• Redazione

Da Battezzati per il creato: omelia di mons. Perego

XXIII Domenica del Tempo per Annum


Abbazia di Pomposa, 4 settembre 2021


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, cari confratelli, la nostra celebrazione eucaristica domenicale oggi, a Pomposa, in questa terra e basilica del Delta, cade nella Giornata per la custodia del creato, la nostra casa comune oggi ferita dal degrado socio-ambientale che si intreccia con la pandemia che stiamo vivendo. Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio, la Parola che guida i nostri passi in questa situazione di cambiamento e di conversione ecologica. Nella prima lettura il profeta Isaia si rivolge anche a noi, come agli israeliti: “Coraggio, non temete”. Il profeta ci aiuta ad andare oltre i limiti dell’esistenza, oltre le fatiche anche di una pandemia ancora presente, oltre le sofferenze, oltre il degrado e i cambiamenti climatici per vivere la speranza cristiana che rende nuove e belle tutte le cose. E’ questa speranza, con cui il profeta Isaia riesce a vedere il deserto rifiorito, la terra bruciata irrorata, che ci fa non indugiare e a guardare a “una transizione ecologica che arrivi a modificare alcuni presupposti del nostro modello di sviluppo” – come si legge nel documento preparatorio alla prossima Settimana sociale di Taranto. Una transizione ecologica che tiene in considerazione i paesi più poveri – amando e accompagnando soprattutto i “più poveri agli occhi del mondo”, come ci ricorda l’apostolo Giacomo oggi.

Guidati dal Vangelo ci mettiamo al seguito di Gesù in cammino verso il mare di Galilea. E in riva al mare Gesù incontra un sordomuto e gli ridona la parola e l’udito. Il gesto e le parole di Gesù, “Effata”, “Apriti” sono diventate le parole che accompagnano un passaggio del nostro Battesimo, che ci dona una vita nuova, inaugura una nuova storia di libertà e di perdono, ci fa entrare in una nuova fraternità, la Chiesa. In forza del Battesimo ognuno di noi entra nella Chiesa “come per una porta” – ricorda la costituzione conciliare Lumen Gentium 14 - ma anche partecipiamo a una nuova storia dell’umanità. Con il Battesimo e con la predicazione – scrive ancora il Concilio – “(la Chiesa) come una madre genera a una vita nuova e immortale i figli, concepiti ad opera dello Spirito Santo e nati da Dio” (L.G. 64). E’ bella questa immagine del Battesimo come di una porta che ci fa entrare in una casa, in una famiglia, che è la parrocchia, casa tra le case, la Chiesa, dove ognuno di noi crede ‘libero davvero’, e scegli di realizzare la propria vocazione alla vita laicale, la propria consacrazione che personalizza in maniera originale questa nostra partecipazione alla vita della Chiesa, la nostra regalità, cioè lo stile del nostro servizio, il nostro sacerdozio battesimale o ministeriale, il nostro impegno profetico, di evangelizzatori. Nel documento del prossimo Sinodo dei Vescovi, a cui ci stiamo preparando e che continueremo con un ‘cammino sinodale’ della Chiesa Italiana, si legge: “I membri del Popolo di Dio sono accomunati dal Battesimo e «se anche per volontà di Cristo alcuni sono costituiti dottori, dispensatori dei misteri e pastori a vantaggio degli altri, fra tutti però vige vera uguaglianza quanto alla dignità e all’azione nell’edificare il corpo di Cristo, che è comune a tutti i fedeli» (LG, n. 32). Perciò tutti i battezzati, partecipi della funzione sacerdotale, profetica e regale di Cristo, «nell’esercizio della multiforme e ordinata ricchezza dei loro carismi, delle loro vocazioni, dei loro ministeri» sono soggetti attivi di evangelizzazione, sia singolarmente sia come totalità del Popolo di Dio” (n.12).

Realizzare profondamente il proprio Battesimo significa partecipare attivamente e originale alla vita della Chiesa, ma anche sentire come proprie “le gioie e le sofferenze, le tristezze e le angosce” del mondo, anche del creato attorno a noi, e delle persone più povere, come ci ricorda la Costituzione conciliare Gaudium et spes. Da battezzati dobbiamo sentire questa transizione ecologica come un impegno. “C’è sempre il pericolo – ci ricordano i Vescovi italiani nel messaggio per questa Giornata – di rimpiangere il passato, di sfuggire alla stagione del cambiamento e di non guardare con fiducia all’avvenire che ci attende”. Nella transizione ecologica – continuano i Vescovi – “si deve abbandonare un modello di sviluppo consumistico che accresce le ingiustizie e le disuguaglianze, per adottarne uno adottato sulla fraternità dei popoli”. Ogni forma di particolarismo nella lettura del creato genera sprechi e scarti. Occorre mettere in relazione invece salute, economia, lavoro, ambiente e cultura, educando a una nuova responsabilità per il bene comune, che comprende anche la cura e la custodia del creato. Come anche le Chiese comprendano come il ‘grido della terra e il grido dei poveri” (L.S. 49) chiede una preghiera e un impegno ecumenico.

Cari fratelli e sorelle, cari confratelli, il servizio, la partecipazione attiva alla vita della Chiesa, l’attenzione ai più giovani, l’impegno ecumenico con uno sguardo alla cura della terra oggi sono compiti importanti di ogni battezzato. In questo tempo che ci prepara a un ‘cammino sinodale’ ognuno di noi è chiamato a guardare alla Chiesa come a una famiglia in cui è entrato dalla ‘porta’ del Battesimo e nella quale è chiamato a vivere con pienezza la propria vocazione battesimale, alla vita laicale, ministeriale e consacrata. Infatti – ricorda ancora il documento in preparazione al Sinodo – “Il Concilio ha sottolineato come, in virtù dell’unzione dello Spirito santo ricevuta nel Battesimo, la totalità dei fedeli «non può sbagliarsi nel credere, e manifesta questa sua proprietà peculiare mediante il senso soprannaturale della fede di tutto il Popolo, quando “dai vescovi fino agli ultimi fedeli laici”, esprime l’universale suo consenso in materia di fede e di costumi» (LG, n. 12). È lo Spirito che guida i credenti «a tutta la verità» (Gv 16,13)” (n.13). Ed è la verità che ognuno di noi è chiamato a servire nel cammino personale, ecclesiale e sociale di ogni giorno, perché la Chiesa sia per tutti “sacramento di salvezza” e il mondo e il creato una ‘casa comune’. Così sia.


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