• Redazione

Genitori in cammino. Servire la chiamata del Signore

Basilica di San Francesco, Ferrara, 8 maggio 2022


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari Genitori in cammino, è bello che il vostro incontro e questa celebrazione eucaristica avvenga nella Giornata mondiale delle vocazioni. Infatti, il vostro servizio e la vostra preghiera, nati dal dolore della perdita di un figlio, hanno sempre avuto uno sguardo preferenziale ai seminaristi e il seminario della nostra Chiesa. Servire la chiamata del Signore è stata la risposta al vostro dolore, con un amore filiale nei confronti dei ragazzi e giovani chiamati dal Signore che è stato e continua ad essere un dono prezioso per la nostra Chiesa. Il Risorto ci chiama da dentro le pagine di tante relazioni e situazioni, anche impegnative, interpellando la nostra capacità di amare e di servire la vita per collaborare con lui nel “fare la storia”, come indica il tema della Giornata di quest’anno, tratto da Papa Francesco al n. 116 dell’Enciclica Fratelli tutti.Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio, parola di vita. La pagina evangelica ci ricorda l’importanza dell’ascolto del Signore – “le mie pecore ascoltano la mia voce” - e di seguire le sue parole – “mi seguono”. Questo ascolto e sequela del Signore regalano la vita eterna, il Paradiso. “Non andranno perdute”. Queste parola di speranza, di futuro, di salvezza ci rassicurano, perché ci ricordano che nessuno e nulla andrà perduto. Sono parole di vita, di vita eterna anche per i vostri figli, i nostri familiari, le persone che abbiamo amata. Nulla e nessuno andrà perduto: l’amore e la misericordia di Dio salva e non spreca nulla delle relazioni, degli incontri, degli affetti. Padre e Figlio fanno a cara nel non perdere, nel salvaguardare ogni persona nella sua vita e nella vita eterna. E questa forza dell’amore di Dio deve avere coinvolto anche Paolo e Barnaba, discepoli della seconda ora, protagonisti della pagina degli Atti degli Apostoli. Al centro della pagina che abbiamo ascoltato c’è il richiamo che la Parola di Dio è destinata a tutti, ebrei e pagani, nessuno escluso. Siamo noi che talora ci sentiamo esclusi o ci teniamo lontani dall’amore di Dio, mentre Paolo ci ricorda che nulla – né morte, né malattia, né i poteri forti – ci possono tenere lontano dall’amore di Dio. Ognuno di noi è come una luce per gli altri, ci ricordano ancora le parole di Paolo e Barnaba, ognuno di noi può regalare una parola, un gesto d’amore – anche se interrotto dalla morte – che genera la vita, costruisce futuro. Dappertutto, “sino all’estremità della terra”. E la cattiveria, l’egoismo, l’individualismo non aiutano i Giudei a comprendere questo importante messaggio di amore che Paolo e Barnaba portano loro e iniziano a perseguitarli. La persecuzione da subito caratterizza la vita della Chiesa, come caratterizza la vita della chiesa di ogni tempo fino ad oggi. E nonostante la sofferenza e la persecuzione, la pagina degli Atti ci ricorda come Paolo e Barnaba “erano pieni di gioia e di Spirito Santo”, pieni di gioia e di amore. Gioia e amore sono le strade dell’ identità cristiana, come ci ricorda in un passaggio dell’enciclica Fratelli tutti, Papa Francesco: “se la musica del Vangelo smette di vibrare nelle nostre viscere, avremo perso la gioia che scaturisce dalla compassione, la tenerezza che nasce dalla fiducia, la capacità della riconciliazione che trova la sua fonte nel saperci sempre perdonati-inviati. Se la musica del Vangelo smette di suonare nelle nostre case, nelle nostre piazze, nei luoghi di lavoro, nella politica e nell’economia, avremo spento la melodia che ci provocava a lottare per la dignità di ogni uomo e donna” (F.T. 277). Gioia e amore sono anche le strade della fraternità cristiana. “Il bene, come anche l’amore, la giustizia e la solidarietà, non si raggiungono una volta per sempre; vanno conquistati ogni giorno. Non è possibile accontentarsi di quello che si è già ottenuto nel passato e fermarsi”, scrive ancora Papa Francesco nella Fratelli tutti (F.T. 11). Neppure la sofferenza, la morte ferma la gioia e l’amore cristiano e il sogno di una fraternità descritto anche dall’Apocalisse di Giovanni. Nella pagina che abbiamo riascoltato oggi Giovanni ci ricorda chi vive la tribolazione, come coloro che sono particolarmente amati, di casa con il Signore, che “li guiderà alle fonti delle acque della vita”. Sono parole che alimentano la vostra, la nostra speranza, la virtù che accompagna e non spegne mai la nostra fede e il nostro amore. Cari Genitori in cammino, questo tempo pasquale, nel ricordo della Passione, morte e risurrezione di Gesù, ci rende ancora più vicini i vostri figli, in quella comunione che la speranza rende viva e che la fede e l’amore rendono reale e quotidiana. E chiudo con un passaggio molto bello del Messaggio di Papa Francesco per questa Giornata delle vocazioni: “Nella casa di Nazaret, dice un inno liturgico, c’era una limpida gioia. Era la gioia quotidiana e trasparente della semplicità, la gioia che prova chi custodisce ciò che conta: la vicinanza fedele a Dio e al prossimo. Come sarebbe bello se la stessa atmosfera semplice e radiosa, sobria e speranzosa, permeasse i nostri seminari, i nostri istituti religiosi, le nostre case parrocchiali!” “È la gioia che - con Papa Francesco - auguro a voi, fratelli e sorelle che con generosità avete fatto di Dio il sogno della vita, per servirlo nei fratelli e nelle sorelle che vi sono affidati, attraverso una fedeltà che è già di per sé testimonianza, in un’epoca segnata da scelte passeggere ed emozioni che svaniscono senza lasciare la gioia”.

Post recenti

Mostra tutti

In riferimento a ciò che è accaduto nella parrocchia di Goro, riguardo alla preparazione dei candidati ai sacramenti, e a quanto è stato riportato dalla stampa locale, l'Arcidiocesi di Ferrara-Comacch

Chiesa di Santo Stefano, Ferrara, 7 maggio 2022 S.E. Mons. Gian Carlo Perego Arcivescovo di Ferrara-Comacchio I Santi fanno la storia. La Chiesa è storia di santità, perché è storia di fede, di speran