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Dio Padre dà valore ad ogni cosa buona: omelia di mons. Perego

Lidi ferraresi, 19 luglio 2020 (XVI Domenica del Tempo Ordinario)


S.E.Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio

Un cordiale saluti a tutti voi, cari fratelli e sorelle, e una buona vacanza in questo nostro Lido. Il Signore ci accompagna dovunque, nei tempi del lavoro e del riposo, della salute e della malattia, e ci forma con la sua Parola di vita. Una Parola concreta, che educa leggendo la vita della terra e delle persone, usando le immagini a noi più familiari per essere ancora più vicina a ciascuno di noi. Una Parola che non solo cambia la nostra mente, ma soprattutto cambia il nostro cuore. Una Parola che si ripete, ma rinnova sempre la sua forza, rimane sempre attuale, contemporanea.

La pagina del libro della Sapienza ci ricorda che Dio non solo ha creato tutte le cose, ma le cura con amore, così come cura con amore e giustizia tutti, nonostante l’insofferenza e l’insolenza dell’uomo, regalando anche il perdono nonostante l’uomo sia incapace di amare. E’ bella questa immagine di un Dio che accompagna, cura, perdona che la pagina del libro della Sapienza ci offre oggi. E’ l’immagine di un Dio che da una parte lascia libero l’uomo e dall’altra lo perdona nei suoi errori. E’ la stessa immagine che emerge da un’altra parabola del seminatore che ci ripropone oggi la pagina del Vangelo di Matteo. Se domenica scorsa la parabola del seminatore sottolineava la responsabilità dell’uomo nell’accoglienza del seme, che è la Parola del Signore, la parabola del seminatore di oggi ci ricorda come bene e male camminino insieme, ma il Signore alla fine saprà distinguere e giudicare ogni azione e chi avrà fatto del male vivendo nella falsità, nella corruzione sarà condannato, chi ha fatto del bene sarà accolto nella casa del Padre. In ognuno di noi c’è la possibilità di fare il bene e di fare il male: sta a noi decidere. Chi fa il male non ha futuro, anche se potrebbe avere un presente pieno di successi. Al tempo stesso, anche ciò che sembra un’azione buona, anche piccola, di poco valore, come il granello di senape o il lievito, sarà considerata come una cosa grande al termine della vita: perché ognuna di queste cose prepara il Regno di Dio. Le parabole di Gesù e la loro spiegazione accompagnano il cammino e l’apostolato di Gesù, ma come hanno educato gli ascoltatori e i discepoli di ieri, educano gli ascoltatori e i discepoli di oggi, invitando alla vigilanza e alla speranza nelle scelte della vita. All’inizio dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, Papa Francesco ci ricorda il rischio di non scegliere di scegliere il male: “Il grande rischio del mondo attuale, con la sua molteplice ed opprimente offerta di consumo, è una tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata. Quando la vita interiore si chiude nei propri interessi non vi è più spazio per gli altri, non entrano più i poveri, non si ascolta più la voce di Dio, non si gode più della dolce gioia del suo amore, non palpita l’entusiasmo di fare il bene. Anche i credenti corrono questo rischio – ricorda il Papa - certo e permanente. Molti vi cadono e si trasformano in persone risentite, scontente, senza vita. Questa non è la scelta di una vita degna e piena, questo non è il desiderio di Dio per noi, questa non è la vita nello Spirito che sgorga dal cuore di Cristo risorto” (E.G. 2). Dobbiamo vigilare, perché la nostra vita non si arrenda al male, ai nostri limiti, alle sofferenze che abbiamo toccato con le nostre mani in questi tempi di pandemia, alle nostre frustrazioni, ma confidare nella presenza continua di Dio. Se è vero – come ci ha ricordato Papa Francesco – che “il mondo è malato” è vero anche che può essere guarito.

Il Signore, infatti, non ci lascia soli nelle scelte, ma ci ha donato “lo Spirito in aiuto alla nostra debolezza” – ci ricorda oggi l’apostolo Paolo nella pagina ai Romani. Lo Spirito comprende la nostra volontà di fare il bene, “scruta il nostro cuore”, sostiene la nostra preghiera, così che se viviamo in grazia di Dio possiamo rispondere alla chiamata al bene.

Cari fratelli e sorelle, lo Spirito infonde anche fiducia, nonostante viviamo ancora tempi di paura e di incertezza, un’aria di insicurezza che si respira ovunque, anche in questi lidi e ai nostri giorni. “Uno sguardo di fede sulla realtà non può dimenticare di riconoscere ciò che semina lo Spirito Santo – ci ricorda sempre papa Francesco nell’ Evangelii Gaudium. Significherebbe non avere fiducia nella sua azione libera e generosa pensare che non ci sono autentici valori cristiani là dove una gran parte della popolazione ha ricevuto il Battesimo ed esprime la sua fede e la sua solidarietà fraterna in molteplici modi” (E.G. 68). Il Signore ci accompagni nell’ascolto della Parola e nelle scelte di ogni giorno, con fiducia e responsabilità. Così sia.

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