• Redazione

Commemorazione di tutti i defunti e i Caduti: omelia di mons. Perego

Il ricordo e la preghiera per i Defunti e i Caduti


Certosa, Ferrara, 2 novembre 2021


S.E. Mons. Gian Carlo Perego

Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Cari fratelli e sorelle, cari confratelli, il giorno della Commemorazione di tutti i nostri defunti ha un ricordo particolare, in questa celebrazione e in questa chiesa della Certosa al centro del Camposanto, per tutti i caduti, vittime delle guerre e della violenza. Il loro ricordo ci fa anzitutto ripetere l’importanza della beatitudine evangelica ‘Beati gli operatori di pace”, unitamente all’altra beatitudine “beati i perseguitati per la giustizia”, che ieri, nella solennità di tutti i Santi, abbiamo ricordato come stile di vita cristiano. Saluto con deferenza le autorità civili e militari, che con la loro presenza testimoniano il ricordo costante di chi lavora per la pace sociale e la giustizia: una città, infatti, cresce sulla ricerca della pace, del dialogo sociale e della giustizia, beni comuni che alcune persone ci ricordano con il dono della loro vita e che chiedono l’impegno e la responsabilità di tutti.

Ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio. Oggi incontriamo la figura di Giobbe che ci trasmette la consapevolezza da una parte del limite della corporeità, segnata dalla sofferenza e dalla morte, ma dall’altra il suo destino: l’incontro con il Signore. “I miei occhi lo contempleranno”, contempleranno il Signore, ci ricorda Giobbe. La vita, sembra dirci, il profeta, ha senso perché ha un fine, un traguardo, un incontro: quello con il Signore che ci ha creato “a sua immagine e somiglianza”. La speranza cristiana si nutre, nella preghiera e nello stile di carità, di questa attesa, di questo incontro finale con il Signore. E la speranza cristiana si fonda su Cristo Crocifisso, ci ricorda San Paolo nella pagina ai Romani. Tutta la lettera ai Romani ricorda che la nostra fede cristiana non poggia su un’idea, ma su una vita donata, sul Cristo Crocifisso che, per questo, è diventato il simbolo della fede cristiana. E’ un gesto d’amore, di donazione che ci ha salvato e sono i gesti di amore e di donazione, di servizio in famiglia, nel lavoro, nella scuola, nella società a rinnovare anche la vita delle nostre comunità, delle nostre città. Lo stile di vita cristiano trova nella Croce non solo un segno, ma anche la strada del proprio stile di vita. Paolo sottolinea che non è facile seguire la strada della Croce, del Crocifisso: “a stento – ricorda Paolo – si trova chi muore per un giusto”. Per questo, è doveroso ricordare chi ha dato la sua vita per la giustizia e la pace, ricordando come non si servono le idee, ma le persone, e solo per loro si offre la vita. La Patria non è un’idea, ma una comunità di persone, di città, di territori, di famiglie. Così come la Giustizia non è una semplice idea, ma il rispetto delle persone, della loro dignità, della loro uguaglianza, della loro libertà per costruire fraternità. Da conquistare sempre nuovamente, in ogni epoca della storia. A questo proposito, è forte il richiamo di Papa Francesco nell’enciclica Fratelli tutti: “La storia sta dando segni di un ritorno all’indietro. Si accendono conflitti anacronistici che si ritenevano superati, risorgono nazionalismi chiusi, esasperati, risentiti e aggressivi. In vari Paesi un’idea dell’unità del popolo e della nazione, impregnata di diverse ideologie, crea nuove forme di egoismo e di perdita del senso sociale mascherate da una presunta difesa degli interessi nazionali. E questo ci ricorda che ogni generazione deve far proprie le lotte e le conquiste delle generazioni precedenti e condurle a mete ancora più alte... Il bene, come anche l’amore, la giustizia e la solidarietà, non si raggiungono una volta per sempre; vanno conquistati ogni giorno. Non è possibile accontentarsi di quello che si è già ottenuto nel passato e fermarsi, e goderlo come se tale situazione ci facesse ignorare che molti nostri fratelli soffrono ancora situazioni di ingiustizia che ci interpellano tutti” (F.T. 11). La pagina evangelica ci ricorda che il nostro cammino di dono, di servizio alla pace, alla giustizia e alla fraternità è sostenuto dal dono del “pane di vita”, dall’Eucaristia. L’Eucaristia, anche questa Eucaristia, in questa stupenda basilica della Certosa, segno di una fede nella risurrezione dei morti, ci ricorda che il Signore risorto ci accompagna nella nostra vita e ci attende al termine della vita. E in questa Eucaristia viene alimentata la speranza, la certezza che coloro che ci hanno preceduto nella vita eterna, soprattutto a causa della pace e della giustizia, sono risorti in Cristo.

Cari fratelli e sorelle, la nostra preghiera in questo giorno dedicato a tutti i Defunti e i Caduti alimenti in noi il ricordo e la gratitudine, ma accompagni anche il nostro impegno e la nostra responsabilità, perché abbiano sempre al centro il bene di ogni persona e il bene comune. Così sia.


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