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Giornata ‘pro orantibus’. La vita contemplativa segno e scuola di fraternità: omelia mons. Perego

Monastero Sant'Antonio in Polesine, Ferrara, 21 novembre 2020


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, cari confratelli, celebriamo oggi la giornata di preghiera per le sorelle che vivono la consacrazione al Signore nella clausura. La nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio gode da secoli di questa presenza e oggi sono ancora tre i monasteri che seguono la regola benedettina, francescana e carmelitana. E’ una ricchezza di cui ringraziare il Signore, ma che chiede in questa Giornata una attenzione particolare.

La Giornata cade nella memoria della Presentazione della Beata Vergine al tempio, di cui parla il protovangelo di Giacomo. E’ bello questo collegamento stretto tra Maria e ogni donna che sceglie la clausura: che indica certamente una comune chiamata dal Signore, ma anche una comune libertà nella risposta alla Parola di Dio; ricorda una comune maternità spirituale che nasce dal discepolato; richiama la totalità e definitività della donazione.

La pagina del profeta Zaccaria che abbiamo ascoltato parla di Israele come la Figlia di Sion, in cui il Signore prenderà dimora. Figlia di Sion diventerà un titolo per indicare Maria, la donna ebrea che sarà il cui grembo sarà “la santa dimora”, il nuovo tempio spirituale che accoglierà il Salvatore del mondo, che darà casa al Figlio di Dio, riconoscendo per prima che grandi cose ha fatto il Signore a partire dall’umiltà della sua serva. E’ questa pienezza di grazia con cui Dio ha arricchito Maria – come ci ricorda la Colletta di oggi – a cui vuole che ognuno di noi partecipi nella storia e nella vita quotidiana che celebriamo oggi. La vita contemplativa è segno dell’Incarnazione, nella povertà delle cose e delle persone, dell’umano. Riconoscere e seguire Gesù – ci ricorda la pagina evangelica di Matteo – ci rende fratelli, sorelle, madri. Il discepolo deve assolutamente preferire Gesù e il suo Regno a ogni tipo di legame familiare. Gesù inaugura la Chiesa come la famiglia di Gesù, come una nuova storia umana, in cui ci riconosciamo fratelli e sorelle. Nell’enciclica Fratelli tutti Papa Francesco ci ricorda che “questo cammino di fraternità ha anche una Madre, di nome Maria. Ella ha ricevuto sotto la Croce questa maternità universale (cfr Gv 19,26) e la sua attenzione è rivolta non solo a Gesù ma anche al «resto della sua discendenza» (Ap 12,17). Con la potenza del Risorto, vuole partorire un mondo nuovo, dove tutti siamo fratelli, dove ci sia posto per ogni scartato delle nostre società, dove risplendano la giustizia e la pace” (F.T. 278). Ogni monastero di clausura è una scuola di fraternità, sull’esempio di Maria, in maniera radicale.

La vita contemplativa è segno di questa radicalità indicata da Gesù, di ciò che è essenziale nella nostra vita, per dare spazio alla preghiera all’intercessione che è forza evangelizzatrice. Lo ricorda Papa Francesco in un bellissimo passaggio dell’esortazione Evangelii Gaudium: “C’è una forma di preghiera che ci stimola particolarmente a spenderci nell’evangelizzazione e ci motiva a cercare il bene degli altri: è l’intercessione. Osserviamo per un momento l’interiorità di un grande evangelizzatore come San Paolo, per cogliere come era la sua preghiera. Tale preghiera era ricolma di persone: «Sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia […] perché vi porto nel cuore» (Fil 1,4.7). Così scopriamo che intercedere non ci separa dalla vera contemplazione, perché la contemplazione che lascia fuori gli altri è un inganno” (E.G. 281).

La vita contemplativa è segno dello sguardo al futuro, di speranza. In un mondo che rischia di essere materiale, che rischia di guardare più alle cose che alle persone, più a se stessi che agli altri, la vita fraterna nella contemplazione aiuta a guardare non solo in alto, ma anche in avanti, liberandoci dalle zavorre che impediscono questo sguardo, scegliendo la povertà, liberandoci dalla pretesa di costruire la vita da soli, scegliendo l’obbedienza, valorizzando il nostro corpo come tempio dello Spirito, scegliendo la verginità.

Care sorelle e cari fratelli, nella memoria della Presentazione di Maria al tempio rinnoviamo la nostra consacrazione religiosa, monastica, laicale, presbiterale, affidandoci a Maria Madre di Dio e Madre della Chiesa. Con Papa Francesco “Le chiediamo che con la sua preghiera materna ci aiuti affinché la Chiesa diventi una casa per molti, una madre per tutti i popoli e renda possibile la nascita di un mondo nuovo” (E.G. 288), di cui i monasteri di clausura sono immagine.



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