• Redazione

Domenica di Pasqua. Cristo risorto, nostra speranza: omelia di mons. Perego



Ferrara, 12 aprile 2020


S. E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Buona Pasqua. Buon inizio di un cammino nuovo di vita cristiana. La luce della Pasqua non è offuscata dalle preoccupazioni e dalle sofferenze del tempo presente. Come Maria di Magdala anche noi e con noi tante persone sono andate al sepolcro in questi giorni in cui si sono moltiplicati i morti. Pietro – nella pagina degli Atti degli apostoli - ci ricorda di essere testimone della vita, della morte di Gesù, ma anche della sua apparizione come Risorto. La risurrezione ha aperto gli occhi di Pietro, come può aprire i nostri occhi per scegliere le cose che valgono di più, “le cose di lassù”, – ci ricorda Paolo - cioè non essere schiavi di ciò che non ci aiuta a guardare in alto, al nostro Creatore, a Dio nostro Padre. Con Pietro e Giovanni - protagonisti del racconto evangelico di Luca - desideriamo anche noi correre al sepolcro e credere nella risurrezione di Gesù, nella Pasqua. Per la Pasqua di quest’anno, invito tutti - anche se costretti a vivere in casa e a rinunciare alla gita fuori porta - a correre al sepolcro per incontrare il Risorto, che apra i nostri occhi a un nuovo inizio, alla speranza. La speranza pasquale desidero anzitutto augurarla ai medici, agli operatori sanitari e ai volontari che nelle scorse settimane hanno dedicato ore ed ore, intelligenza, professionalità, oltre il tempo e il lavoro dovuto, diventando gli angeli che hanno curato, e talora, purtroppo, accompagnato alla morte: ci hanno insegnato che la prossimità e la solidarietà vince la paura e il dolore. Buona Pasqua agli imprenditori, ai commercianti, agli artigiani costretti a chiudere le loro fabbriche, i loro laboratori, i loro negozi, e che alla riapertura saranno chiamati a un supplemento di coraggio, di fatica - nonostante le manovre economiche in atto - per garantire ancora lavoro, servizi; e insieme, un particolare ricordo ai lavoratori e a tutti coloro che purtroppo hanno perso l’impiego a causa del Covid 19. Buona Pasqua ai politici e agli amministratori, alle Forze dell’Ordine (Carabinieri, Polizia, Vigili, Finanzieri…) e alla Protezione civile delle nostre città e dei paesi della provincia di Ferrara, che hanno saputo condividere la fatica, gli orientamenti, le limitazioni, la sicurezza di tutti noi. Buona Pasqua alle famiglie e in esse, agli anziani e ai giovani, ai papà e alle mamme, che non hanno potuto accompagnare in chiesa i loro cari defunti, non hanno potuto visitare in Ospedale i loro malati o gli anziani nelle case di cura, ma hanno potuto sentire ancora di più il valore della famiglia, della casa, degli affetti. Buona Pasqua alle persone sole, perché non si facciano prendere dallo scoramento. A loro va tutta la vicinanza e l’attenzione e la cura pastorale delle nostre parrocchie e delle realtà caritative diocesane. Gli auguri di Buona Pasqua raggiungano i sacerdoti, i diaconi, i consacrati e i fedeli delle nostre parrocchie, dove le chiese sono rimaste aperte, per sentire la presenza del Signore, confessare il nostro peccato, sentirsi a casa, ma dove le celebrazioni eucaristiche sono state per la prima volta vissute senza fedeli, i matrimoni sospesi come anche le esequie: una povertà arricchita dalla preghiera, dall’ascolto della Parola, da una unità e comunione che abbiamo percepito chiaramente, pur nella distanza fisica, perché poggiata sulla presenza dello Spirito Santo che ci apre alla comunione dei Santi, che professiamo ogni domenica nel Credo, la cui vicinanza sperimentiamo concretamente ogni giorno. Buona Pasqua a tutti, nella Speranza.

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