• Redazione

Don Luigi Orione, padre dei poveri

Copparo, 23 giugno 2022


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, cari confratelli, celebriamo oggi l’Eucaristia nel ricordo di San Luigi Orione, a centocinquanta anni dalla sua nascita, in questa chiesa e comunità che dall’anno Santo del 1950 ha avuto in dono la presenza di una comunità dei nostri fratelli della Piccola Opera della Divina Provvidenza: una presenza di fede, di speranza e di carità, una presenza educativa e missionaria; una presenza originale nelle diverse figure dei Padri che in oltre settant’anni si sono alternati nella vita della parrocchia. Un saluto deferente al Sindaco e a tutte le autorità civili e militari presenti che testimoniano la loro stima e il loro affetto a questa comunità parrocchiale.

Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio, Parola che ha sempre guidato la vita e le scelte di San Luigi Orione. La pagina degli Atti degli Apostoli ricorda le parole dei Paolo sulla sua esperienza di guida nella comunità di Efeso: una presenza di servizio, in umiltà, “tra lacrime e prove”, di vigilanza contro chi insegnava dottrine false, di povertà, di lavoro e di cura dei più deboli. La vita di San Luigi Orione, come quella di Paolo, è stata una vita apostolica, con le stesse caratteristiche: di servizio e di umiltà, che lo ha visto stimato ovunque arrivasse con la sua parola e la sua azione; di povertà che lo ha portato a mettere tutti i suoi beni e i beni ricevuti come un tesoro per la cura dei più poveri e dei sofferenti, degli emigranti, dei disabili, dei lavoratori nelle fabbriche, degli anziani e malati negli istituti e negli ospedali; di lavoro intenso: testimoniato dai suoi scritti, dalle sue parole, i suoi viaggi, le sue molteplici opere. La ricerca della vocazione non è stata facile in Don Orione: prima si è accostato al francescanesimo, entrando nel convento dei minori francescani di Voghera, poi al mondo monastico benedettino e agli eremiti. E’ affascinato dalla figura e dall’opera di Don Bosco, educatore dei giovani, e del Cottolengo, il santo della carità, ma anche dalla musica del suo concittadino Lorenzo Perosi. Non sono mancate anche nella sua vita le prove e le sofferenze, le delusioni superate nella preghiera e con la fiducia della Provvidenza, che lo ha aiutato a coniugare contemplazione e azione. Quella Provvidenza che ha sempre sentito vicina, come volto di Dio Padre, che è Dio accanto all’uomo; quella Provvidenza a cui ha voluto anche affidare la sua Piccola Opera e i suoi figli spirituali, la sua famiglia religiosa. Quella Provvidenza di cui si sentiva servitore dicendo: vorrei vivere come un autentico asino di Dio, come un autentico asino della divina Provvidenza”. La pagina sempre di Paolo, della seconda lettura, ricorda ai Corinti e anche a noi l’importanza di aspirare “ai carismi più grandi”, che contano più delle parole, delle profezie, e che hanno al centro la perfetta carità, che è paziente, compie il bene, è rispettosa, non risponde al male con il male, ricerca la verità. Ma anche si trasforma nelle diverse età della vita fino all’incontro con Dio amore, perché Deus caritas est, Dio è carità. San Luigi Orione è stato un uomo carismatico, uno dei “modelli insigni di carità sociale” – come ha scritto Benedetto XVI nell’enciclica Deus caritas est (n.40), “un servo di Cristo e dei poveri”, come ha detto Papa Francesco, che ha saputo offrire in tutta la sua vita una straordinaria testimonianza di carità, con una fantasia che nasceva dall’Eucaristia, contemplata e partecipata, dono di vita. Scriveva don Orione a un sacerdote: “Tante soluzioni vengono all’altare, tante decisioni fioriscono dall’altare… noi siamo tenebra. Ma Gesù è la luce, è la soluzione di tutto”. Da qui anche l’invito alla Comunione frequente, anche quotidiana. Diceva don Orione a un compagno: “Schiva i tiepidi che vanno alla comunione due o tre volte la settimana al massimo, e sono sempre pronti a blaterare sul tale e su tal altro… Sai dove cercare le tue consolazioni. Nella frequente Comunione, nel ricevere Gesù ogni giorno”. Nel dono dell’Eucaristia anche noi come don Orione possiamo ritrovare “il culmine e la fonte della vita cristiana” (S.C. 10). La pagina evangelica di Matteo ci ha fatto rileggere la chiamata degli apostoli da parte di Gesù e l’invito ad andare e a predicare, soprattutto ai più lontani il Regno dei cieli, con i gesti di cura, di guarigione, di liberazione dal male. Gratuitamente, nella povertà. L’Eucaristia, l’incontro con il Signore realmente presente, vicino, ci accompagna nel nostro cammino, come ha fatto con l’apostolo don Orione, coniugando il dono del pane eucaristico con il dono del pane ai più poveri. L’evangelizzazione dei poveri, la scelta preferenziale dei poveri di don Orione, note dominanti della sua vita, sono nate da questa relazione quotidiana con il Signore e lo hanno reso, come amava definirsi “Un povero mandato ai poveri più poveri”, “un padre dei poveri”: tra i terremotati di Messina (1908) e della Marsica (1915), nei viaggi attraverso tutta l’Italia e in Sud America, negli ultimi anni a Genova, Tortona e Milano, dove incontrava interminabili file di gente afflitta, disagiata, disperata.

Cari fratelli e sorelle, la testimonianza cristiana e di santità di don Orione ci accompagni nel nostro cammino di vita cristiana, perché sia un cammino di santità nel quotidiano e nel cammino sinodale della nostra Chiesa, imparando da lui a coniugare contemplazione e azione, ascolto e dialogo, carità per i più poveri e consolazione per gli afflitti. Ci accompagni Maria, venerata da don Orione sotto il titolo di “Aiuto dei cristiani”, l’Ausiliatrice, e i Santi Pietro e Paolo, vostri patroni. Così sia.

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