• Redazione

Don Luigi Corradin e la scelta preferenziale dei poveri: omelia di mons. Perego

Comacchio, 23 settembre 2021


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, cari confratelli, la celebrazione eucaristica di questa sera vuole ricordare e affidare al Signore, Dio di misericordia, il nostro confratello don Luigi Corradin, canonico di questo Duomo di Comacchio, nel trigesimo della sua morte. E’ bello che questo ricordo di don Luigi cada nel giorno della memoria di Padre Pio da Pietralcina, perché ciò che unisce don Luigi e San Pio è stato un amore e una cura per i poveri e i malati. Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio. La pagina del profeta Aggeo è un forte invito al popolo d’Israele a ricostruire la casa del Signore. Il popolo sembra ormai rassegnato, chiuso nelle proprie case, e il profeta ricorda che Dio vuole essere di casa per il popolo. Don Luigi ha amato e curato la sua chiesa, come il luogo dell’ascolto, dell’incontro, del perdono e della pace, della condivisione del pane di vita: come la casa tra le case, il luogo che raduna il popolo di Dio. Ha trascurato piuttosto la sua casa, ma non la sua chiesa, per educare il popolo di Dio a sentire la chiesa come la sua casa. E’ stato bello e indicativo questo amore alla chiesa, luogo e fonte del suo cammino e della sua carità pastorale, che aveva al centro Gesù, che come abbiamo ascoltato dal vangelo, Erode non riusciva a riconoscere come il Messia. I potenti, i ricchi spesso non sanno riconoscere il Signore. Lo riconoscono invece i poveri. Per questo don Luigi ha fatto la scelta preferenziale dei poveri: delle famiglie povere, segnate dal disagio di un figlio; dei malati, dei tossicodipendenti, dei bisognosi. Per loro è vissuto, a loro ha lasciato tutto. E questa scelta preferenziale per i poveri che don Luigi ha vissuto nel suo ministero è la stessa che Papa Francesco indica a noi, come un segno del cammino di riforma della Chiesa. Questa opzione preferenziale è stata riaffermata da Papa Francesco nell’esortazione Evangelii Gaudium, sulla base delle Costituzioni conciliari Lumen Gentium (n. 8) e Gaudium et spes (n. 1): “Occorre affermare senza giri di parole che esiste un vincolo inseparabile tra la nostra fede e i poveri. Non lasciamoli mai soli” (E.G. 48). E all’inclusione sociale dei poveri Papa Francesco dedica diversi paragrafi della stessa Esortazione (nn. 186-199), con preziose indicazioni: “Ogni cristiano e ogni comunità sono chiamati ad essere strumenti di Dio per la liberazione e la promozione dei poveri, in modo che essi possano integrarsi pienamente nella società; questo suppone che siamo docili e attenti ad ascoltare il grido del povero e soccorrerlo” (E.G. 187). Casa, lavoro, scuola e salute sono da sempre i beni di cui garantire l’accessibilità a tutti, soprattutto ai più poveri, seguendo criteri non esclusivi. Anche San Giovanni Paolo II e Papa Benedetto XVI avevano sottolineato questa scelta preferenziale come legata alla nostra fede - ricorda sempre Papa Francesco: “la Chiesa ha fatto una opzione per i poveri intesa come una “forma speciale di primazia nell’esercizio della carità cristiana, della quale dà testimonianza tutta la tradizione della Chiesa” (S. Giovanni Paolo II). Questa opzione - insegnava Benedetto XVI - “è implicita nella fede cristologica in quel Dio che si è fatto povero per noi, per arricchirci mediante la sua povertà” (E.G. 198).

L’evangelica opzione preferenziale per i poveri ha reso don Luigi attento alla tutela dei più poveri e dei più deboli, coniugando carità e giustizia, rifiutando con forza ogni esclusione e prevaricazione: la stessa opzione preferenziale è chiesta a noi, presbiteri e laici, per rendere questa chiesa una casa comune. Cari fratelli e sorelle, cari confratelli, il Signore, che ha accolto nella sua casa don Luigi, servo buono e fedele, amico dei poveri, renda ciascuno di noi e la nostra Chiesa capace di questo cammino sinodale e conciliare di condivisione delle gioie e delle sofferenze, delle tristezze e angosce degli uomini e delle donne, soprattutto dei poveri e dei malati. Ci aiuti l’intercessione presso il Padre nostro, di S. Pio da Pietralcina, il povero francescano che ha fatto grandi cose per i bisognosi e i malati nel corpo e nell’anima.



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