• Redazione

Don Fernando Mariotti, un cuore sacerdotale originale: omelia di mons. Perego

Santuario di San Luca, Ferrara, 5 novembre 2021


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Rm 6,3-9; Salmo 26 (Il Signore è mia luce e mia salvezza); Mc 15,33-39, 16,1-6


Cari confratelli, cari fratelli e sorelle, il Signore ha chiamato a sé il nostro fratello don Fernando, dopo un lungo ministero di oltre sessant’anni di sacerdozio in questa nostra Chiesa di Ferrara-Comacchio, dove era arrivato con il Vescovo Natale Mosconi, entrambi cremonesi. Dopo i primi passi a Bondeno come vicario parrocchiale, e poi a Porporana e Ponte Rodoni come parroco – parrocchie che gli resteranno sempre care -,don Fernando ha vissuto il suo ministero soprattutto in Curia, con diversi ruoli e in diversi uffici e opere assistenziali e amministrative, oltre che come insegnante di religione, dimostrando una grande disponibilità, unita a un’intelligenza e originalità non comuni, che lo porteranno a iniziare tante attività ed esperienze anche fuori Diocesi. In questa Eucaristia di suffragio, ci uniamo al dolore dei familiari, dei parrocchiani e degli amici nella preghiera e nella consolazione. Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio. La pagina di San Paolo ai Romani ci ricorda che il Battesimo è strada di salvezza, perché in Cristo siamo stati sepolti e in lui siamo risuscitati. L’intimità con il Signore, in forza del Battesimo, è la certezza della nostra salvezza. Don Fernando ha amato il Signore, tanto da desiderare il ministero presbiterale e di servire in tutti i modi la sua Chiesa. Non possiamo nascondere l’originalità del ministero presbiterale di don Fernando, ma neppure negare la sua ricerca appassionata di cose nuove, di nuove esperienze, di nuove relazioni in Diocesi e fuori Diocesi. Don Fernando è stato un amico di tanti, dei ricchi e dei poveri, di tutti. A nessuno negava una parola e un gesto di attenzione, di cura, di affetto. Per tutti c’era oltre le parole, una considerazione. La stupenda chiesa di S. Domenico, di cui don Fernando è stato custode per tanti anni, tanto che la sua chiusura a motivo del terremoto lo aveva fatto molto soffrire, è testimone del suo cuore sacerdotale. Nei miei incontri con lui, caratterizzati da comuni ricordi cremonesi, anche se ormai segnati da una crescente demenza senile, ho sempre ritrovato questa passione, questo amore per il servizio alla Chiesa, questo cuore aperto. Ora la morte di don Fernando lo libera da preoccupazioni e ricordi, ma anche dal peccato, perché “l’uomo vecchio - ci ricorda ancora l’apostolo Paolo – è “crocifisso” con il Signore e, al tempo stesso, in forza della risurrezione di Cristo, è risorto, vive nel Signore. La pagina evangelica ci ripresenta il racconto della morte di Gesù secondo l’evangelista Marco. E’ il racconto della sofferenza, ma anche dell’abbandono al Padre del Figlio di Dio. E’ il racconto della morte di Gesù, segno della sua vera umanità, dell’incarnazione. Quante volte don Fernando, nella settimana di Passione, avrà letto e commentato questo testo ai suoi fedeli. Ora, nella casa del Padre, comprende il senso di questa morte per noi. Come anche vive in prima persona l’incontro con il Risorto, come le donne al sepolcro. Don Fernando ora vive la sua Pasqua di risurrezione.

Caro Don Fernando, non hai mai perso la gioia e la speranza del Vangelo. Oggi, al termine del tuo cammino, che ha avuto fatiche e sofferenze nel suo ultimo tratto, tu oggi contempli il volto del Signore, che hai sempre cercato, amato e servito, con originalità e passione. La tua testimonianza sacerdotale, in parole e opere, è scritta e fissata nel cuore - come incise nella roccia -di tante persone che hai incontrato nei tanti anni del tuo ministero.

Maria, Madre di Dio e Madre della Chiesa, Madonna delle grazie, che hai amato particolarmente e hai sempre sentita vicina al tuo cuore sacerdotale ti prenda per mano e ti accompagni nella casa del Signore, guidandoti nella casa del Padre dove incontrerai san Domenico, il fondatore dell'Ordine dei frati predicatori di cui quest’anno celebriamo l’ottavo centenario della morte, e di cui sei stato servo fedele nell’antica chiesa ferrarese a lui dedicata. Nella casa del Padre, caro don Fernando, ritroverai e gusterai la misericordia di Dio che hai distribuito a piene mani ai tuoi fedeli nel sacramento della Riconciliazione nei numerosi anni del tuo ministero presbiterale. Così sia.

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