• Redazione

Con S. Sebastiano operatori di giustizia e pace: omelia di mons. Perego

Chiesa del Gesù, Ferrara, 20 gennaio 2021


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle della Polizia municipale, in questa celebrazione eucaristica ci uniamo a voi per ricordare la figura del vostro patrono S. Sebastiano, soldato e martire della fede. E’ una figura e un modello di testimonianza della fede che riassume una schiera di martiri provenienti dalle file dell’esercito romano, che hanno scelto la nonviolenza e la giustizia come adempimento del proprio dovere. E di giustizia parla la pagina della lettera di Pietro che abbiamo ascoltato. “Beati voi che soffrite per la giustizia”, ricorda l’apostolo Pietro. Quante volte la ricerca della giustizia chiede impegno, sacrificio anche a voi, cari agenti; quante volte il duro lavoro non porta i frutti desiderati, ma soprattutto non riescono a lenire la sofferenza delle persone, la morte di altre, la complicità di altre ancora. Vi rincuorino le parole di Gesù: “Beati gli operatori di giustizia, perché di essi è il regno di Dio”. La ricerca della giustizia per voi non sia solo il compimento di un dovere, ma anche una tappa del cammino di vita cristiana. “La tua identificazione con Cristo e i suoi desideri – scrive papa Francesco nell’esortazione Gaudete et exultate - implica l’impegno a costruire, con Lui, questo Regno di amore, di giustizia e di pace per tutti. Cristo stesso vuole viverlo con te, in tutti gli sforzi e le rinunce necessari, e anche nelle gioie e nella fecondità che ti potrà offrire” (G.E. 25). Cercare la giustizia è uno dei vostri compiti fondamentali. “Ma la giustizia che propone Gesù – scrive ancora papa Francesco - non è come quella che cerca il mondo, molte volte macchiata da interessi meschini, manipolata da un lato o dall’altro. La realtà ci mostra quanto sia facile entrare nelle combriccole della corruzione, far parte di quella politica quotidiana del “do perché mi diano”, in cui tutto è commercio. E quanta gente soffre per le ingiustizie, quanti restano ad osservare impotenti come gli altri si danno il cambio a spartirsi la torta della vita. Alcuni rinunciano a lottare per la vera giustizia e scelgono di salire sul carro del vincitore. Questo - conclude il Papa - non ha nulla a che vedere con la fame e la sete di giustizia che Gesù elogia” (G.E. 78). Cari agenti, non spegnete la fame e la sete della giustizia, rischiando anche di soffrire operando il bene, piuttosto che ignorando il male. La nostra città cresce e si trasforma, diventa migliore, anche grazie al vostro impegno per la giustizia. L’applicazione della giustizia porta talora incomprensione nei cittadini, porta la croce – come ci ricorda il Vangelo. Ma il Vangelo di oggi aggiunge che “Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà”. Come hanno fatto in questi anni molti agenti che hanno sacrificato la vita nell’adempimento del proprio dovere. La giustizia cammina sempre con la pace. Questo tempo di pandemia, con le limitazioni collegate, ha creato tensioni, sfiducia e talora anche gesti di reazione. Siamo chiamati tutti a vivere questo tempo come una prova di cittadinanza, dove il rispetto del bene comune viene prima del rispetto del bene personale, dove l’attenzione ai deboli e ai più poveri e impoveriti chiede un’attenzione comune e una condivisione, dove il rispetto delle regole tutela la salute. Siate i custodi della pace, più con le vostre parole, le vostre apprezzate attenzioni, la prontezza del vostro intervento, che con le armi. Le armi, anche se usate per la legittima difesa personale e dei più deboli, chiamano sempre violenza. Le armi non hanno mai tutelato la pace, quella duratura. Siate seminatori di pace, “costruttori di pace” – come ha detto il Presidente della Repubblica nel messaggio d’inizio anno, “artigiani di pace” come ha ripetuto Papa Francesco. La pace passa attraverso il rispetto, la prudenza degli interventi, l’attenzione a facilitare percorsi di inclusione, a rispettare i diritti delle persone, a favorire anche il rispetto dei doveri dei cittadini. Diritti e doveri camminano insieme e di entrambi voi siete chiamati ad essere custodi e garanti. Cari agenti della Polizia municipale, mentre ringraziamo il Signore per il vostro servizio a tutta la città, preghiamo con voi S. Sebastiano, vostro patrono, perchè vi accompagni nel vostro servizio alla giustizia e alla pace nella città. La sua testimonianza di fede fino a dare la vita, rinunciando all’uso delle armi, sia per voi una luce che illumini i vostri passi in questa nostra città che soffre per la pandemia, ma soffre talora per l’indifferenza, la supponenza e l’incapacità di camminare insieme. Il Signore benedica voi e le vostre famiglie in questo nuovo anno.

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