• Redazione

Gesù Bambino, cuore del presepe: omelia di mons. Perego 

Comacchio, 24 dicembre 2019

S.E. Mons. Gian Carlo Perego Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Cari ragazzi, cari genitori, come ogni anno ci ritroviamo tutti attorno a Gesù Bambino, il protagonista del Presepe. Il Papa, quest’anno, ci ha regalato una bella lettera sul Presepe, in cui ci ricorda anzitutto che “il cuore del presepe comincia a palpitare quando, a Natale, vi deponiamo la statuina di Gesù Bambino. Dio si presenta così, in un bambino, per farsi accogliere tra le nostre braccia. Nella debolezza e nella fragilità nasconde la sua potenza che tutto crea e trasforma. Sembra impossibile, eppure è così: in Gesù, Dio è stato bambino e in questa condizione ha voluto rivelare la grandezza del suo amore, che si manifesta in un sorriso e nel tendere le sue mani verso chiunque” (n.8). E attorno al presepe ci sono gli incontri con il Bambino Gesù che interessano le persone e le cose. Maria e Giuseppe, la sua famiglia, che sono i primi a contemplare, anche se lontano da casa, il volto del Bambino Gesù. Maria e Giuseppe ci ricordano i genitori, i padri e le madri, lo sguardo attento alla vita che nasce e che cresce. I pastori, che con semplicità arrivano per primi davanti a Gesù e sono “i primi testimoni dell’essenziale, cioè della salvezza che viene donata” (n.5): le persone povere e umili sono le prime che si accorgono della presenza del Signore. Con i pastori nel nostro Presepe mettiamo le persone che lavorano, che pregano, che giocano: a ricordarci che il Bambino Gesù è il Salvatore di tutti, di tutti noi: dei bambini che nascono, dei giovani, degli adulti, degli studenti e dei lavoratori, dei piccoli e degli anziani.

All’Epifania nel Presepe metteremo i re Magi, a indicare che tutto il mondo si accorge del Bambino Gesù che nasce, che Gesù incontra tutti. Con i loro doni i Magi ci ricordano chi è il Bambino Gesù: è Dio fatto uomo, il Signore della storia. L’incenso ricorda la sua divinità, la mirra la sua umanità, l’oro la sua regalità. La salvezza che Gesù Bambino viene a portare riguarda anche il creato: il buio della notte viene illuminato dalla stella, le nostre paure si trasformano in gioia, il nostro peccato riceve la grazia. Tutto si converte: il cielo e la terra, le persone. Non dimentichiamo l’insegnamento del Presepe, ma ogni anno, realizzandolo nelle case, sotto i ponti, nelle piazze ricordiamoci che è il racconto della salvezza. Baciando oggi il Gesù Bambino e ponendolo nel presepe ricordiamoci che Lui per noi è la Vita, la nostra salvezza, la nostra gioia. Buon Natale a tutti.

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