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Giornata del malato. La vicinanza ai malati, balsamo prezioso: omelia di mons. Perego

Ospedale di Cona, 11 febbraio 2021


S. E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, la memoria della Beata Vergine di Lourdes, da XXIX anni coincide con la Giornata mondiale del malato. La Vergine di Lourdes, che vede ai suoi piedi ogni anno, milioni di malati, ci aiuta sentirci prossimi, soprattutto in questo tempo di pandemia del coronavirus, alle persone malate e a coloro che le assistono, in particolare nei luoghi di cura, come questo nostro Ospedale e le Case della salute.

La Parola di Dio di oggi è anzitutto, con le parole del profeta Isaia, un invito alla speranza, perché il Signore “farà scorrere, come un fiume, la pace”. Di più: il Signore ci accarezza e ci consola “come una madre consola figlio. La nostra speranza nasce da questa vicinanza paterna di Dio, ma è ulteriormente rafforzata dai segni di speranza di Maria, nostra Madre. Lourdes, come ogni santuario, è un segno di questa speranza. E con la speranza anche la fiducia è un segno importante nella cura dei malati. Una fiducia che ci chiede un coinvolgimento nelle sofferenze, perché ogni uomo è mio fratello. “L’esperienza della malattia ci fa sentire la nostra vulnerabilità – ricorda il papa nel Messaggio per questa Giornata del malato – e, nel contempo, il bisogno innato dell’altro”. E l’altro è Dio, che nella fede da senso e significato alla nostra esistenza; e ogni persona, che cammina con noi nella storia di ogni giorno. Nella malattia noi scopriamo ancora di più questo bisogno di Dio e degli altri. Dio c’è per ciascuno di noi. E gli altri, spesso, ci sostengono nel dolore e nella malattia con la loro professionalità e gratuità. Papa Francesco ricorda la schiera di “operatori sanitari, volontari, lavoratori e lavoratrici, sacerdoti, religiosi e religiose, che con professionalità, abnegazione, senso di responsabilità e amore per il prossimo hanno aiutato, curato, confortato e servito tanti malati e i loro familiari”. Ogni persona, soprattutto se malate, grazie alla cura, si sente parte di una sola famiglia umana.

Ogni attenzione e vicinanza agli altri è il segno di una fede che vive della carità. Il racconto delle nozze di Cana che abbiamo ascoltato è un esempio. Maria si rende vicina al bisogno di una coppia di sposi e ottiene dal Signore il dono del vino per continuare la festa. Ogni dono, anche il dono della salute nasce dalla prossimità, dalla vicinanza ai malati. “la vicinanza, infatti, è un balsamo prezioso” – scrive papa Francesco. E dobbiamo vivere “questa vicinanza, oltre che personalmente, in forma comunitaria: infatti l’amore fraterno in Cristo genera una comunità capace di guarigione, che non abbandona nessuno, che include e accoglie soprattutto i più fragili”. Il beato Giovanni Tavelli da Tossignano, Vescovo di Ferrara e le cui virtù ora sono riconosciute da tutta la Chiesa, aveva capito l’importanza di questa dimensione comunitaria della cura e per questo fondò il primo Ospedale nella nostra città, come un segno concreto della prossimità ai malati e della cura dei sofferenti. Prossimità e cura camminano insieme. Non si cura a distanza, ma solo vicini. E “questa relazione con la persona malata trova una fonte inesauribile di motivazione e di forza nella carità di Cristo, come dimostra – scrive Papa Francesco – la millenaria testimonianza di uomini e donne che si sono santificati nel servire gli infermi”. Anche Maria a Cana, a Lourdes come in ogni santuario ci insegna a credere nella carità di Cristo.

Cari fratelli e sorelle, in questo giorno in cui ricordiamo la Vergine e Madre Maria apparsa alla grotta di Lourdes affidiamo a Lei tutte le persone malate, gli operatori sanitari e coloro che sono vicini ai malati, in questo come in ogni Ospedale e casa di cura e della salute della nostra città e del territorio ferrarese. Il Signore, grazie anche alla forza di questa testimonianza di carità, ci accompagni in questo tempo di sofferenza, privazione e disorientamento con la sua paterna benedizione, perché non perdiamo la speranza. Così sia.

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