• Redazione

Due giorni di incontro comunitario con la Buona Novella




L'11 e il 12 luglio a Pontelagoscuro si è svolto il weekend biblico organizzato dall'Azione Cattolica diocesana, relatore don Paolo Mascilongo: tre testimonianze

Il weekend biblico di Azione Cattolica quest’anno ha avuto luogo a Pontelagoscuro, sabato 11 e domenica 12 luglio. Attraverso la guida di Don Paolo Mascilongo siamo stati in ascolto del Vangelo di Marco meditando sulla domanda: “Quale buona notizia?”. La prima buona notizia è che il Coronavirus non ha impedito al Settore adulti di Azione Cattolica di organizzare questo weekend biblico. La seconda buona notizia è che hanno partecipato molti amici, alcuni nuovi altri veterani, ma tutti, oltre alla mascherina, hanno portato il desiderio di condivisione, di ascolto, di riflessione, di semplice voglia di stare insieme. La terza buona notizia è che ognuno ha lasciato gli impegni quotidiani, ma soprattutto ha dimenticato l’indifferenza alla spiritualità immergendosi nella rilettura della Parola. Non un ascolto passivo: Don Paolo Mascilongo è un’ottima guida che ha suggerito nuove chiavi di lettura alla riflessione, ma le numerose domande hanno sottolineato la voglia di mettersi in gioco, di aumentare il desiderio di non farsi scivolare la vita ma di rileggerla alla luce del Vangelo. Domande che non sempre hanno avuto una risposta perché le riflessioni nascono da un vissuto, dall’incontro personale con il Vangelo, il cammino prosegue ogni giorno. I Vangeli sono racconti e tutto quello che Gesù ci ha insegnato è inserito in un contesto narrativo. La sfida è rileggere il Vangelo per creare l’incontro, quello che gli autori hanno voluto far sorgere con i lettori di ogni tempo. Allora la fatica dei discepoli di comprendere Gesù è la nostra fatica. La necessità di non dare tutto per scontato per intuire l’importanza del percorso, passo dopo passo, arrivando al discernimento che ci porta la rivelazione del Mistero. La narrazione del Vangelo di Marco continua focalizzando i personaggi minori, molto significativi nel racconto, i più immediati nel capire Gesù mostrandoci di volta in volta un modo diverso di stare con lui. I personaggi sono minori non per importanza ma per il tempo minore inserito nella narrazione. Un ruolo determinante viene rivestito dalle donne, sempre presenti nella vita di Gesù, in ogni momento al suo seguito. Donne che dalla Galilea continuano il cammino al suo fianco rimanendogli accanto anche nei momenti più difficili, non spariscono, non fuggono. Le donne hanno sempre un ruolo decisivo, la loro presenza e la loro fede assumono una grande importanza, fino a garantire il collegamento tra la morte e la resurrezione di Cristo. La perseveranza dei discepoli e la fede immediata dei personaggi minori ci fanno toccare la concretezza della nostra fede, svelandoci la ricchezza nella diversità. Non può mancare nella narrazione la figura degli avversari di Gesù, sempre pronti a criticare, a denigrare, a diffondere incertezza, smarrimento, confusione. Eppure anche loro sono utili nel disvelamento, aiutandoci ad imparare a non arrenderci mai, anche davanti alle difficoltà, agli imprevisti che possono travolgere la nostra vita, lasciandoci con il fiato corto, sospesi nella necessità di ossigeno. La buona notizia è che malgrado i tempi, le difficoltà non ci debbono fermare, perché anche se il cammino è in salita, Gesù ci incontra lungo la via e si prende cura di noi, non abbandonandoci, non lasciandoci mai soli. Basta farlo entrare nella nostra vita! Malgrado il distanziamento dettato dalle norme di sicurezza, la nostra comunità si è sentita viva, si è seduta alla mensa dimenticando la paura di faticare, di annunciare, di sedersi al fianco di chi ha deciso di esserci. Non sono mancate le risate, il pranzo, il bombolone e la magnifica tombola che grazie a Bernardetta Forini ci ha fatto rivivere la storia di Azione Cattolica nella Diocesi di Ferrara-Comacchio, i suoi protagoniste i luoghi che abitano la nostra realtà, alimentata dai valori che da sempre la caratterizzano. Un altro momento emozionante è stato il discorso di apertura di Nicola Martucci, il Presidente diocesano da poco nominato; il suo entusiasmo sono indice per rafforzare il cammino, per dimenticare il “si è sempre fatto così”, per stringere la cordata … in fondo anche in pianura si può superare qualsiasi tempesta… persino il temporale che ci ha sorpreso al termine dei vespri.

