• Redazione

Festa di S. Caterina: “L’autorità della S. Scrittura": omelia di mons. Perego

Monastero del Corpus Domini, 9 marzo 2020

S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Care sorelle Clarisse, come ogni anno siamo riuniti per fare memoria e chiedere l’intercessione della Santa Caterina Vegri, che visse per trent’anni in questo monastero.

Ricordare un santo, un beato significa riconoscere che la strada delle beatitudini porta a Dio, riconoscerlo come un Padre, ma anche aiuta a incontrare i fratelli; prepara alla vita eterna, ma anche aiuta a riconoscere le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce, soprattutto dei più poveri, in questa nostra vita. Ricordare i santi significa saper riconoscere ‘i segni dei tempi’, i segni con cui Dio ci accompagna a Lui in questa vita. La santità non ci distrae, non ci porta fuori strada, ma ci immette sulla strada del bene. Leggendo l’operetta spirituale di S. Caterina “Le sette armi spirituali”– che sono la diligenza; la diffidenza verso le proprie forze; confidare in Dio; non dimenticare mai la passione di Gesù Cristo; non dimenticare mai la propria morte; non dimenticare mai la gloria di Dio; non dimenticare mai l'autorità della Santa Scrittura – riconosciamo come le parole e gli scritti, la vita dei santi illuminino ogni stagione della vita della Chiesa e ogni cammino spirituale.

Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio, una delle armi spirituali secondo S. Caterina. Senza ascolto della Parola di Dio, infatti, camminano i nostri pensieri e le nostre parole, il nostro silenzio non si riempie, ma rimane vuoto, la nostra vita si deforma e non si trasforma a immagine e somiglianza di Dio. Il Cantico dei Cantici ci ricorda che l’amore trasforma, la condivisione arricchisce: il monastero vive sulla condivisione, sulla comunione, sulla fraternità, accompagna alla contemplazione della Trinità, come ricordava S. Agostino: “Vedi la Trinità, se vedi l’amore” (De Trinitate, 8,8,12).

Questo amore, questa passione per Dio e per i fratelli ha guidato la vita di S. Caterina, vincendo la diffidenza, scegliendo la povertà e l’obbedienza, la castità come luoghi per testimoniare quotidianamente l’amore a Dio e al prossimo. Come Marta, S. Caterina ha servito il Signore, le sorelle, “con diligenza”, condividendo la passione di Cristo, lasciando anche Ferrara per Bologna; come Maria S. Caterina si è messa in ascolto della Parola del Signore, ritrovando in questo ascolto ‘la parte migliore’.

Le parole evangeliche non mettono in contrapposizione l’azione e la contemplazione, ma ricordano e sottolineano come senza l’ascolto della Parola, la grazia, anche le nostre azioni, le nostre scelte rischiano di essere viziate dall’affanno e dal peccato. Questa scelta preferenziale per la Parola, questa condivisione della Passione del Signore ha trasformato il cuore, la vita di S. Caterina, facendo “risplendere la conoscenza della gloria di Dio” – come ci ricorda Paolo nella pagina della lettera ai Corinzi che abbiamo ascoltato. Nella sua vita S. Caterina ha raccolto il tesoro della grazia, custodendolo con la consapevolezza di essere fragile come un “vaso di creta’’, non scoraggiandosi di fronte alle prove, alle umiliazioni, ai disagi, ma soprattutto contemplando come la grazia del Signore la stava trasformando di giorno in giorno, grazia su grazia, e la stava preparando all’incontro con Lui.

Care sorelle Clarisse, mettiamoci alla scuola di S. Caterina, valorizzando le armi spirituali che ci ha donato. Il cammino quaresimale, seguendo anche le parole di S. Caterina, porti il nostro sguardo sulla Passione di Cristo, così da vivere con gli occhi della fede questo tempo di privazione e di sofferenza, e sentire più intensamente la pace della Pasqua. Il Signore ci benedica e protegga, grazie all’intercessione di S. Caterina Vegri. Così sia.

Post recenti

Mostra tutti

La Voce di Ferrara-Comacchio è il settimanale dell'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio
Redazione: Via Boccacanale di Santo Stefano 24/26 - Ferrara - Tel. 0532/240762 Fax 0532/240698
Proprietà dell'Opera Archidiocesana per la Preservazione della Fede e della Religione
Reg. Tribunale di Ferrara n. 66 del 27-09-1956