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Don Gian Carlo Abetini e la musica di Dio: omelia di mons. Perego e ricordo di mons. Maschera

Oggi, 22 dicembre, nella chiesa di Pontegradella l'Arcivescovo mons. Gian Carlo Perego ha presieduto la Messa per le esequie di don Giancarlo Abetini (Ferrara, 25 luglio 1935), deceduto lo scorso 17 dicembre.


Don Abetini era ospite presso la Casa di Riposo "Betlem per chi soffre". Ordinato sacerdote a Ferrara il 23 maggio 1959, nel 1960 è stato vicario parrocchiale alla S. Famiglia; dal 1961 al 1963 parroco a Fossadalbero. Dal settembre 1963 al dicembre 2012 era stato parroco di Pontegradella. Fu anche insegnante in Seminario a Ferrara, addetto alla segreteria della Curia arcivescovile dal 1983 al 2012, e segretario dell'Ufficio Catechistico. Notaio di Curia e del Tribunal ecclesiastico, don Abetini per anni, col prof. Semenza, ha seguito la Legio Mariae in giro per tutta la diocesi con la sua Corale "De Vigris".


Di seguito il testo integrale del messaggio letto alla fine delle esequie da mons. Guerrino Maschera, Responsabile del "Betlem" e, di seguito, l'omelia di mons. Perego:

Don Giancarlo Abetini, modello di sacerdote diocesano per la Sua pietà e attività pastorale durante la terza età, morto all'età di 85 anni.

E' entrato al Betlem la prima volta per un periodo di convalescenza in seguito ad un intervento chirurgico, dal 7 giugno 2010 al 16 settembre 2010, per poi essere stabilmente ospitato dal 20 dicembre 2012, a causa delle sue aggravate patologie e della necessità di essere seguito da personale infiermieristico in maniera costante.

Da subito don Giancarlo, con il suo carattere mite, umile e gentile, si è ben inserito nella comunità della Casa Residenza Anziani Betlem, occupando inizialmente il posto di occasionale portinaio, di sacrestano fisso, diventando un vero e proprio punto di riferimento sia per gli ospiti, che trovano in lui conforto ed empatia, sia per i dipendenti ai quali dispensava sempre una parola di incoraggiamento e di ringraziamento.

Spesso veniva chiamato per sostituire sacerdoti, dirigere il coro o suonare l'organo nelle parrocchie vicine. Don Giancarlo ha svolto attività pastorale al Betlem, celebrando oppure concelebrando la S. Messa, udendo le Confessioni e amministrando l'Unzione degli Infermi.

In collaborazione con l'educatrice, don Giancarlo, coltivando la sua grande passione per il canto e la musica organizzava, con appuntamenti a cadenza settimanali, vere e proprie attività di animazione per gli ospiti, aliettandoli e intrattenendoli nelle lunghe giornate all'interno della struttura, formando anche un piccolo coro.

Un'altra grande passione di don Giancarlo era l'astronomia, che riusciva a coltivare pure al Betlem raggiungendo, nelle sere d'estate, un piccolo terrazzino all'ultimo piano della struttura, dove con il suo atlante astronomico poteva osservare le stelle e i pianeti.

Venuti a conoscenza della Sua grande passione per la pesca, durante lavori di ristrutturazione del Betlem, avevamo creato una piccola postazione sul Po di Volano, che scorre dietro la struttura, per poter pescare in tutta sicurezza: mostrava a tutti orgoglioso le oltre 600 foto delle sue prede, che poi regolarmente liberava nel fiume.

Don Giancarlo, schivo, puntuale e sempre sorridente, manca e mancherà a tutta la comunità del Betlem, e tutti ne conserveranno un bellissimo ricordo compresi i parenti dei nostri ospiti, dai quali continuiamo, unitamente a quelli dei suoi parrocchiani, a ricevere messaggi di sentite condoglianze.

