• Redazione

Flora Manfrinati: la carità ovunque: omelia di mons. Perego



Torino, 16 settembre 2020


S. E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Care sorelle Educatrici Apostole, è una gioia celebrare con voi oggi l’Eucaristia – “centro dei nostri sguardi e dei nostri affetti” e ricordare Flora Manfrinati. Quest’anno non abbiamo potuto incontrarci a casa di Flora, a Mottatonda, ma anche in questa casa, dove Lei è vissuta, respiriamo la grazia e il dono della sua fede, speranza e carità. Sabato scorso, però, a Iolanda di Savoia, in mezzo alle bonifiche ferraresi, nel mezzo del Delta ho pensato a Lei, alla sua famiglia, alle fatiche e alle sofferenze di chi ha regalato un territorio bonificato.

Oggi facciamo memoria di Papa Cornelio e del Vescovo Cipriano. Sappiamo quanto Flora ha amato e si è sentita in comunione con il Papa e il Vescovo, offrendo la sua vita per la Chiesa e i suoi Pastori. La Parola di Dio di oggi ci fa riascoltare anzitutto alcune parole di Paolo ai Corinti, in cui li invita a “desiderare ardentemente i carismi più grandi”. E tra i carismi più grandi l’apostolo ricorda la carità, regalandoci i suoi caratteri in un inno tra i più belli del Nuovo Testamento. Flora è stata una donna di carità. La sua venuta a Torino, in periferia è diventata occasione per essere vicina alle famiglie durante la guerra e alle famiglie degli operai emigrati per una carità che ha al centro l’educazione. “Educare alla vita buona del Vangelo”, che è stato l’impegno a cui ci hanno guidato i Vescovi italiani in questo decennio che si chiude, è stato l’impegno prioritario di Flora. Una carità educativa che ha avuto i caratteri che Paolo ci ha ricordato oggi nel brano della lettera i Corinti: Flora è stata benevola, perché ha ricercato il bene di ogni persona che ha incontrato; non si è vantata dei doni ricevuti, né è stata invidiosa degli altri, lavorando sempre nell’ombra, come amava dire, “senza lasciarsi esaltare”. Una carità, quella di Flora, sempre rispettosa delle persone, comprensiva, alla ricerca della verità, anche a costo di subire il male. Una carità quotidiana e continua è stata quella di Flora, perché diceva che “le anime innamorate di Dio si sbrigano oggi, non aspettano il domani”. Una carità che ha avvolto tutto: il dono delle cose, della sofferenza, della vita: “il mio campo di battaglia è ovunque, la mia bandiera è la Croce”, ripeteva. Papa Francesco ha ribadito, nell’esortazione Gaudete et exsultate quanto aveva scritto in una catechesi papa Benedetto: “la santità non è altro che la carità pienamente vissuta” (G.E. 21). In mezzo a una marea di precetti – ricorda ancora Papa Francesco, Gesù ci ha insegnato a riconoscere due volti: quello del Padre e quello del fratello (cfr. G.E. 60). Flora ha compreso a fondo queste parole, che la vita cristiana è relazione con Dio e i fratelli, nello stile di Gesù, con la purezza del cuore che aiuta a vedere in profondità le cose e le persone, assumendo i suoi sentimenti, le sue sofferenze. La carità prepara la vita eterna, l’incontro con il Signore “faccia a faccia” – come ci ricorda ancora l’apostolo Paolo - a noi e al nostro prossimo, come diceva Flora: “la carità va fatta fino in fondo, ed è fare la maggior carità al prossimo il risparmiargli un giorno di Purgatorio”.

Oltre che la carità anche la testimonianza di fede di Flora è stata esemplare ed è cresciuta negli anni, nella logica che sempre l’apostolo Paolo ci ricorda di una fede che cresce nella storia, con l’età, sempre alla ricerca.

Ora Flora contempla in maniera perfetta – sempre usando le parole dell’apostolo – colui che ha desiderato sempre. A faccia a faccia con Lui, il Dio della storia, Flora contempla il volto non solo sofferente, ma glorificato del Cristo; incontra Maria, la Vergine e Madre; veglia su ciascuno di noi. Su noi di questa generazione - per usare le parole del Vangelo di Luca – che rischiamo di non saper leggere ‘i segni dei tempi’, di non essere sapienti, di rincorrere gli eventi più con una logica umana che di fede.

Care sorelle, guardando alla vita di Flora possiamo fare nostre le parole di Papa Francesco in un passaggio dell’esortazione Gaudete et exsultate: “Lasciamoci stimolare dai segni di santità che il Signore ci presenta attraverso i più umili membri di quel popolo che partecipa pure dell’ufficio profetico di Cristo col diffondere dovunque la viva testimonianza di Lui, soprattutto per mezzo di una vita di fede e di carità” (G.E. 8). E con Flora preghiamo Maria come nostra Signora universale, perché protegga il Papa e il mondo in questo momento non facile di sofferenze, per una pandemia che ci ha travolto e sconvolto, e in questo tempo di cambiamento di un’epoca. E preghiamo: sotto la tua protezione veniamo a rifugiarci Santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.


Post recenti

Mostra tutti

La Voce di Ferrara-Comacchio è il settimanale dell'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio
Redazione: Via Boccacanale di Santo Stefano 24/26 - Ferrara - Tel. 0532/240762 Fax 0532/240698
Proprietà dell'Opera Archidiocesana per la Preservazione della Fede e della Religione
Reg. Tribunale di Ferrara n. 66 del 27-09-1956