenzione nella Chiesa al mondo delle claustrali. In questa Giornata la Parola di Dio che abbiamo ascoltato ci regala alcuni motivi di riflessione. Il brano del libro del profeta Zaccaria ci ha ricordato la gioia del popolo, perché il Signore ha scelto di “dimorare in mezzo a noi”. Forse dobbiamo avere la capacità di rinnovare continuamente la testimonianza di questa gioia della presenza del Signore nella nostra vita, nel popolo di Dio, come ci ricorda Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium. Una gioia che si rinnova nella preghiera, nell’ascolto e nella contemplazione del Signore, come ci insegna Maria. Il brano del Vangelo di Matteo ci ripropone una espressione dura di Gesù che motiva, però, lo stile di una vita consacrata – come presbiteri, religiosi o laici: “Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre”. Amore a Dio e al prossimo sono strettamente uniti. Non si può amare Dio e odiare il prossimo. E questo amore, che nasce dalla nostra relazione con Dio, relativizza ogni altro amore, ma anche indirizza il nostro amore a uscire dall’individualismo.

Negli Orientamenti pastorali di quest’anno, che ripropongono gli stili di vita cristiana, e con lo sguardo sempre all’Evangelii Gaudium di Papa Francesco, ho dedicato alcune pagine allo stile di vita contemplativa. Infatti, un segno particolare nella nostra Chiesa sono i tre monasteri di clausura presenti nella città: il monastero di S. Teresa di Gesù Trasverberata delle Carmelitane, il monastero di S. Antonio in Polesine delle Benedettine e il monastero del Corpus Domini delle Clarisse. Un tesoro di preghiera e di azione apostolica rinchiuso nelle mura di antichi conventi, ancora in restauro, ma che sprigionano uno slancio missionario inesauribile, una carità nei confronti delle famiglie della nostra città e Arcidiocesi, un’attenzione ai poveri vicini e lontani, una cura del consiglio e della direzione spirituale anche di giovani, una testimonianza di povertà, castità e obbedienza.

Il 29 giugno 2016 Papa Francesco ha promulgato la nuova Costituzione apostolica per le contemplative Vultum Dei querere, che aggiorna la Costituzione di Pio XII Sponsa Christi, del 1950 e le indicazioni conciliari della Costituzione Lumen Gentium e della Perfectae Caritatis. I monasteri di clausura, ricorda Papa Francesco, anche ai nostri giorni sono “nella Chiesa e per la Chiesa, il cuore orante, custode di gratuità e di ricca fecondità apostolica…testimonianza visibile di misteriosa e multiforme santità” (V.Q. 5), “scuole di orazione e di contemplazione” (V.Q. 36), scuole di ascolto, di umanità, di ospitalità, perché “intercedere non ci separa dalla vera contemplazione, perché la contemplazione che lascia fuori gli altri è un inganno” (V.Q. 36, citando Evangelii Gaudium 187). I monasteri sono il segno e il luogo provocante di una vita interamente donata a indicare “Colui che è la via, la verità e la vita (cfr. Gv 14,6), l’unico Signore che offre pienezza alla nostra esistenza e dona vita in abbondanza (cfr. Gv 10,10)” (V.Q. 6).

Negli Orientamenti ho ricordato anche la figura di una monaca di clausura clarissa cappuccina, Suor Veronica, Serva di Dio, della quale è iniziato il processo per la beatificazione e canonizzazione nel 2015. Suor Veronica, ferrarese di nascita, orfana affidata dalla madre, che viveva in povertà, al Conservatorio della Provvidenza, nel 1915 entra nel Monastero di s. Chiara delle monache clarisse cappuccine di Ferrara – chiuso nel 1987 –, dove nel 1919 – cento anni fa – pronuncia la professione solenne. Gravemente malata di nefrite tubercolare, nella malattia inizia ad avere le prime visioni mistiche. Guarita, continua un’intensa relazione mistica con il Signore, suo “tesoro”, nella semplicità e ordinarietà della vita claustrale. Nel 1945 diventa Maestra delle novizie, compito che svolgerà con molta cura fino a che un tumore al cervello la costringerà al letto e la porterà alla morte nel 1964.

Mentre ringraziamo oggi il Signore per il dono alla nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio di questi monasteri e delle comunità monastiche, per la testimonianza esemplare di fede della monaca Suor Veronica, preghiamo il Signore, per intercessione di Maria, S. Benedetto, S. Teresa e S. Chiara, perché susciti nella nostra Chiesa nuove vocazioni alla vita contemplativa, donne che abbiano la missione di contemplata tradere. Così sia.

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