Cristina Cerveglieri



Metti insieme un gruppo di persone, di amici, che vengono da diverse esperienze e diversi luoghi della diocesi, in un luglio nemmeno troppo caldo e con una bella tempesta estiva, aggiungici molta voglia di stare insieme, anche se mascherati, e l’accoglienza del Centro sociale "Il Quadrifoglio" di Pontelagoscuro che con cappellacci di zucca e lasagne ha tenuto alto il livello di glucosio. Questo è solo il contorno di quello che è stato il weekend biblico tenuto l’11 e 12 luglio scorso. Al centro la Parola, che ancora oggi attira a sé con grande forza: don Paolo Mascilongo con la sua lunga esperienza di insegnante e soprattutto di studioso e ricercatore biblico, ci ha condotto sapientemente, attraverso quattro relazioni, alla scoperta del Vangelo di Marco. Nonostante l’attenzione potesse venire meno a causa della stanchezza dovuta alla vita di tutti i giorni, è stato per tutti molto illuminante scoprire la struttura narrativa del Vangelo e i personaggi che si relazionano a Gesù: dai primi discepoli a tutti i personaggi minori che si incontrano nella storia, un’umanità che rappresenta ancora oggi in maniera strabiliante la nostra vita, fatta di bisogni, di paure, di slanci e di cadute. Il Vangelo comincia con l’affermazione che Gesù è il Cristo e il Figlio di Dio, ma sono necessari i primi otto capitoli per condurre i discepoli alla scoperta della sua identità, “e voi chi dite che io sia?”. Otto capitoli in cui i discepoli stanno con Gesù e lo seguono nonostante non capiscano e vengano spesso ripresi da Gesù: “non avete ancora fede?”. Questo per mostrare al lettore come il percorso sia faticoso e non sempre chiaro, ma che ne vale la pena. Proprio a questo punto della storia, nel momento in cui i discepoli colgono la vera identità di Gesù e sembrano quindi essere “arrivati”, come in un vero e proprio colpo di scena, si apre una nuova rivelazione assolutamente inaspettata: il figlio di Dio dovrà soffrire e sarà ucciso in croce. E Marco conduce il lettore, nei successivi otto capitoli, in questo nuovo cammino da Cesarea di Filippo verso Gerusalemme in un racconto che diventa mano a mano più esplicito fino ad arrivare alla Passione e alla Resurrezione di Gesù. Quale buona notizia allora per noi? Provo a rispondere personalmente: la nostra vita è un cammino, fatto di alti e bassi, di momenti di luce e di momenti bui, momenti in cui ci sembra tutto chiaro e momenti in cui ci sembra di essere ad un punto morto e siamo disorientati. Ma possiamo ricordare la storia dei discepoli e scegliere di stare comunque con Gesù, perché lui può prendersi cura di noi e ci può condurre con pazienza verso il cammino della fede. Che, se parliamo di fede profonda che coinvolge il nostro cuore e non la nostra testa, non è cosa semplice ma anzi costa fatica e si scontra continuamente con la nostra limitatezza di uomini. Ma nel Vangelo di Marco sono proprio le persone bisognose che vengono “guarite” da Gesù e se anche alla fine della storia i discepoli ancora vengono rimproverati per la loro incredulità e la loro durezza di cuore, poi però “essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano”.

Giovanna Foddis


Il weekend biblico 2020, seppur breve, è stato un momento di riflessione e soprattutto di chiarimento culturale e spirituale, attraverso l'approfondimento del Vangelo secondo Marco. Un'iniziativa che personalmente mi ha coinvolto dal punto di vista formativo. Ma non solo, la cosa fondamentale che mi ha trasmesso questo tipo di incontri è l'importanza di essere gruppo, facendone emergere gli aspetti fondamentali come la condivisione e il confronto. La preparazione e la capacità espositiva del relatore, don Paolo Mascilongo, biblista della diocesi di Piacenza-Bobbio, è stata indubbiamente all'altezza delle mie aspettative. Vorrei che questi particolari momenti di incontro con la Parola possano essere di stimolo alla preghiera. Un approfondimento, una meditazione che si concretizzino in un vero e proprio incontro con Dio.

Jessica Domenicali





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