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Flora Manfrinati, cittadina del mondo

Torino, 16 marzo 2019

S.E. Mons. Gian Carlo Perego Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, carissime Educatrici Apostole, è bello sostare oggi in questo luogo e respirare aria di santità quotidiana, ricordando la Venerabile nostra sorella Flora Manfrinati. In compagnia della Serva di Dio Flora Manfrinati, in questo tempo quaresimale, ci mettiamo anzitutto in ascolto della Parola di Dio. “Beato chi cammina nella legge del Signore, recita il salmo responsoriale. E Mosè – ci ricorda la pagina del Deuteronomio – invita il popolo d’Israele a fidarsi del Signore e a camminare sulle Sue vie, che portano solo al bene: a una terra promessa, a una discendenza, alla longevità, alla supremazia sulle altre nazioni. E le vie del Signore sono le vie dell’amore con tutto il cuore e con tutta l’anima. L’alternativa è ritornare nel deserto della solitudine, dell’abbandono, dell’egoismo. Bene o male, benedizione o maledizione sono le alternative che troviamo sulle strade della nostra vita. Sono alternative che hanno trovato anche i santi. La stessa Flora Manfrinati è stata chiamata nella sua vita a una scelta: disperarsi per il male, la sofferenza, i limiti che l’avevano colpita o affidarsi al Signore e trasformare la sua sofferenza, la sua Croce in grazia, in forza per amare Dio e il prossimo con tutto se stessi? E in questo Flora Manfrinati ha imparato dal Signore che – come ci ricorda la pagina evangelica di Matteo – ha insegnato ai suoi discepoli ad amare il prossimo, anche quando ti è nemico: nel saluto, nelle gioie e nelle tristezze, nelle difficoltà e nelle incomprensioni, nella quotidianità. La perfezione non nasce dalla separazione, ma dall’incontro, dal dialogo, dal confronto, dal perdono che sono le parole nuove dell’alfabeto cristiano che il Signore non solo ci ha insegnato, ma ha praticato sulle strade di Galilea e ha consegnato a sua Madre e ai suoi discepoli. La Venerabile Flora Manfrinati ha camminato sulle strade del Signore, imitando – come ci invita a fare l’apostolo Paolo – Gesù fino alla Croce e Maria sotto la Croce. E Gesù e sua Madre hanno trasfigurato il suo ‘misero corpo mortale’ in un ‘corpo glorioso’, rendendola cittadina del cielo. Questa cittadinanza celeste, nostro destino, passa però attraverso una cittadinanza del mondo, come ci dice la storia di vita di Flora Manfrinati. A 16 anni, mentre era alla finestra di casa a Rottanova una voce le dice: “ecco la tua famiglia: il mondo". Il mondo per Flora non è il male, ma il luogo della testimonianza di fede che deve raggiungere tutto e tutti. Da qui la necessità di un dialogo con il mondo – e in questo Flora anticipa le intuizioni del Concilio Vaticano II – nella consapevolezza che la Chiesa ha da dare molto al mondo, ma anche il mondo ha molto da dare alla Chiesa. Il cristiano è chiamato a rispondere alle sfide di oggi come ‘cittadino del mondo’ - ci ricordano i documenti conciliari Gaudium et spes (n. 43) e Apostolicam actuositatem (n. 16) – proprio come è stata capace di fare la venerabile Flora Manfrinati, lasciandoci guidare dal Magistero che interpreta e attualizza la Parola. E lo stile del cristiano cittadino del mondo è lo stile delle Beatitudini evangeliche. Lo strumento per accompagnare alla nuova consapevolezza del mondo è l’educazione, a cui Flora Manfrinati, autodidatta, ha guardato nella sua stagione torinese. L’educazione, infatti, come ha detto recentemente Papa Francesco, aiuta a costruire il futuro “nel quale la dignità della persona e la fraternità universale sono le risorse globali a cui ogni cittadino del mondo possa attingere” (Discorso ai membri della Fondazione Gravissimum educationis, 25 giugno 2018). Sono parole di oggi, del Papa di oggi, che, però, illuminano il carisma di una giovane donna a Torino, quasi un secolo fa. Lo sguardo al mondo di Flora nasce da una nota fondamentale della Chiesa, la cattolicità: tutti gli uomini sono attesi dallo sguardo materno e universale della Chiesa. Il carattere universale dell’Opera fondata da Flora Manfrinati nasce da questa consapevolezza ecclesiologica, rafforzata anche dallo sguardo di Maria, che diventa familiare nella vita di Flora. Il mondo, poi, è una famiglia e proprio per questo occorre sentire ogni uomo come un fratello. Questo senso della fraternità è molto presente in Flora Manfrinati ed anche in questo prepara il Concilio Vaticano II, dove la fraternità diventa una categoria cristiana fondamentale, che spinge a leggere diversamente l’economia, la cultura, la vita familiare, il rapporto con gli altri, anche di altre religioni. Cari fratelli e sorelle, carissime Educatrici Apostole, il Signore ci accompagni in questo mondo, che è la nostra ‘casa comune’, in un cammino di cittadinanza dove ogni incontro diventa una nuova sfida per la nostra fede e ogni debolezza diventa, con il Signore, la nostra forza, con lo sguardo alla città futura. Come lo è stato per la Venerabile Flora Manfrinati che oggi ricordiamo.

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