Mons. Guerrino Maschera


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Pontegradella, 22 dicembre 2020


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, cari confratelli, anche la nostra Chiesa ha in don Gian Carlo il primo sacerdote vittima del Covid 19, tra i 200 in Italia caduti per questa pandemia che ha seminato morte, sofferenza, paura e incertezza anche nel nostro territorio ferrarese, ma non ha indebolito la speranza che viene dal mistero pasquale. Ci uniamo al dolore dei suoi familiari e dei suoi amici: Don Gian Carlo ci ha lasciato nel tempo in cui ci prepariamo all’Incarnazione, al Natale, la festa della familiarità di Dio con l’uomo. La Parola di Dio che abbiamo ascoltato colloca questa liturgia delle esequie nella novena del Natale, che canta: “alzatevi porte antiche: entra il Re della Gloria”. La pagina del libro di Samuele vede andare Anna e suo figlio Samuele al tempio per affidarlo al Signore. Quante volte don Gian Carlo ha accolto in chiesa mamme e papà, famiglie per il dono della grazia del Signore. Quante volte don Gian Carlo come ogni sacerdote è diventato strumento per donare la grazia e la benedizione del Signore. Natale è accorgersi di questa nascita di un Bambino tra noi che è fonte di ogni ulteriore grazia, di cui il presbitero è custode e dispensatore.

Natale è anche musica, canto, arte che don Gian Carlo ha sempre amato e coltivato, al servizio della Liturgia e dell’educazione dei ragazzi, negli oltre sessant’anni del suo ministero presbiterale. Ordinato sacerdote dall’Arcivescovo Mosconi don Gian Carlo vive la sua prima esperienza nella parrocchia della S. Famiglia, la cui chiesa era stata da poco ricostruita. Dopo due anni è parroco di Fossadalbero, unendo anche l’insegnamento in Seminario e alcuni incarichi in Curia. Nel 1963 diventa parroco di Pontegradella: è qui che spende la sua vita ministeriale per quasi 50 anni, fino al 2012, anno in cui si ritira nella casa di cura diocesana del Betlem. Il ministero presbiterale di don Gian Carlo è stato sempre all’insegna del dono e dell’umiltà, accompagnata da pacatezza e talvolta ironia nel leggere i fatti e le persone. E’ vissuto e morto in povertà. Nella sua vita spirituale don Gian Carlo ha dato un posto importante a Maria, sentendola come Madre di grazie. La sua responsabilità e il suo impegno per molti anni nel Collegamento diocesano mariano e l’assistenza spirituale della Legio Mariae lo hanno portato in tante parrocchie della nostra Arcidiocesi, perché la venerazione a Maria fosse una dimensione importante della vita pastorale. Per questo è significativo che la pagina evangelica in questo giorno ci abbia riproposto il canto del Magnificat di Maria. La preghiera a Dio di Maria è stata spesso la preghiera anche di don Gian Carlo; la fiducia in Dio in Maria è stata anche la fiducia di Don Gian Carlo; l’umiltà di Maria è stata l’umiltà nella vita di don Gian Carlo; il dono della misericordia di Dio cantato da Maria è stato anche cantato e distribuito da don Gian Carlo, suo servo.

Caro don Gian Carlo, purtroppo negli ultimi mesi mi è stato impossibile incontrarti al Betlem, a causa del virus: ti voglio salutare e accompagnare nella casa del Padre da questa chiesa e su questo presbiterio che per tanti anni è stato il luogo di ogni tua celebrazione liturgica: da dove hai accolto alla vita nella fede tanti bambini, hai unito in matrimonio tante coppie, hai dato l’ultimo saluto a tante persone. Ogni parrocchia per un presbitero è il luogo dove cresce e si realizza la sua spiritualità, fatta di incontri e di legami, di gioie e di sofferenze, di fatiche: anche per te la parrocchia è stato il luogo che ha formato la tua vita di fede e il tuo ministero. Non so, caro don Gian Carlo, se in Paradiso potrai portare la tua canna da pesca o il tuo computer con i programmi musicali: so però che il Signore, Padre ricco di misericordia, accoglierà te, servo buono e fedele, pescatore di uomini come gli apostoli, nella sua casa e ti regalerà la pace eterna. Maria, che hai amato e hai fatto amare, ti prenda per mano e ti conduca in Paradiso. Così sia.


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